Le luci brilleranno ancora a Natale?

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

 

 

Sotto l’albero molti si propongono di mettere grossi pacchi avvolti in carta riciclata (previdentemente conservata) con grossi fiocchi (sempre degli anni scorsi) e con, all’interno, piccoli regali.

natale

Piccole cose di pochissimo prezzo, la maggioranza non si può permettere di più, ci sono state tari, tasi, imu e via cantando, che si sono mangiati la tredicesima, ai fortunati che l’hanno ricevuta e allora….Si ritornerà al passato, si rispolvereranno gli antichi menu della tradizione, sulla tavola ricompariranno gli italici salumi e, i formaggi nostrani, aranci e mandarini….e ciao, ciao ai cibi esotici e costosi, alle prelibatezze da goumet…..e chissà se alla fin fine un Natale all’antica ci porterà un po’ di gioia.

Sarà Natale, dopotutto, e, per un giorno almeno dimentichiamo rabbia e depressione e…accontentiamoci, perché le mamme addobberanno le case con luci e festoni, creeranno, come sempre, la speciale atmosfera che permea ogni casa in quei giorni riempiendola di fragranze e profumi, in specie quelli stuzzicanti, appetitosi provenienti dalle pentole sul fuoco e per i bambini ci saranno ancora pacchi da aprire.

Per tutti? No purtroppo………..

Ci sono tanti disoccupati, tanti che stanno perdendo il lavoro, molti i negozi che hanno o stanno abbassando le saracinesche e ci sono ancora gli esodati, ve li ricordate?

E che Natale sarà per loro?

Riusciranno a trovare un piccolo sorriso per regalare un po’ di gioia ai loro bambini?

Riusciranno ad ammanire un pasto decente, non dico un pranzo natalizio, avranno la forza d’animo di rispolverare vecchi addobbi per rallegrare la loro casa?

Qualcuno però dice che in questi ultimi anni sono aumentati i risparmi depositati nei forzieri delle banche la somma ammonterebbe a più di 400 miliardi più quanto metterà (forse) l’Europa a disposizione degli stati membri per frenare la crisi.

E, dice sempre questo qualcuno, gli italiani risparmiano per paura, e sottintende per una sciocca paura, non spendono, risparmiano e, così facendo, incrementano la crisi, sottintende ancora che è colpa di questa loro abitudine che molti perdono il lavoro, che le industrie vanno in crisi, che i negozi abbassano le serrande.

Ma chi ha un lavoro che domani potrebbe perdere, chi oggi guadagna in modo appena sufficiente, chi riceve gli stipendi con molto ritardo e non sa che cosa gli capiterà domani pensate veramente che possa spendere fino all’ultimo centesimo?

Che chi ha problemi di salute che il s.s.n. non è in grado di curare per i molti problemi da cui è afflitto, e che sente dai governatori di ogni regione prevedere ancora tagli alla sanità con diminuzione delle prestazioni, pensate veramente che non cerchi di mettere da parte tutto il possibile per assicurarsi, o almeno tentare, cure private?

Chi ha una casa d’antan che vede la spada di Damocle del rifacimento del tetto o di qualsiasi altra parte dell’ edificio precariamente sospesa su di lui, pensate davvero che possa a cuor leggero spendere tutto il suo denaro in acquisti non urgenti?

E poi si sente degli sprechi pazzeschi, sente una presentatrice televisiva lamentarsi che guadagna pochissimo, ma comunque una cifra che a molti non bastano mesi e mesi per incassare, sente che un sindaco si lamenta che con 4000 euro non si può vivere, pensate che abbia qualcosa da festeggiare?

Gesù è nato povero, in una grotta e privo di tutto, ma oggi quanti stanno peggio di lui che almeno aveva un papa e una mamma amorosi e un bue ed un asinello a riscaldarlo, poi lo aspettava una casetta magari piccola, ma sua nella città di Nazaret, mentre oggi molti vivono per strada.

Brilleranno ancora le luci a Natale?

Forse, ma quanti resteranno al buio e al freddo?

Nonna Lì

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