Immigrati e abitudini chi si deve adeguare?

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Ultima modifica 11 Maggio 2015

Ho letto in un quotidiano una notizia che mi ha lasciato desolata perché, per l’ennesima volta, hanno dato ascolto alle pretese di un gruppo di rifugiati? Immigrati? Clandestini?

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Io non lo so e non mi interessa saperlo, quello che so è che la loro richiesta è incompatibile con le nostre leggi, le nostre norme, i nostri usi e costumi.

Aderendo alle loro pretese i responsabili hanno accettato l’inaccettabile, una discriminazione di sesso.

Mi spiego.

Un gruppo di musulmani che si dicono fuggiaschi dalla guerra, dall’impossibilità di vita, dalla paura, in poche parole dall’estremismo dell’ISIS, ha rifiutato di essere ospitato in una struttura alberghiera perché avrebbe dovuto mangiare nella stessa sala delle donne, e questo, per loro era inaccettabile.

La loro religione glielo vieta, dicono, lo vieta in modo assoluto!

Dopo alcune trattative (?) i responsabili hanno cercato, e trovato, una diversa soluzione; li hanno ospitati in piccoli alloggi per soli uomini.

Secondo voi queste persone sono musulmani moderati? Sono individui che non esasperano i precetti del Corano?

O sono integralisti islamici?

Certo, forse, sono fuggiti dai loro paesi perché di etnia diversa da quella imperante, ma in che cosa sono diversi dagli altri?

Nel pensiero? Nel modo di praticare la loro religione?

Non sono disposti non dico ad accettare compromessi, non sono tolleranti, non intendono integrarsi, non accettano il sistema di vita dei paesi dove sono giunti, pretendono di proseguire nelle loro abitudini, pretendono che i paesi, la gente che li ospita si adeguino.

Inverosimile che qualcuno lo abbia accettato e non abbia risposto: se volete mangiare dovete adeguarvi, altrimenti è pronta una barca per ricondurvi la da dove siete venuti!

Non è razzismo, è solo difesa, difesa contro qualcuno che è realmente razzista, intollerante e prepotente.

Qualcuno che non chiede, pretende.

Qualcuno che non è grato per l’accoglienza, che non cerca di comprendere le diverse abitudini, non pensa nemmeno lontanamente di accettarle, di adeguarsi.

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Purtroppo ci stiamo rivelando peggio delle pecore, abbiamo paura persino dell’aria che respiriamo, siamo, o almeno chi ci governa è, talmente compreso dall’alta opera di salvamento dalle ambasce di questa massa di migranti che non riesce, non vuole distinguere tra le persone realmente bisognose, dalle persone che fuggono da immani pericoli, che sono ben felici di accettare quello che viene loro offerto, che non pretendono, ma ringraziano, che non dimostrano disprezzo per le abitudini delle popolazioni che li accolgono, che li aiutano, che li sfamano, li vestono.

Mi viene da sorridere pensando alle campagne contro la discriminazione di genere, agli sforzi che si stanno tutt’ora facendo per eliminare le barriere, per attuare la parità dei sessi, tutti i sessi, sforzi che vengono azzerati dall’atteggiamento non solo di quel gruppo di musulmani integralisti, ma di quelle persone che, accettando il loro dictat, ne hanno avvallato le idee.

O, forse, sono d’accordo con loro?

Ma non è tutto qui.

Le loro pretese non si fermano alle loro convinzioni religiose, anzi, vogliono altro, vogliono camere comode dotate di ogni confort, televisione satellitare compreso, pretendono internet, wi-fi, telefono a disposizione, pretendono di essere serviti di tutto punto, di avere i cibi che preferiscono, tutto gratuitamente ovviamente e, dulcis in fundo, denaro contante per i loro vizi quotidiani.

Quindi vogliono, vogliono, vogliono di tutto e di più incuranti delle possibilità economiche di chi li accoglie, non sono mai contenti.

Ma non provengono da luoghi poverissimi, disastrati e desolati, dove la vita è impossibile e non solo per la guerra?

O è solo quello che vogliono farci credere?

Oppure pensano che essendo fuggiaschi abbiano il diritto di essere ricevuti, accolti, che chi li ospita debba non solo tollerare le loro abitudini, ma favorirle, nascondendo pari tempo le proprie, quelle che a loro non piacciono?

A loro tutti i diritti, a noi solo i doveri, o no?

Chissà che cosa pensano di noi!

Chissà come se la ridono sotto, sotto quel gruppo di musulmani i cui dictat sono stati accolti ed invece di essere ospitati, insieme a donne musulmane, in un semplice albergo, possono passare il tempo tranquillamente sdraiati a bordo di una lussuosa piscina nel loro residence pluristellato?

Che siamo dei poveri idioti, pavidi e creduloni?

Che per paura di essere tacciati di razzismo subiscono le loro prepotenze?

Certo non ci stimano.

Nonna Lì

 

1 COMMENT

  1. Sono perfettamente d’accordo. Questo voler rendere tutti contenti (anche quando è evidente che non andrebbe fatto) davvero ci fa sembrare “idioti, pavidi e creduloni”.

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