Ultima modifica 20 Giugno 2019

Lo sapevate che noi italiani siamo gli unici che accompagniamo i nostri figli a scuola? E non solo.
Una recente statistica ha dimostrato che nonostante lo stress, il lavoro, il traffico, la crisi, non possiamo rinunciare alla tanto amata abitudine del tanto amato bacio davanti alla porta… della scuola? No! Della classe!

Un indagine condotta dall’Istc-Cnr, promossa dal Policy Studies Institute di Londra, dimostra che, tra i 15 paesi del mondo analizzati, l’autonomia di spostamento dei bambini italiani nell’andare a scuola è passata dall’11% nel 2002 al 7% nel 2010. Chissà dove saremo arrivati ora! Considerate che lo stesso dato è pari al 41% nel Regno Unito e 40% in Germania.

bambini-scuola

Potremmo essere noi stessi a svolgere l’indagine.
Basta osservare le dinamiche cittadine nel momento dell’ingresso e dell’uscita dei bambini dalla scuola: code interminabili, macchine parcheggiate in doppia fila, genitori che parlano, bambini che tirano le giacche.

Perché siamo diventati così iper-protettivi nei confronti dei nostri figli?
Davvero le città o i paesi sono diventati così pericolosi da non renderci sicuri nel concedere ai nostri figli l’autonomia di percorrere da soli il tragitto scuola – casa?

Fabiola Papa

Mi chiamo Fabiola, abito in un piccolo paesino dell'Umbria, sono mamma di due meravigliose bambine, moglie di Marco e maestra.

3 COMMENTS

  1. Ho due bambini che porto a scuola personalmente, non per eccessivo attaccamento, ma perché, data la loro età, non mi sembra si possa fare altrimenti. Abito in un paese piccolo, ma nonostante questo non mi sento di affidare a mio figlio di sette anni (che per inciso nemmeno sa attraversare la strada senza rischiare di essere investito) la sorella di quattro. A questo si aggiunge lo zaino pesante (certi giorni arriviamo a contare quattro libri e sette quadernoni) che persino io faccio fatica a portare a spalla. Da quest’anno verrà attivato un servizio di scuolabus comunale al costo di un abbonamento mensile di 20 euro a bambino che, nel mio caso, fanno 40 euro al mese. Ne abbiamo parlato con mio marito, e abbiamo deciso di evitare questa spesa ulteriore, visto che comunque possedere un’automobile, tra bollo, assicurazione, revisione ecc., ha un suo costo e allora tanto vale sfruttare quel che si è già pagato.
    Anche io, a mia volta, venivo accompagnata a scuola dai miei genitori, perché non c’erano mezzi pubblici che coprissero i quasi due chilometri che separavano casa mia dalla scuola.
    Quel che mi viene da pensare è che molti genitori non abbiano una valida alternativa al trasporto privato e che quindi, più che voler portare i figli a scuola a tutti i costi, siano costretti a questa scelta.

  2. ciao sono una mamma di due bambine di 10 e 12 anni che porto a scuola ogni giorno con non poche difficoltà data che una frequenta la seconda media ,l’altra la quinta elementare un due scuole diverse lontane tra loro. Ciò non significa essere iperprotettive nei loro confronti ma a causa degli zaini pesantissimi , mediamente una quindicini di chili al giorno, mancacano sia i mezzi pubblici che il servizio di scuolabus che Regno Unito e Germania ( come pure altri paesi europei hanno).Quindi non abbiamo altra scelta che accompagnarle con l’auto.

  3. Come sempre, ci ritroviamo a dover affrontare “problemi” causati dalla poca efficienza del nostro paese. Anche io accompagno le mie figlie a scuola, anzi, mio marito lo fa. Purtroppo non possiamo fare altrimenti perché abitando in campagna, dovrei far alzare mia figlia prestissimo perché c’è un unico pulmino. Non ho problemi di zaino, con il tempo pieno, ma lo sarebbe stato in caso contrario. Ho volutamente essere provocatoria per far sentire la voce di quei genitori che, come voi, devono affrontare queste difficoltà, magari arrivando anche tardi al lavoro. Grazie per il vostro commento.

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