Mensa, merenda, gite e momenti di condivisione: per oltre 34 mila studenti celiaci il ritorno a scuola significa anche imparare a gestire ogni giorno la dieta senza glutine. I consigli dell’Associazione Italiana Celiachia per famiglie, insegnanti e personale scolastico per la celiachia a scuola.

Settembre è il mese dei nuovi inizi: si torna in classe, si ritrovano gli amici, ripartono le attività extrascolastiche e, per molti bambini, anche i pranzi in mensa. Per gli oltre 34 mila studenti celiaci della scuola dell’infanzia e primaria, però, il rientro a scuola porta con sé qualche attenzione in più.

La celiachia, infatti, accompagna bambini e ragazzi in tutti i momenti della giornata: dalla merenda al pranzo in mensa, dalle feste di compleanno alle gite scolastiche. La buona notizia è che, con una corretta organizzazione e una comunità scolastica informata, è possibile vivere tutto questo con serenità, sicurezza e senza sentirsi diversi.

L’obiettivo non è soltanto evitare il glutine, ma fare in modo che il bambino possa partecipare pienamente alla vita scolastica, condividendo con i compagni momenti importanti come il pranzo, la merenda o una festa.

Celiachia a scuola: i cinque principi da ricordare

Per iniziare l’anno scolastico con il piede giusto, AIC individua cinque principi fondamentali per una corretta gestione della celiachia, a casa come a scuola.

1. La dieta senza glutine è una terapia, non una moda

Per chi è celiaco, la dieta senza glutine non è una scelta alimentare né una tendenza: è l’unica terapia disponibile e deve essere seguita rigorosamente per tutta la vita.

È importante, però, che la dieta venga iniziata soltanto dopo una diagnosi medica. Eliminare il glutine prima di aver completato l’iter diagnostico può infatti compromettere la possibilità di arrivare a una diagnosi corretta.

2. “Senza glutine” non significa automaticamente “sano”

Un alimento può essere sicuro per una persona celiaca senza essere necessariamente equilibrato dal punto di vista nutrizionale.

Anche per i bambini celiaci, quindi, è importante costruire un’alimentazione varia, equilibrata e adatta alla crescita, prestando attenzione non solo all’assenza di glutine ma anche alla qualità complessiva degli alimenti.

3. Anche la dieta mediterranea può essere gluten free

Mangiare senza glutine non significa rinunciare ai principi della dieta mediterranea.

Frutta e verdura, legumi, pesce, olio extravergine di oliva e una corretta varietà di alimenti possono tranquillamente entrare nell’alimentazione quotidiana di un bambino celiaco.

Pane e pasta senza glutine possono inoltre essere alternati a cereali e pseudocereali naturalmente privi di glutine, come riso, mais, grano saraceno, miglio, quinoa e amaranto, aumentando così la varietà della dieta.

L’indicazione generale resta quella di limitare zuccheri, snack, bevande zuccherate e sale e di consumare con moderazione carni rosse e trasformate.

La mensa scolastica: mangiare insieme è inclusione

Il momento del pranzo non è soltanto una pausa per mangiare. A scuola la mensa è anche un importante spazio educativo e di socialità, dove i bambini imparano a condividere, conoscere nuovi alimenti e confrontarsi con le differenze.

Per un bambino celiaco, però, la mensa rappresenta anche un momento particolarmente delicato. Non basta scegliere un alimento senza glutine: è necessario che l’intero servizio sia organizzato per evitare il rischio di contaminazioni.

Sono quindi fondamentali procedure corrette di preparazione, produzione, pulizia e distribuzione dei pasti, insieme alla formazione del personale e a una comunicazione costante tra famiglia, scuola e servizio mensa.

Ma sicurezza significa anche inclusione.

Il pasto senza glutine non dovrebbe essere vissuto dal bambino come qualcosa che lo rende “diverso” dagli altri. La qualità e l’equilibrio del suo piatto dovrebbero essere il più possibile equivalenti a quelli dei compagni.

E soprattutto, nessuna tavolata separata: il bambino celiaco deve poter mangiare insieme agli amici. L’attenzione degli adulti è invece importante per evitare scambi di cibo o i classici “assaggi” tra compagni, che possono rappresentare un rischio.

La merenda? Nessuna rinuncia

Anche la merenda fa parte della quotidianità scolastica e sociale dei bambini. E può essere gustosa, varia e senza glutine.

Una merenda equilibrata può combinare carboidrati complessi, come pane, taralli o gallette senza glutine, con una fonte proteica, per esempio lo yogurt, e con frutta fresca, che apporta fibre, vitamine e sali minerali.

E poi c’è anche spazio per una piccola componente dolce: qualche pezzetto di cioccolato o della frutta disidratata possono completare lo spuntino.

Quando il tempo è poco, anche una merenda dolce accompagnata da un succo di frutta può rappresentare, occasionalmente, una soluzione pratica prima di un’attività pomeridiana.

Il messaggio più importante è che la celiachia non deve trasformarsi in una lista infinita di rinunce, soprattutto nei momenti di socialità.

Educare alla celiachia significa costruire autonomia

Crescere con la celiachia significa anche imparare, poco alla volta, a prendersi cura di sé.

L’educazione alimentare è quindi uno strumento fondamentale. In base all’età, bambini e ragazzi possono imparare a riconoscere gli alimenti consentiti, leggere le etichette, fare domande quando non sono sicuri, evitare contaminazioni e comprendere quali comportamenti possono mettere a rischio la loro dieta.

Significa anche imparare a dire con naturalezza: “Questo non posso mangiarlo”, senza vergogna e senza sentirsi diversi.

L’autonomia, infatti, non arriva tutta insieme. Si costruisce giorno dopo giorno, con il supporto della famiglia, della scuola e degli adulti di riferimento.

La scuola può diventare un laboratorio di inclusione

Parlare di celiachia in classe può essere un’occasione preziosa per educare tutti i bambini al rispetto delle differenze.

Laboratori sul cibo, orti scolastici, attività sulla dieta mediterranea e percorsi di educazione alimentare possono aiutare a spiegare che non tutti hanno le stesse esigenze a tavola e che la sicurezza alimentare è un diritto.

Conoscere significa anche superare stereotipi e banalizzazioni: la celiachia non è una moda, non è una semplice “intolleranza” e non è una scelta alimentare.

È una condizione che richiede attenzione, ma che non deve impedire a bambine e bambini di vivere pienamente la scuola.

Perché inclusione significa anche questo: poter sedere allo stesso tavolo, mangiare insieme agli amici e partecipare a ogni momento della vita scolastica sentendosi parte del gruppo.

Classe 1985 nata e cresciuta a Milano, meglio Cormano. Sono laureata in scienze sociali applicate ma nella vita ho fatto un pò di tutto. Da febbraio 2017 ho lasciato il nord per trasferirmi a Catania con la famiglia, rientro nella City a settembre 2024 per godermi a pieno tutti gli eventi che questa città ha da offrire! Sono mamma di due piccole pesti che adoro, anche quando mi fanno impazzire. Dal 2020 ho iniziato a lavorare come content writer/copywriter e successivamente ho preso la qualifica con Meta in Social Media Marketing. Amo viaggiare, la lettura, il cinema, le serie tv, i giochi di società ed il baseball/softball.

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