E se le insegnanti terrorizzano i ragazzi?

Ultima modifica 4 Febbraio 2020

Ravenna, alunni terrorizzati in classe dalla propria insegnante. Urla, calci alla cattedra, insulti ai bambini con difficoltà. L’ennesimo caso di violenza a scuola. E non è il solo. Schiaffi, strattoni, risa sarcastiche.

scuola

Ho pensato tanto prima di scrivere questo articolo. Ho riflettuto sul mio pensiero da insegnante e da genitore.  Non per capire i motivi che spingono queste insegnanti a compiere gesti simili, non per cercare di mettermi nei loro panni, né per fare la solita riflessione su come il mondo sia cambiato, sul come non si abbia più rispetto per nessuno, sulle difficoltà che incontrano ogni giorno le insegnanti…

Ho riflettuto tanto perché volevo trovare le parole giuste e spero di riuscirci.

Io mi alzo ogni mattina sapendo che non sarà una giornata semplice, perché devo riuscire a spendere tutte le mie energie per quei piccoli grandi esserini che si affidano a me e che si aspettano da me ogni giorno qualcosa di nuovo, che va al di là dell’insegnamento. Noi non facciamo giuramento come i soldati, ma giuriamo ogni giorno a noi stessi e alla comunità che il lavoro da noi svolto va oltre ogni disciplina.

La nostra dottrina è la vita. Scegliere questo lavoro significa essere consapevoli che il ruolo che incarniamo è alla base della crescita e dello sviluppo del bambino e quello che trasmettiamo sarà il muro portante per la costruzione del loro futuro.

Giudicare ciò che viene fatto fuori non è nostro compito. Noi dobbiamo mediare e cercare di creare un clima sereno e di collaborazione fra l’Istituzione scolastica e la famiglia. Non possiamo giustificare il nostro mal operato attraverso le colpe degli altri. Abbiamo dei doveri a prescindere, anzi il nostro lavoro sta proprio nel cercare di cambiare e migliorare chi è in difficoltà. Il bravo insegnante, se così si può definire, non è colui che riesce ad insegnare al bambino bravo ed educato. Il bravo insegnante è colui che si mette in posizione di ascolto e che apre le braccia a chi lo guarda con atteggiamento di sfida e riluttanza.

Con questo non voglio puntare il dito contro nessuno. Tutti possiamo provare stanchezza, tutti possiamo sbagliare. Ma dobbiamo renderci conto delle nostre debolezze ed ammettere i nostri limiti prima che accadano situazioni del genere.

Se non siamo più in grado di svolgere il nostro lavoro con amore, significa che è giunto il momento di dire BASTA!

Uno schiaffo ricevuto da un genitore fa male, ma dopo 5 minuti si dimentica. Uno schiaffo dato da un insegnante è un macigno che resterà per tutta la vita.

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