Invalsi: quest’anno misuriamo la speranza…

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C’ho provato a vedere nel questionario una pura indagine statistica.
Giuro che c’ho provato. Da insegnante che apprezza i quesiti proposti nella prova (anche se non mi piace affatto la modalità fredda e frettolosa), ho sostenuto anche il questionario per i dati di contesto.
Ho detto ad amici con cui ho parlato che quelle domande servono poi per indagare l’evoluzione del contesto sociale e culturale in cui i nostri bambini studiano.
Però mi basavo sui vecchi questionari, dove le domande erano diverse.
Forse riguardavano questioni “strane” per un bambino, ma comunque ricollegabili alla “misura” culturale della famiglia. Certo triste, certo arida, ma comunque contestuale, situata nell’ambito scolastico o comunque ad esso riferita.

invalsiC’ho provato, ma veramente.
Ho letto la prima e l’ultima del Q10 e ho pensato “Ci sta”.

Può essere interessante capire come un bambino vede il suo percorso scolastico
e il suo desiderio di lavorare forse consequenziale al suo titolo di studio.
Ci sta.

Poi sono andata avanti come Gauss (non so proprio perché) ed ho guardato il secondo e il penultimo, ma la somma non mi dava la stessa sensazione.
Sì, un crollo della linea oggettiva che avrei voluto vedere.
Ma in fondo so che le statistiche non hanno morale e il problema lo crea chi le interpreta, quindi ancora un filo di speranza, dai.

Si può parlare del valore e dell’uso dei soldi ad un undicenne?

Direi di sì.
Qualche bambino per motivazioni valide o meno si va a comprare all’uscita di scuola un pezzo di pizza per pranzo e poi prende il pulmino che lo porta a calcio. Insomma, tanti bambini si organizzano le giornate e gestiscono piccole o grandi somme.
C’è già chi chiede soldi per Natale per comprarsi ciò che desidera.
Sarà pure triste, ma è una realtà.
Ora, chiedere di vedersi in prospettiva forse è un po’ troppo, a 11 anni e poi, essendo un test proposto a scuola, io avrei circoscritto comunque alla cultura.
Vorresti mettere da parte i soldi per comprarti un libro?
Preferiresti avere una libreria piena o un armadio pieno?
Immagina la tua casa, da grande. Ci vedi una libreria?

Almeno fai finta… no?

Ma poi un’altra riflessione: studiando non si guadagna, quindi i bambini dovrebbero rispondere riflettendosi sulla situazione lavorativa dei genitori. Chi ha il genitore senza lavoro ti risponderà scavolatissimo perché la PS la vede col binocolo o, per contrasto adolescenziale, potrebbe dirti che avrà TOTALMENTE la possibilità di comprare quello che vuole.
Chi invece ha i genitori abbienti ti risponderà con naturalezza che “Sì, riuscirò a comprare tutto”. E quindi quale veridicità potrebbe avere? Cosa vuoi scoprire? Chi si vede un futuro di frustrazione e chi di bella vita? Quale interpretazione costruttiva potremmo dedurre?

Ma la chicca è al centro.
Mi era sfuggita. Ammetto.

“Nella vita riuscirò a fare ciò che desidero?”prove invalsi 2018

Misuriamo la speranza.

E’ troppo. Troppo.
Fuori scala, fuori luogo, fuori dal mondo bambino.  

Un troppo che sa di invasione barbarica nell’anima piena di sogni…ancora.
Una frana sopra un filo d’erba.
Cosa vuoi che ti dica un bambino? Cosa vuoi sapere? Se è già frustrato a 11 anni?
In questo contesto? E questo lo dico da adulta, che legge una domanda incredibile.

Per fortuna, qualcuno di mia conoscenza, che ha fatto la prova, ha detto: ma sono solo una bambina… che ne so io???
E allora respiro meglio.

I bambini, un palmo sopra come sempre, non mi deludono mai e lo schiaffo morale lo danno da soli.

Volevo fare l’archeologa… invece sono moglie, mamma, sorella e maestra e per me è più che sufficiente, anzi, ottimo. Sono una donna “orgogliosamente media”, ma decisamente realizzata, che non si annoia neanche un po’…

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