Ultima modifica 18 Gennaio 2016

 

O almeno così affermano alcuni pedagoghi che insistono: dobbiamo farli correre, saltare, giocare in un campo o i un giardino, indifferentemente.

scuole all'aperto

Devono essere abituati a girare la città, prendere la metropolitana e il treno, vedere un fiume, un lago o il mare, far loro respirare l’aria e, secondo loro dovrebbe essere la scuola a insegnare tutto questo, a farli vivere diversamente a far loro sporcare le mani per toccare la terra, le foglie, gli animali.

Dicono, abbattiamo i muri delle nostre scuole!

Dicono: dobbiamo insegnare ai bambini ad andare a scuola da soli, contrastando il volere di molti dirigenti che in tutti questi anni hanno preteso che i genitori andassero a prelevare i figli a scuola.

La chiamano outdoor education e, affermano, che in altri Paesi europei è la realtà.

Dicono che a Bologna qualche scuola primaria nonché molte scuole dell’infanzia siano usi a vivere in giardini e cortili, progettati anche con gli stessi bambini, portandoli a dormire nei boschi, coinvolgendo i loro genitori tutti insieme in viaggi alla scoperta della natura.

Parlano di Don Dilani che oltre 50 anni fa teneva lezioni sotto un albero, insegnava ai ragazzi, divertendoli, a costruire oggetti utilizzando le mani o dipingere tele e pareti.

Esperti, intervenuti in un convegno, hanno sentenziato che l’eccesso di protezione nei confronti dei bambini è pratica dannosa poiché non li protegge dalla vita, dai suoi ostacoli, dai suoi tranelli, dalle sue difficoltà.

La scuola, affermano, deve diventare come una casa un luogo accogliente, dove i bimbi possano tranquillamente entrare ed uscire dalle aule come e quando vogliono, senza chiedere permessi, è il desiderio di cancellare la parola obbligo e tramutarla in libertà.

Questo il loro sogno, che ho trascritto puntualmente, senza commenti o diversificazioni.

Io ho 71 anni, e una vita di esperienze, anche passate nella scuola anche se nell’amministrazione e non con compiti di insegnamento, ma ho avuto una figlia ed ora ho un nipote e penso che sia necessario sognare, che sia indispensabile dare le ali ai nostri pensieri, ma che sia altrettanto necessario rimanere con i piedi per terra.

Una scuola senza pareti! Che bello sarebbe! Muoversi all’aperto, tra gli alberi, in un prato fiorito, potersi sedere per terra, sentire delle voci sagge che insegnino ad imparare, imparare giocando, divertendosi, senza mai sentirsi obbligati, sentendosi liberi………

Liberi si, ma……………..di fare cosa? Tutto? Senza limiti ne confini?

Sarebbe bello in un mondo perfetto, con insegnanti meravigliosi, ma tutti, tutti, con bambini intelligenti, vivaci, dotati, senza nessun problema o impedimento, tutti, proprio tutti.

Sarebbe bello, ma non è così, non ci sono neanche le premesse!

Tutti i genitori coinvolti nelle attività dei bambini? Purtroppo si deve lavorare per vivere, o no?

Tutti i bambini sono sani ed ugualmente dotati? Sarebbe magnifico, ma …non è così!

È vero che si impara molto, moltissimo dalla natura, se si è ben guidati, se vivamente interessati, si impara molto, ma non tutto.

zainetto-scuola

E non viviamo tutti in campagna, molti di noi vivono in città, le città non sono belle, pulite e ben frequentate, la vita non è un idillio continuo, non si vive tra le nuvole, in un mondo di sogni, che sono belli che devono essere perseguiti, ma con i piedi per terra!

Io, da bambina, andavo a scuola da sola e come me molte altre, ma il traffico era molto, molto ridotto, le strade più sicure, mi avevano messo in guardia contro l’uomo nero, mi avevano inculcato l’idea di non dover dare confidenza agli sconosciuti, anzi di non rivolgere loro la parola, di non accettare nulla da loro, e, allora, i bimbi piccoli erano molto, molto ubbidienti, per indole o…….per paura.

Per paura delle conseguenze spiacevoli, botte ( abituali all’epoca) o castighi e punizioni anche pesanti e sicure, ecco c’era la certezza che, disubbidendo, si sarebbe stati puniti, più o meno duramente, ma puniti.

Si andava a scuola da soli, ma non si era liberi, forse molti di noi avevano più dimestichezza con la campagna, senza dubbio si poteva giocare all’aperto nelle strade, nei cortili e nelle piazze delle città. Quelle stesse piazze, strade e cortili che ora sono occupati dalle automobili e dai veicoli in genere che hanno cacciato i bambini, ma non è solo la scuola che deve provvedere a spazi per giocare.

E, ma è una delle cose più importanti le nostre città sono sicure per i nostri piccoli?

Solo uno squilibrato potrebbe pensarlo!

I piccoli, oggi, non possono essere lasciati soli, per la loro sicurezza se non per la nostra tranquillità, troppe tragedie, troppe disgrazie sono accadute, anche recentemente, perché essi possano essere lasciati liberi.

Pochi 10 minuti di intervallo a metà mattina? Troppe le ore di lezione? Troppi i compiti a casa?

Ingiuste le valutazioni in qualunque modo espresse?

Inconcepibili per la loro salute mentale le bocciature!

Chi vuole rendere più facile la vita ai bambini ?

Chi apre tutte le porte, anzi le abbatte contestualmente ai muri, o chi vigila attentamente sulla loro sicurezza?

Ma, ditemi ancora, come potrebbe fare un’ insegnante a tenere una lezione se i bimbi potessero uscire dalle classi quando e come vogliono senza permessi, senza controllo?

Un corpo insegnante che, contrariamente al promesso, all’annunciato non sarà sottoposta a giudizio di merito, gli scatti e gli aumenti di stipendio non saranno legati al merito, ma solo a criteri di anzianità.

Era previsto il contrario, era una tra le basi della buona scuola, ma l’emendamento è sparito, il PD lo ha bocciato.

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

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