Ultima modifica 3 Maggio 2018

 

Preceduta da uno squillare di trombe e di tamburi degni del migliore degli imbonitori, finalmente si era tenuto quel consiglio dei ministri che doveva dare l’avvio a quella stagione di riforme tanto annunciate e propagandate che avrebbe avuto il potere, rivoltando l’Italia come un calzino, di riportarci all’onor del mondo, anzi alla sua guida.

Ancora prima, però, il nostro ineffabile presidente del consiglio, aveva comunicato che nella stessa non si sarebbe parlato della riforma della scuola perché, parole sue, c’era troppa carne al fuoco. Nella conferenza stampa, successiva al consiglio di durata di due ore soltanto, il nostro aveva, more solito, illustrato con enfasi e slides i provvedimenti assunti, primo fra tutti quel decreto “sblocca-Italia” che doveva dare l’avvio e un contributo fattivo alla ripresa della nostra economia. L’analisi era reale, i provvedimenti condivisibili, giusti perfino, anche se qualcuno li trovava comunque carenti e insufficienti a imprimere la svolta necessaria, anche la strada del decreto-legge sembrava quella giusta, perché cosa c’è di più urgente di eliminare lacci e lacciuoli, lentezze burocratiche enormi che, da sempre, scoraggiano gli investitori, sopratutto quelli stranieri? Nulla, vero? Perciò bene il decreto-legge che, come sanno tutti quelli che hanno studiato un po’ di diritto, è previsto dalle nostre normative solo in caso di urgenza estrema, che va immediatamente in vigore, che ha subito effetto, ma che deve essere ratificato dal parlamento entro 60 giorni.

L’urgenza, ripeto è reale ed effettiva, ma non per il nostro governo poiché il decreto, per quanto si sappia, è stato assunto il 29 agosto e, ad oggi 12 settembre non ha ancora visto la luce. È fermo negli oscuri meandri di palazzo Chigi, in attesa…Di che cosa? Della copertura effettiva o presunta ( come è stato per i famosi 80 euro) o per la sua definitiva stesura o per tutti e due questi problemi? Sta di fatto che il decreto non c’è, non è ancora uscito dalle segrete stanze, non è stato ancora presentato al Presidente della Repubblica per l’obbligatoria promulgazione e, quindi, non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e, quindi, non esiste! Ma era urgente! Lo aveva asserito il presidente del consiglio, lo avevano acclarato ministri e sottosegretari, avevano seguito la procedura giusta, ma a parole, solo a parole. Chi aveva asserito, io tra quelli, che la montagna aveva partorito il classico topolino si sbagliava, la montagna ammesso e non concesso che fosse tale, aveva avuto una gestazione isterica e quindi partorito nulla, se non parole, proclami, autoincensamenti.

PalazzoChigi

E ci hanno preso ancora una volta in giro. Ma lo sono o ci fanno? Ci credono tutti idioti che si fanno abbindolare dalle parole di un bravo imbonitore che ci incanta, ci rimbambisce e ci presenta un pacco, benissimo incartato, con nastri rutilanti, ma resta solo un pacco pieno di… Niente?

È vero, verissimo che altri hanno colpe, colpe gravissime, sulla situazione in cui siamo precipitati, che i provvedimenti presi dal governo Monti sono stati insufficientissimi e, a volte, negativi e che hanno provocato sconquassi inimmaginabili, che, forse, il governo Letta era lento, non aveva lo sprint che il nostro ha ripetuto essere necessario, per non parlare di tutti i governi che li hanno preceduti, ma… Ma nessuno aveva mai avuto l’improntitudine di affermare come fatta una legge, un decreto ancora al di là da venire. E continuare a rimbambirci di parole e di annunci, continuando a dilazionare i provvedimenti, scambiando la velocità assicurata con una lentezza esasperante, prevedendo, prima, una riforma al mese, poi, la necessità di prolungare il tempo a 1000 giorni, dilazionandone poi l’inizio. Ora quest’ultima… Come la posso chiamare? Buffonata? Presa per i fondelli? Ennesimo escamotage?

Sta di fatto che il decreto d’urgenza,  il tanto decantato “sblocca-Italia”, che doveva rappresentare la panacea di tutti i mali, non ha ancora visto la luce dopo 12 giorni!

Un dubbio: ma esiste veramente questa bozza di decreto o solo l’ennesima millanteria?

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

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