L’ingresso è erroneamente uno degli ambienti più sottovalutati: ti basti pensare che questo spazio è quello che un ospite vede per primo, quindi riveste un ruolo fondamentale per quanto concerne la rappresentanza.

Come se ciò non bastasse, tutti devono obbligatoriamente far tappa in questo ambiente per entrare e/o uscire, quindi, seppur velocemente, è uno degli spazi più vissuti in una casa.

Come organizzare l’ingresso

Per organizzare al meglio l’ingresso della tua abitazione, devi in primo luogo pensare alle azioni che vi si svolgono e, di conseguenza, agli arredi necessari per renderle più agevoli.

Quando ti prepari ad uscire indossi giacche, cappelli, guanti, sciarpe, scarpe e borse; allo stesso modo, quando rientri, svesti questi capi di abbigliamento.

Da ciò appare evidente come sia fondamentale posizionare nell’ingresso un mobile che consenta di avere a portata di mano il necessario per le uscite giornaliere. Non cito gli ombrelle perché, se possibile, consiglio di posizionare il portaombrelli immediatamente all’esterno della casa.

Personalmente, per motivi igienici, ho sempre voluto che ci si cambiasse le scarpe appena entrati in casa; ultimamente, a causa della pandemia, questa abitudine è entrata a far parte della quotidianità di tutti.

A tal proposito, ti consiglio quindi di avere uno spazio per sostituire le scarpe con le pantofole appena varcata la soglia della tua abitazione e, per rendere maggiormente agevole questa operazione (soprattutto per i più piccoli e per gli anziani), colloca nell’ingresso anche una seduta.

L’immagine seguente rappresenta la dotazione ideale di un ingresso: mensola svuotatasche per poggiare le chiavi, guardaroba giacche, scarpiera, seduta per il cambio scarpe, specchio.

Ovviamente queste indicazioni devono poi essere adattate, per quanto possibile, alla disposizione planimetrica della tua casa.

Il guardaroba

Se gli spazi lo consentono, puoi optare per un guardaroba articolato in modo tale da contenere, oltre al cambio scarpe, anche le giacche e gli accessori che si usano abitualmente. A questo proposito, per stimolare l’autonomia dei bambini, è preferibile sistemare le loro cose sui ripiani più bassi.

Ti riporto, quale esempio pratico, la disposizione del nostro guardaroba da ingresso che è volto a contenere solo le giacche di uso comune di una stagione; tutti gli altri cappotti, che vengono usati solo in determinate occasioni, sono in un apposito armadio localizzato altrove.

Le prime due ante:

  • nel ripiano più basso le pantofole di tutti i membri della famiglia;
  • in quello immediatamente superiore (ancora ad altezza di bambino), lo zainetto per la scuola, la mia borsa da lavoro e due scatole con gli accessori (in una quelli di nostro figlio e nell’altra quelli di noi genitori);
  • nell’appenderia le giacche usate quotidianamente per andare al lavoro/scuola.

Le seconde ante:

  • la scarpiera di tutta la famiglia, con quelle del piccolo in basso.

Come agevolare l’autonomia dei bambini

La suddivisione interna di questo armadio consente a nostro figlio di gestire in autonomia le scarpe, lo zaino e gli accessori ma non la giacca, che dovrà essere invece presa/appesa da un adulto. Questo esempio pratico è stato riportato per dimostrare che non sempre si riesce facilmente ad ottenere una casa perfettamente a misura di bambino; in ogni caso, con piccole accortezze, è comunque possibile renderla il più agevole possibile per lo sviluppo dei più piccoli.

Il momento della vestizione/svestizione è di fondamentale importanza per la crescita: spesso la vita frenetica non ci consente di dare il giusto tempo ai bambini per compiere da soli queste operazioni, soprattutto al mattino. Personalmente ho preferito anticipare di mezz’ora la sveglia (per qualche mese) in modo da consentire a mio figlio di raggiungere la sua autonomia: il risultato ottenuto è che a 4 anni è mezzo era capace di vestirsi completamente da solo (dal cambio pigiama/vestiti alla preparazione per uscire con scarpe e giacca). Mio figlio era felice perché si sentiva “grande” ed io, al di là della soddisfazione come mamma, nel giro di pochi mesi ho ampiamente recuperato il tempo impiegato che far sì che diventasse autonomo.

Se non è possibile far sì che i bambini provino a vestirsi da soli quando si esce al mattino, cercate di lasciarli liberi di svestirsi in tutta calma, da soli, quando rientrate a casa… vedrete che i risultati non tarderanno ad arrivare.

Sperando che questo articolo come il precedente sullo spazio esterno vi sia piaciuto, vi ricordo che potrete inviare alla redazione di “Lenuovemamme” domande relative agli argomenti trattati in questa rubrica, alle quali risponderò con piacere.

Vi aspetto per il prossimo appuntamento in cui analizzeremo la cucina.

Classe ’79, nata a Pescara da genitori piemontesi, mi sono trasferita a 19 anni in Lombardia per studiare architettura al Politecnico di Milano e, da allora, sono rimasta in questa regione che mi ha adottata. Mi divido tra il mio lavoro di architetto (specializzata in ambito residenziale) e la mia famiglia. Amo leggere, cucinare, inventare giochi con mio figlio e visitare posti nuovi. Sul mio profilo Instagram @mammartistika racconto le attività creative che invento con mio figlio, usando principalmente materiali naturali o di riciclo.

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