Ultima modifica 10 Febbraio 2020

La parola “mamma” in questa benedetta casa rimbomba dalla mattina alla sera.
Con due figli che hanno superato brillantemente la ProvaPannolino ma ancora (ringraziando Dio) non sono arrivati alla FaseOrmonImpazziti, la parola mamma si mescola ad ogni frase di senso compito.
Passiamo dal “Mamma dove sono le mie scarpebarramaglionebarracartella?” (stato di necessità) a “Mamma ho famebarrasetebarrasonno” (stato esistenziale) a “Mamma dove sei?” (stato confusionale… dei figli s’intende) quando in verità sono loro, che si sono traslati fisicamente e mentalmente, mentre io sono sempre in cucina, dove mi hanno lasciato mezz’ora prima.

mammaconfiglio

Dopo essermi sposata ho cercato subito di avere una bambina (avevo le idee chiare quella volta!) perché sentivo che era arrivato il momento giusto.
Ma più che mamma mi sono sentita molto incinta, con questo super pancione abitato che, in modo molto esibizionista ed egocentrico, ha voluto subito farsi notare.
Quando sono entrata in travaglio allora sì, ho realizzato in modo poco lucido ma molto primordiale che la mia vita sarebbe sicuramente cambiata, io che per nove mesi me la ero spassata tra abiti premaman e figli (degli altri) e che pensavo che in fondo partorire non fosse poi così complicato. Ma questo è il rischio che si corre nel desiderare i figli in giovane età quando si vivono gli eventi in modo inconsapevole, senza farsi grosse domande e tanti problemi.

Così è arrivata lei, la mia piccola vitellina, più di 4 chili di dolce morbidezza.

E mi sono sentita MammaDiPelle per la prima volta, perché partorire naturalmente, col travaglio e con le spinte, ti fa scorrere nelle vene adrenalina preistorica e ti fa sentire parte di un equilibrio naturale. Ti fa capire che ora, che hai provato questo, nulla sarà più come prima e che sei in grado di sopportare cose che vanno oltre alla tua più fervida immaginazione.

E’ arrivata la mia gioia, incommensurabile, ma è arrivata anche la fatica fatta di poppate e di notti insonni, fatta di pappette da preparare e dall’inverno, con i microbi che ho cercato in ogni modo di allontanare dal nostro spazio aereo.
Poi, in un anonimo pomeriggio autunnale, mi è capitato di sentire quella sillaba uscire dalla bocca della mia bambina.

Dire “mamamamama….” in continuazione, senza neanche sapere che poteva scatenare in me, il suo baluardo nella vita, un’emozione sconvolgente.
E mi sono sentita MammaDiCuore per la prima volta, perché quelle due sillabe mi hanno colpito proprio lì e hanno valorizzato tutti i miei sforzi, facendomi sentire unica come non mai.

Vivevo emozioni forti, in quel piccolo appartamento, nella mia semplice quotidianità.

E ho sentito che era il momento di aprire la porta ad un’altra donna in casa.
Se io e la mia piccola potevamo essere così complete, perché non ampliare il cerchio e complicare ancora un po’ la vita all’uomo della nostra vita?
Così, come se fosse una cosa normale e naturale sono rimasta incinta ancora una volta.
E lì mi sono sentita MammaDiPancia, quando dopo poche settimane tutto si è fermato.
Ho capito quanto sono stata ingenuamente fortunata ad avere una prima gravidanza senza problemi ed una figlia sana. Ho realizzato quanto la realtà fosse distante dalla bolla di sapone in cui io vivevo e ho concluso che a volte, per capire fino in fondo le cose, capita anche di perdersi.

Ma quando si cade si impara anche a rialzarsi, soprattutto se le cose si affrontano in due, anzi in tre come eravamo noi.
Così ho desiderato ancora di più un altro figlio, per rimettermi in sella e prendere il toro per le corna, come sono abituata io. E sono diventata MammaConsapevole per la prima volta e a distanza di un anno sono arrivati altri 4 chili di dolce morbidezza, in versione tutta maschile questa volta. Uno a uno e palla al centro.

mamma chiocciaPoi è chiaro, con due figli di età, carattere e sessualità diversi le esperienze sono molteplici.

Sono stata MammaChioccia quando non li lasciavo a nessuno e me li portavo dietro anche dal dentista. Sono stata MammaTenace quando la piccola mi ha fatto passare le pene dell’inferno durante il suo primo anno alla scuola materna.

Ma sono stata anche MammaChePalle nei momenti in cui proprio non ce la facevo più. Sono stata mille volte una mamma diversa cambiando e aggiustando il tiro in base all’esperienza di madre e alla crescita dei figli.
Anche perché se è vero che la prima volta non si scorda mai, è altresì vero che abbiamo infinite prime volte da ricordare.

La mia vita perfettamente pianificata è scoppiata come una bolla di sapone. Ora ricomincio da me: Sara, una donna separata, mamma single dei due bambini più belli del mondo e commessa part time per semplice necessità economica

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