“Man of Steel”. L’uomo d’acciaio

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Chi non ricorda il ragazzo proveniente da Krypton catapultato sulla terra e divenuto ben presto l’eroe di tutti?
La trama
Un ragazzo scopre di possedere poteri straordinari e di provenire da altro mondo. Emarginato, isolato a causa di questa sua ‘diversità’, si mette in cerca delle sue origini alla scoperta della sua missione sulla Terra, divenuta ormai la sua casa. A quale mondo appartiene? Per quale mondo deve lottare? Presto l’eroe che è in lui deve venire fuori per salvare il mondo dalla distruzione, diventando il simbolo della speranza per tutta l’umanità, determinando così la sua scelta.
Il cast è formato da grandissimi attori quali Kevin Costner, Russel Crowe, Antje Traue, Dane Lane.
Il produttore e il regista una garanzia di spettacolarità.
Confesso che sono andata all’anteprima un po’ prevenuta, pensando al classico film dai grandi effetti speciali e poco più, con in testa i ricordi di bambina legati al Superman di Christopher Reeve, altri tempi.
Assolutamente straordinario. Emozione, commozione, partecipazione. Un ‘Man of Steel’ a dimensione umana. Ci si commuove insieme ai personaggi creati ad arte e interpretati magistralmente da ogni attore. Si spezza il cuore nel vedere Lara Lor-Van, moglie di Jor-El, mettere il piccolo in una capsula di salvataggio animata dalla speranza che almeno lui, Kal-El, possa sopravvivere.

Si partecipa alla preoccupazione del padre sulla terra (K. Costner) che deve far capire al figlio quanto la sua esistenza sia importante per gli uomini, anche se loro ancora non sono pronti alla sua verità. Si partecipa ai dolori e ai tormenti di questo giovane in cerca di stesso. Si parteggia per Lois, questa donna moderna, forte e sensibile, diversa dalla solita damigella che deve essere salvata.

Fino ad un certo punto ho pensato di assitere ad uno dei più bei film che avessi mai visto nella mia vita. Poi come uno schiaffo che ti sveglia improvvisamente, sono tornata con i piedi sulla terra, o meglio seduta sulla poltrona del cinema ad assistere all’ultima parte del film, quella spettacolare, quella dai grandi effetti, decisamente superlativi, ma, come dire ‘scontati’: la battaglia finale, Superman contro il comandante Zod, nato per difendere e preservare gli abitanti di Krypton.
Una seconda parte, seppur minore rispetto al resto del film che ha decisamente ridimensionato il mio entusiastico giudizio. Se dovessi usare un termine per definire questa parte finale credo che direi semplicemente “troppo”.
Ma il film è comunque un gran bel film, uno di quelli che non si possono perdere, anche perché diciamocelo anche le persone ‘normali, hanno bisogno, almeno una volta nella vita, di sentirsi come Superman, con i colleghi, con il marito. la moglie, con i figli o con gli amici.
La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

2 COMMENTI

    • Mi dispiace moltissimo Fabio solo ora mi accorgo di questa tua domanda.
      Sono sicura avrai trovato la soluzione migliore.

      8 anni non sono pochi ma neanche molti direi che dipende dalla sensibilità del piccolo. Non si può definire un film stile Walt Disney, ma se è abituato ai cartoni di oggi (e non aggiungo altro), con un adulto vicino pronto a spiegargli quando è necessario direi si.

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