Leggere i fumetti ad alta voce si può! Ne parliamo con GUD, disegnatore e fumettista

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Partiamo dal nome: Gud.

Chi è un appassionato di graphic novel sa di chi stiamo parlando. Oggi abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con un grande fumettista: Gud, aka Daniele Bonomo.

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Quando gli ho chiesto come fosse nato il suo nome d’arte, Daniele mi racconta che è talmente tanto tempo che lo chiamano Gud che quasi ormai non si gira se qualcuno pronuncia il suo vero nome!

Perché da Bonomo fino a Gud, passando per goodman (ovvero il suo cognome in inglese) il passo è stato breve. E dunque Gud è Gud fin dalla scuola.

Gli ho chiesto da quanto tempo disegnasse e la risposta è stata quasi ovvia: “Da sempre”!

Poi Gud mi spiega come nasce una graphic novel, cioè quelle storie a fumetti che si concludono con l’ultima pagina del libro. Non un seriale. Proprio un romanzo corredato da disegni.

Le graphic novel sono dei libri a tutti gli effetti. Non semplicemente fumetti per bambini (ne aveva già raccontato la nostra Simona) .

Anzi, se penso a Corto Maltese capisco subito di cosa Gud parli.

E mi racconta infatti che storia e fumetti vanno di pari passo.

Nella sua testa capita che “venga fuori” prima un finale di storia, oppure colga l’ispirazione da qualche accadimento reale e poi ci si disegni intorno. Oppure c’è un’idea iniziale e poi si sviluppano poco a poco i personaggi e l’ambientazione.

Insomma, la graphic novel è tanta roba!

E Gud ha deciso di mettere la sua matita a disposizione di lettori che in Italia non avevano ancora un punto di riferimento, ovvero i bimbi dai 5 agli 8 anni.

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“Vedi – mi spiega – fino ai 5 anni c’è la Pimpa. Dagli 8 anni Topolino e tanti altri. Ma in Italia mancavano storie a fumetti che potessero coinvolgere lettori di questa fascia”.

Così ci ha pensato Gud.
E lo sta facendo anche attraverso il canale migliore: la scuola.
Anche se alcuni non ci credono, il fumetto è uno strumento di cultura, non solo di arte.
Attraverso le bande a disegni si insegna storia, geografia, attualità.

E una come me, cresciuta a Promessi Paperi e Disfida di Paperetta (Barletta, ndr), non può che trovarsi d’accordo con questa affermazione.

E per fare questo Daniele si affida ad un editor critico e severo: suo figlio Alessandro di 9 anni!

Che passa al vaglio le storie del papà, le controlla e le corregge!

Possiamo dunque dire di dover avere fiducia nella vittoria del fumetto nella sfida contro i videogiochi?

Gud mi dice di si. Dal 2000 ad oggi il mondo della graphic novel in Italia è cresciuto, e oggi trova un suo spazio definito e dei suoi lettori fedeli.

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Gli chiedo se a parte i suoi abbia dei preferiti.

Will Eisner, maestro del fumetto mondiale, Bill Watterson, altro gigante, e i fumettisti francesi, nel cui stile si ritrova e che preferisce ai manga!

Prendo spunto da ciò, e gli chiedo cosa pensa dei manga giapponesi: “Sono stati i primi a dare ai lettori tante storie differenti per ogni tipo di pubblico.

E mi racconta ancora di come adesso l’idea della graphic novel sia “trasversale”, nonostante negli anni ogni territorio abbia avuto degli stili abbastanza specifici: c’è il fumetto sudamericano, quello francese appunto, quelli americani e i manga.

E tutti tracciano un po’ lo stile del popolo che li ha inventati. Raccontano le loro storie, le proprie ambientazioni.

Il fumetto aiuta, mi dice Gud. Aiuta il lettore e aiuta l’autore a raccontare il proprio mondo.

Davvero tutti possono fare fumetti come dici nel tuo libro omonimo? Gli chiedo.

Gud mi risponde: “A chi vuole intraprendere questa strada consiglio 3 cose. La prima è fare fumetti. La seconda fare fumetti. La terza fare fumetti”.

Credo non ci sia altro da aggiungere!

Gud ci dice infine dei suoi prossimi impegni, dopo essere stato ospite la settimana scorsa a Milano di una giornata di formazione per genitori, educatori, insegnanti, bibliotecari ma anche solamente interessati, dal titolo “Leggere fumetti: laboratorio per sfatare pregiudizi”.

Sarà impegnato in molte scuole con la casa editrice Il castoro con un progetto studiato e strutturato per proporre percorsi di lettura in classe.

Poi al Bologna Children’s book fair  e poi a Roma a maggio con il Festival del Fumetto di Roma Arf!, di cui è ideatore e fondatore.

In bocca al lupo e continua a deliziarci con le tue storie!

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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