Ultima modifica 8 Aprile 2019

Alcune mamme si ammalano di malattie croniche o, comunque, molto invalidanti e queste hanno tutta la mia stima per come riescono a portare avanti, con dignità, il loro ruolo di madre, nonostante la malattia.
In questo momento, però, penso a tutte noi, mamme in buona salute, che, tuttavia, qualche volta, inciampano nei malanni stagionali.

Può sembrare una banalità ma quando le mamme si ammalano è tutta l’organizzazione che ruota intorno alla famiglia ad ammalarsi.

Sì, perchè, quando sono i bambini ad ammalarsi, loro vengono curati, viziati e coccolati.

Le complicazioni ci sono, senza dubbio, perchè devono stare a casa da scuola e non possono essere lasciati soli, dunque, può esserci qualche difficoltà organizzativa, ma si va avanti.

Quando sono i papà ad ammalarsi, i problemi esistono ma restano fuori casa.

Al lavoro gli appuntamenti vanno rimandati, le scadenze procrastinate e le mansioni delegate ma, a casa, loro possono accucciarsi tranquillamente sotto le coperte ed avere diritto anche a qualche coccola extra.

Certo, può non essere facile gestire un uomo malato per una moglie perchè, quasi sempre, la sua reazione a qualche linea di febbre è uguale a quella di una donna colpita da un’ustione di terzo grado.  Chi  lo assiste, quindi, può essere combattuto tra l’opportunità di chiamare il medico di base e quella di interpellare direttamente un sacerdote.

Io, personalmente, ho la fortuna di avere un marito fuori dal comune in fatto di malattie, perchè lui non si abbatte, lui si arrabbia! Per lui, quando l’ efficienza fisica cala troppo rispetto a quella mentale, il corpo diventa un nemico da combattere e anche l’ambiente circostante è vissuto come una minaccia perchè gli ricorda che la sua autonomia è momentaneamente scalfita.
mamme si ammalano

Quando le mamme si ammalano, però, è tutto più complicato.

Ad una macchina organizzativa che lavora sempre ai limiti delle proprie possibilità massime e in cui tutto si basa sulla sincronizzazione e sullo sfruttamento del singolo minuto, basta un piccolo intoppo per smettere di funzionare e, se l’intoppo è l’influenza del macchinista, beh, si crea una situazione di delirio.

Quando una mamma si ammala lo sa, lo sente che qualcosa non va ma fa finta di niente, andando avanti, affrontando i ritmi di sempre.

Si ripete che è solo un raffreddore, solo un po’ di tosse, magari una piccola bronchite e che, se poi fosse anche una polmonite, in fondo, il nemico va ignorato per vincerlo!
Insomma, mette in atto la tattica del “far finta di niente”.
Per giorni, poi, quando una mamma si ammala, va avanti a misurarsi la febbre mentre cucina, e se la linea rossa sale, si racconterà che è perchè il calore dei fornelli ha falsato i risultati.
Alternerà un colpo di tosse ad ogni frase del libro che sta leggendo ai suoi piccoli ma darà la colpa a quelle pagine impolverate.

A volte, si sente tutte le ossa rotte ma, prima di ammettere che si tratta di influenza, comincerà a dubitare che il marito la picchi nel sonno.
E che dire di quel senso di nausea che ha mentre apparecchia la tavola? Senza dubbio, la responsabilità è della cena indigesta della cognata, consumata la sera prima….
Ecco che si è passate alla fase del complottismo, tipica, quando le mamme si ammalano.

Ma, alla fine, deve cedere. E quando cede, la macchina organizzativa inchioda.

Consegne lavorative rimandate, sport dei bambini saltati, gestione del frigorifero a rotoli, disordine in casa che aumenta in modo esponenziale minuto per minuto.

Una pugnalata dietro l’altra anche per me che sono una Casalinga Rap!
mamma ammalata un pasticcio
E’ lì che una mamma, si siede, si guarda intorno e si sente minacciata dai calzini sporchi, stalkerata dal pavimento sporco del bagno, violentata dalle normali richieste dei suoi piccoli, segretamente spiata dai committenti, importunata dal papà-capo e pedinata dagli insegnanti dei propri figli per quel compito non svolto.

E’ la fase del delirio!

A quel punto la visione celestiale: è lui, il motivatore, il life coach dei sogni che, con tanto di auricolare e microfono, con fare molleggiato ordina: “Pensa a te stessa, credi in te stessa, sii egoista, chiudi occhi e orecchie, il naso è già tappato, e dormi, riposa senza pensare a nulla!”
I sensi di colpa svaniscono, le ossessioni si tacitano: è la fase della resa.
Quella a cui, prima o dopo, tutte le mamme malate sono costrette a cedere quando il corpo e la mente vanno in black out.

Una mamma ammalata, farà fatica, ma alla fine seguirà i consigli del life coach e si concederà il giusto riposo, almeno un pochino.
Peccato che, al risveglio il motivatore personale non sarà lì a smaltire gli arretrati con la povera convalescente ma, in fondo, questo non rientra tra le sue mansioni!

Vivo in Val di Susa, un posto in cui ancora i vicini si scambiano i biscotti fatti in casa ed i bambini crescono insieme. Due figli, un marito, un diploma di sommelier e una piccola ditta che seleziona e rivende vini di qualità. Da qualche tempo, ho anche realizzato il mio sogno di creare un blog sull'enoturismo.

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