Ultima modifica 20 Giugno 2019

La notizia è di qualche giorno: sono stati chiesti 21.000 euro ad una docente come risarcimento danni ad un alunno ferito da un compagno. Il fatto mi tocca da vicino, visto che la scuola in cui si è verificato l’accaduto si trova nella Provincia di Terni, a pochi chilometri da me.

scuola

Nel 2001 un bambino lancia una gomma nell’occhio di un compagno di classe, rimasto invalido. La scuola è stata condannata ad un risarcimento danni nei confronti dell’alunno. La scuola, oggi, chiede alla docente che era in classe di farsi carico del risarcimento dovuto alla famiglia, per “colpa grave consistita nel non aver controllato bene quello che succedeva in aula”. La parola usata dalla Corte dei Conti è “anarchia”.

Ora, le riflessioni da fare sono tante. Ci saranno persone che riterranno giusta la posizione della scuola, altre che invece difenderanno l’insegnante, altre ancora che penseranno che il risarcimento dovrebbero darlo i genitori del bambino che ha commesso il fatto. Fondamentalmente, come al solito, nessuno si prende la responsabilità e ognuno scarica le colpe sull’altro, scuola in primis.

E comincia la rincorsa ai se.

Se l’insegnante non era una “buona insegnante”, quelle che a detta degli altri, non “sanno tenere la classe”, andava richiamata, controllata, allontanata. Non si doveva aspettare che un bambino ci rimettesse un occhio.

Se il bambino era “pericoloso”, andava segnalato ai genitori e presi provvedimenti.

E se niente di ciò è vero, se si è trattato di un gesto fortuito, che colpa ne ha l’insegnante?
I bambini pagano un’assicurazione. Se l’assicurazione non copre questi incidenti, allora, cosa copre?

A conclusione dei fatti, secondo voi, un dipendente qualsiasi, che lavora all’interno di un’azienda, è responsabile dei danni causati da una terza persona ad una quarta? Sembra uno scioglilingua!
O è l’azienda responsabile del dipendente e di quello che succede all’interno dei suoi locali?

Attendo vostri commenti…

Fabiola Papa

Mi chiamo Fabiola, abito in un piccolo paesino dell'Umbria, sono mamma di due meravigliose bambine, moglie di Marco e maestra.

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