Ultima modifica 15 Maggio 2019

Inadeguata.
Questa è la parola che mi frulla di più nel cervello.
La parola che sento dire più spesso dalle altre mamme adottive e non solo quelle.

Inadeguata significa, dal vocabolario italiano, “colui che non ha i requisiti necessari per un uso o uno scopo”. Quanto questa spiegazione si adatta alla nostra esperienza di genitori adottivi?

adozioni mamma inadeguata

Quanto ci si può sentire “adatti” ad entrare nella vita di un bambino che ha alle spalle già tanta vita vissuta senza di noi?

Molti di noi entrano in crisi, poco dopo che il bambino è entrato a far parte della nostra famiglia. Questo a causa dei comportamenti e delle reazioni inaspettate dei nostri bimbi che scatenano in noi sensazioni di smarrimento ed angoscia.
Non li sappiamo ancora comprendere, gestire né tanto meno anticipare ed evitare.

Quanto il senso di inadeguatezza è scatenato da una mancata accoglienza parziale o totale della loro storia?

Non è esattamente facile entrare nella vita di qualcun altro di botto.
Ecco perchè spesso io mi sento inadeguata.

Anche se questo è stato fatto a fin di bene, non è facile far capire ad un bambino o ad un quasi ragazzino che la sua vita da quel momento in poi sarà differente da quella che ha vissuto fino a quel momento.

Non è semplice soprattutto per loro che, molto spesso, si oppongono con tutte le loro forze a questo cambiamento creando non poche difficoltà a noi adulti.
Per altro soffrendo in prima persona per la confusione che si scatena nella loro testa.

Dovremmo porci la domanda su come reagiremmo noi adulti se venissimo catapultati, in maniera più o meno forzata, in un altro mondo. Una realtà dove ci sono lingua, suoni, cibi, comportamenti e regole diverse da quelle che fino a quel momento sono state ciò che hanno dettato i ritmi della nostra esistenza.

Non credo che reagiremmo bene. Quanto meno ci servirebbe un grande lasso di tempo per adeguarci a questo nuovo stile di vita. Noi, adulti.

Proviamo a metterci nei panni di un bambino.

Le regole della loro vita sono in modalità base standard: mangiare, dormire, soddisfare i propri bisogni, sempre.
Ad un tratto si ritrovano con due sconosciuti che gli chiedono di rispettare regole che non conosce, mangiare cibi che non ha mai mangiato, fare cose che non ha mai fatto!
Quanta confusione pensiamo gli si crei nella testa?

adozioni mamma inadeguata

Adeguato?
Come fa lui o lei a sentirsi adeguato quando gli si chiede così tanto?

Eppure a modo loro, con i loro tempi, con la loro infinita capacità di adattamento, mille errori, mille opposizioni più o meno volontarie ci provano ogni giorno.
È questo che dobbiamo imparare a capire… ci provano e non sempre ci riescono.

Ogni giorno nella loro piccola testolina passa la domanda “come farò a farmi amare un po’ di più da queste due persone che non conosco”.
Frase che magari è costruita con parole completamente diverse e contrarie, ma che di fatto ha quel significato. Nel loro cervello compare come un nuovo modo per sfidarci.

Io credo che al contrario questo non sia altro che un modo per chiamarci a loro, per urlarci “io non so come farmi amare”.

Ora, se questo non è senso di inadeguatezza, ditemi cosa è.

È il nostro stesso urlo silenzioso che gli dice “io sento di amarti ma non so come arrivare al tuo cuore”.
Inadeguati si sentono tutti gli attori di questa storia.
Forse sarebbe l’ora di cambiare parola.
Non sono mai stata una fan dei contorsionismi letterali ma oggi voglio lanciare un nuovo modo di incasellare, perché questa è la nostra necessità, questa sensazione che tutti proviamo.

adozioni mamma inadeguata

Non sono inadeguata, ma inesperta.

Ma in quanto inesperti non vuole dire che non siamo aperti all’apprendimento. Diamoci, e diamo loro, il tempo per imparare l’amore.
Amore da dare, amore da ricevere.
Magari a volte saremo sconsolati per i microscopici passi che vengono fatti.
A volte sembrerà di fare enormi balzi indietro, più spesso ci sentiremo nelle sabbie mobili.
Ma sono certa che, se impareremo a vivere qui ed adesso e a goderci quei “microscopici passi avanti”, quel senso di inadeguatezza allenterà la morsa sul nostro e sul loro cuore.

Riminese trapiantata per amore in Umbria da ormai 18 anni. Ex dietista e mamma attempata, di due fantastici figli del cuore che arrivano dal Brasile. Ma il tempo passa e i figli crescono (e non sia mai avere mamma sempre fra i piedi) ho ripreso a studiare e sono diventata Mediatore familiare, civile e commerciale. E a breve...mediatore penale.

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