Ultima modifica 20 Aprile 2015

È solo un cartone animato, senza nessuna pretesa, uno dei tanti animali che, per la fantasia di un autore, parlano, si comportano, si vestono, agiscono scimmiottando gli essere umani.

peppa pig

La protagonista è una maialina, ma i suoi amici sono animaletti di razze diverse che pure giocano e vivono con lei, se vogliamo vederci una lezione, un insegnamento è l’ antirazzismo, o no?

Ma, come saprete, ai musulmani è vietato mangiare carne di maiale, del resto lo stesso divieto vale anche per gli ebrei che, tra l’ altro, vivono tra noi da secoli e nessuno ha mai pensato che la vista di questi animali potesse urtare la loro sensibilità.

Ma ci è giunta la notizia che il Regno Unito ha proibito la vendita dei libri che hanno per protagonista Peppa e, conseguentemente, hanno proibito la programmazione dei suoi telefilm per non offendere la sensibilità degli islamici.

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Offendere la sensibilità degli islamici? Non quella degli ebrei?
Un cartone animato per bambini urta la sensibilità di qualcuno a motivo della sua religione?

Davvero?

Allora che cosa si dovrebbe dire delle vignette di Charlie?

Eppure quasi tutto il mondo si è ribellato contro la sola idea di cancellare quel giornale, si è parlato di attentato alla libertà, di guerra alla nostra cultura!

Forse perché quelle vignette erano alla base degli assassinii, e non si voleva neppure lontanamente avvallare quelle motivazioni?

Nulla e nessuno mi potrà mai convincere che ci sia un giustificato motivo per uccidere a sangue freddo e comunque spero potrà dire che quello è senza dubbio il più futile dei motivi, anche se io trovo volgarmente disgustose e grandemente menzognere molte di quelle vignette, offensive dei sentimenti dei credenti di quelle religioni di volta in volta prese di mira.

Così Charlie Hebdo è nuovamente in edicola, anzi con un numero di copie esponenzialmente lievitato, alla faccia della sensibilità dei musulmani tutti, ivi compresi i moderati!

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Ma, che volete, si tratta della libertà di stampa, libertà senza limiti e confini, nemmeno quelli del buonsenso e dell’etica.

Nel caso di Peppa Pig, invece, si tratta solo di libri per bambini e a loro, forse, non si applica il principio della libertà di stampa e di opinione, forse perché qualcuno pensa che i bambini non abbiano opinioni?

Non si siano affezionati, non amino leggere o vedere le avventure o la vita di tutti i giorni dei personaggi loro dedicati e non li seguano con passione e simpatia?

Qualcuno, nel Regno Unito, ha forse pensato alla sensibilità dei bambini?

Ha pensato che avrebbero posto domande, chiesto il perché di quell’improvvisa scomparsa o ha previsto che l’avrebbero accolta con la massima indifferenza e avrebbero, prima o poi, dimenticato quel buffo personaggio?

E i tre porcellini di disneyana memoria dovranno sparire anche loro?

E, scusate, dovranno scomparire dalle nostre macellerie e salumerie carne di maiale e suoi derivati?

E, ancora, i ristoranti dovranno dotarsi di menù distinti per musulmani e non perché la sensibilità dei primi potrebbe essere offesa alla sola vista della parola maiale?

Mentre, comunque, le pagine di Charlie potrebbero continuare a diffondere l’astio, l’odio, il disprezzo mascherato da satira dei quali molte delle sue vignette sono permeate in nome della libertà di stampa?

Non solo i musulmani non mangiano carne di maiale, sono in buona compagnia, ebrei compresi, poiché sono dettami di alcune religioni, guarda caso di popoli abitanti in paesi molto caldi dove, all’epoca in cui le norme sono state dettate, il maiale era portatore di un verme, la tenia, che, trasmessa all’uomo portava gravi malattie, persino la morte.

Ovvia quindi la proibizione, intelligente ed illuminata, come la considerazione di impurità dell’animale, ma i tempi sono passati, molte le norme igieniche che hanno fatto scomparire il pericolo, oggi, se Maometto rinascesse forse rivolgerebbe la sua attenzioni al pollame, che, in mancanza di igiene è molto, molto più pericoloso del maiale, non credete?

Ma è una questione di secondaria importanza, il punto è dobbiamo preoccuparci di non urtare la sensibilità di quelli che vivono tra noi?

Dobbiamo preoccuparcene al punto di cambiare le nostre abitudini, il nostro stile di vita?

E quello dei nostri bambini?

A me non da fastidio vedere il capo di una donna con il capo coperto da un velo a nascondere i capelli, da fastidio, invece, il motivo per cui si coprono e cioè quello di non stuzzicare la libido dei maschi.

Giungono, persino, a coprirsi completamente da capo a piedi, lasciando solo una piccola fessura per vedere (a volte anche questa non completamente libera), poiché, nel pensiero musulmano, la donna è considerata oggi come ieri un essere inferiore, senza diritti propri, sottoposta all’uomo signore e padrone di tutto.

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Questo fastidio è condiviso da molte, moltissime persone, ma alla nostra sensibilità qualcuno pensa?

Vediamo che in molti paesi, Svezia in testa, sta, anche faticosamente, avanzando l’uguaglianza tra i maschi, femmine, gay e lesbiche, che si tende ad insegnare già dalla scuola dell’infanzia che non ci sono ruoli precisi per ognuno di loro, che tutti possono fare tutto, agire allo stesso modo, giocare con gli stessi giocattoli.

Si insegna a non confinare il ruolo della donna alla maternità o all’accudimento della casa, ne quello dell’uomo al procacciamento del denaro per mantenere la famiglia, ne a considerare malati o peggio i gay e le lesbiche, ma come si concilia tutto ciò con il problema di non urtare sensibilità diverse?

È noto, o dovrebbe esserlo, il pensiero che i musulmani hanno in merito, i musulmani tutti, non soltanto quelli che prendono le armi per affermare o diffondere il loro pensiero, per vendicarsi da offese vere o presunte.

Il mondo occidentale, dicono i nostri capi, ha paura, ma non deve difendersi da solo contro il terrorismo, ha bisogno, per questo, dell’appoggio di quella grandissima parte di islam chiamato moderato.

Ma si rendono conto che solo la metodologia distingue i due mondi islamici?

La maggior parte di loro non prenderebbe le armi, non le utilizzerebbe per diffondere il Corano, ma neppure per difendere se stessi e i loro figli dai fondamentalisti, molti scappano, molti non si difendono e corrono a rifugiarsi in quel mondo che chiamano infedele e razzista, ma anche abbastanza tollerante da accettarne l’arrivo, ma, giunti, lavorano alacremente, anche se sotto traccia, per raggiungere lo scopo della mondializzazione della loro fede.

Diversamente da noi che abbiamo da tempo abbandonato i propositi di evangelizzazione, quando ero giovane anche noi non potevamo entrare nelle nostre chiese a capo scoperto, mentre gli uomini potevano o no portare il cappello, ma, con tacita ribellione, i veli, a poco a poco sono scomparsi, il cattolicesimo era religione di stato, ma quelle parole sono state cancellate dalla nostra Costituzione e sempre più laica è la nostra idea di religione.

Ci era sembrato un passo avanti nella convivenza civile, nel distinguere il dettato delle varie religioni da quello costituzionale, ma questo pensiero, questo modo di vita non è concepito dai musulmani, i quali vivono la religione in simbiosi con lo stato.

Ecco il problema!

Come si possono conciliare queste diverse abitudini, questi diversi modi di vivere, come si può conciliare l’insegnamento laico, a volte estremamente avanzato con quello che noi crediamo retrogrado?

Come far capire che non è sottomissione, ma tolleranza verso altre idee, verso diversi pensieri l’occidentale modo di vivere?

Non cancelliamo Peppa Pig, che non offende, che non può offendere nessuno che riesca a pensare!

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

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