Isis, cosa stiamo aspettando?

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100 chilometri in linea d’aria separano l’ Italia dalla Tunisia. In quella stessa nazione dove aveva avuto inizio quella che è stata chiamata primavera araba, il fondamentalismo islamico ha compiuto la sua strage, una delle tante, ormai.

museo-del-bardo_15408Sono penetrati, armi in pugno, nello splendido Museo del Bardo, dove sono conservate molte testimonianze del passato tunisino, dove sono esposte vestigia dei tempi dell’antica Roma insieme a rimembranze cristiane, e hanno ucciso e preso ostaggi.

Erano quasi tutti turisti, croceristi di molte nazionalità, scesi da due navi italiane.

Il tutto è accaduto verso le 13, ma solo alle 20 l’unità di crisi della Farnesina ha rotto l’ostinato silenzio comunicando che, forse, le vittime italiane erano 3 e 6 i feriti, non gravi, però, e alcuni dispersi, la conferma, ufficiosa, è arrivata alle 21: 4 le vittime e 6 feriti, 8 i dispersi, mentre molto superiore era il numero totale delle vittime.

Con un blitz delle forze armate tunisine erano stati liberati tutti gli ostaggi.
L’Isis ha rivendicato l’attentato terroristico con orgoglio e vanagloria, proseguendo nei suoi proclami seguiti, o anticipati, dalle tante dimostrazioni, giungendo persino a sbeffeggiare l’immagine di un uomo da loro assassinato!

Ricordiamo gli assassinii di prigionieri occidentali inermi, di masse di musulmani non fondamentalisti, di Curdi, di bambini e di donne sia nell’estremo oriente, sia in Libia, sia nell’Africa nera e, non ultime le stragi compiute in Francia e in Danimarca.

Di contro l’ignavia occidentale espressa solo a parole e in cortei, che blatera, che rimanda, che pensa, che fa convegni, che attende, ma, in realtà, che non sa cosa fare, come comportarsi.

Non lo sa e ha paura di sbagliare come si è lasciata sfuggire l’alto Commissario europeo, Mogherini, quando, assecondando la volontà dell’allora premier francese Sarkosy, ha, di fatto, aiutato i fondamentalisti islamici, rovesciando Gheddafi, lasciando prima il paese nel caos più assoluto, dove al governo eletto si contrappone quello della minoranza musulmana moderata (?) che non ha accettato la sconfitta alle urne e, soprattutto, è sconvolta da una, parziale, occupazione da parte dell’Isis che, con le armi del terrorismo, cerca di assicurarsi il dominio sull’intero paese.

Solo un piccolo braccio di mare divide queste terre dall’Italia che è stata fatta oggetto di terribili minacce.

Ora i primi morti, i primi feriti italiani.

Il nostro governo si trincera dietro il silenzio, rimanda per ore ogni comunicato e solo quando il Presidente tunisino, alle 16, rivela che tra i morti ed i feriti c’erano spagnoli, francesi, tedeschi e italiani il nostro ministro degli esteri balbetta che, forse, i morti italiani sarebbero 2 e 6 i feriti, ma non gravi, ma le notizie sono incerte, inattendibili, forse, per cui rimanda ancora e sono le 18, il comunicato ufficiale che arriverà dopo le 20, modificato alle 21 con la rettifica che, purtroppo, i morti sono 4.

attentato a tunisi

Null’altro!

Nessuna presa di posizione, nessun proponimento, figuriamoci decisioni, la dimostrazione che, malgrado i proclami sono assolutamente impreparati.

Loro pensano, nemmeno progettano, attendono…che cosa? Che altri decidano?

Che sui barconi, invece dei disperati, trovino posto i miliziani dell’Isis per portare il terrore tra noi?

Che, in nome di una religione dispotica, intollerante, che usa la sopraffazione e la violenza più brutale per imporsi senza rispetto alcuno per le persone, che utilizzano i bambini inconsapevoli come bombe umane o boia, questi bruti senz’anima vincano la loro disumana battaglia?

Forse loro, intendo chi governa, si ritiene protetto dalle scorte che li circondano, forse si ritengono intoccabili, forse credono di non essere i bersagli dei terroristi che ne temerebbero, a quel punto, la loro immediata reazione, forse solo allora determinata?

Tutti abbiamo letto sui libri di storia quale atteggiamento le altre nazioni europee abbiano tenuto verso la Germania nazista, atteggiamento conciliante, tollerante che accettava e proponeva compromessi indegni pur di salvaguardarsi.

Non hanno creduto ai loro propositi, non li hanno immediatamente fermati e le conseguenze sono state devastanti.

Ma l’Isis è effettivamente responsabile dell’attentato tunisino?

L’intelligence americana dubita, non ci sono le prove, dice, forse ne vuole sminuire l’importanza, la pericolosità?

Aspettiamo, aspettano, forse, che il califfato si rinforzi e si espanda?
Aspettano che l’islam, così detto moderato, si svegli?
Aspettano e confidano in un miracolo?
Aspettano che morti e feriti aumentino?
O aspettano che gli altri musulmani facciano fronte comune con i laici o, addirittura con i cristiani contro i terroristi?

Intanto a San’a, capitale del travagliato Yemen, bombe umane si sono fatte saltare in aria all’interno di due moschee piene di fedeli: sono morte 150 persone!

Fino a quando sono decisi ad aspettare?

Nonna Lì

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