Il sonno del bambino. Come funziona e come… partire con il piede giusto!

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Ultima modifica 13 Gennaio 2021

Si parla molto spesso di sonno del bambino, in particolare definendo problematiche quelle che in realtà sono vere e proprie caratteristiche.
Il sonno del bambino infatti a differenza di quello dell’adulto è caratterizzato da risvegli frequenti che lo portano ad avere un sonno molto frammentato
E questo per un periodo variabile che va da 0 a 3 anni

Perchè avviene questo?

Nelle prime settimane di vita del bambino il ritmo sonno veglia è indipendente dall’ambiente che lo circonda, ed è regolato quasi esclusivamente da bisogni endogeni legati alla fame ed alla sete .
Un neonato dorme circa 15/16 ore al giorno, con enormi differenze individuali (che va dalle 13 alle 21 ore nell’arco delle 24 ore )

Il sonno diurno può essere intervallato da periodi di 20/30 minuti durante le prime settimane di vita e per tutto il primo mese, per poi regolarizzarsi nel corso delle settimane, e questo soprattutto grazie alla maturazione cerebrale .
E’ importante ricordare che la maturazione cerebrale è un processo che avviene durante il sonno e che si protrae fino a circa 3 anni di vita del bambino.

Il sonno assolve a numerose funzioni quali:

– favorire la secrezione dell’ormone della crescita
– Rinforzare il sistema immunitario
– Consolidare la memoria
– Consolidare l’apprendimento
– Attuare una forma di detossinazione dalle sostanze di scarto prodotte durante la veglia diurna

Per questo motivo è davvero molto importante favorire la condizione ottimale per permettere ai bambini di abbandonarsi ad un sonno sereno

Micro-Risvegli

Rappresentano la caratteristica che più viene osservata dai genitori, e che desta molte preoccupazioni. In realtà i bambini molto piccoli hanno un’organizzazione delle funzioni cerebrali ancora immaturo. La durata del sonno profondo è limitata rispetto a quella di un adulto , in particolare durante le prime settimane di vita in cui i micro risvegli si scontrano con le esigenze nutritive.

La sostanziale differenza tra i microrisvegli dei lattanti e quella degli adulti è la capacità di poterli controllare. I bambini infatti per poter riprendere a dormire serenamente necessitano del supporto dei genitori e di un importante contenimento che li rassicuri.

Il sonno del bambino

Che cos’è il contenimento

Un alternativa alle braccia di mamma e papà.
Un mezzo che consente ai genitori di poter recuperare qualche ora di sonno , garantendo al loro bambino/a la stessa sensazione di protezione e calore fornite dalle braccia.
Esso ha lo scopo di stabilizzare il neonato e di portarlo a rivivere le stesse sensazioni che provava nella pancia della mamma.
Alla base del benessere del bambino/a c’è il forte bisogno di contatto, ed è noto che nei primi mesi di vita questo bisogno vada ascoltato, quindi bisogna sfatare la credenza popolare secondo la quale tenere in braccio spesso i bambini crea vizi o abitudini errate.
Il senso di sicurezza determinato dal contatto permette al bambino di cominciare a percepirsi, ad instaurare un legame e un forma di comunicazione profonda con i suoi caregiver.

Ciò non significa che i genitori non debbano MAI staccarsi dal loro bambino, per creare dei buoni rapporti funzionali al benessere psichico di tutta la triade è indispensabile trovare durante l’accudimento quotidiano, delle strategie che possano aiutare a raggiungere uno stato di serenità

Una di queste appunto è il contenimento/ fasciatura.

Esso aiuta il neonato a superare quei momenti che può avvertire come stressanti ( stimoli luminosi, rumori, voci, suoni, temperature ambientali …)
Fasciare il neonato aiuta a creare il confine, la parete dell’utero materno, quell’abbraccio costante che improvvisamente è venuta a mancare.
Il contenimento può essere utilizzato per favorire il sonno per tutti i primi 3/4 mesi di vita , ossia per il periodo corrispondente alla presenza dei riflessi neonatali.
I neonati hanno paura del vuoto e per questo creare i confini li può aiutare a superare queste sensazioni spiacevoli che sono in gran parte artefici dei risvegli frequenti nei primi 3 mesi di vita.

Con che cosa si possono fasciare?

In commercio esistono diverse tipologie di fasciature, a seconda dei gusti: mussole di cotone, wrapping di varie marche e modelli ecc

Importante è limitare l’apertura delle braccia che determina il riflesso di Moro e che spaventa tantissimo soprattutto se avviene durante il sonno.
Il riflesso di Moro si può attivare durante il sonno a causa di un rumore improvviso, del singhiozzo, della peristalsi intestinale o altri stimoli, e in questi casi i risvegli sono quasi automatici.

Per concludere

La parola d’ordine è partire con il piede giusto.
Cercate di pianificare un percorso notturno accettabile e sostenibile per tutta la famiglia, ma senza anteporlo a quelli che sono i bisogni primari del bambino di nutrirsi  essere contenuti ed ascoltati
La tranquillità e la serenità dei bambini nasce da uno stato di benessere di mamma e papà, e senza il giusto riposo tutto questo sarebbe difficile da immaginare.

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