Primi mesi: il sonno dei bambini e della mamma

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Diventare mamma mette una donna di fronte a molti cambiamenti. Uno dei più difficili da “accettare” è legato ai diversi ritmi di sonno e veglia che un neonato spesso “impone”.

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Un neonato dorme molto nel corso della giornata, nelle primissime settimane di vita le ore medie di sonno sono circa 16 e il ritmo sonno-veglia è piuttosto irregolare e varia da neonato a neonato e si caratterizza per una veglia leggermente più prolungata di notte.

Ma indipendentemente dal comportamento notturno del neonato già il solo fatto di avere un bimbo piccolo fa si che il sonno della donna, trasformatasi in mamma, muti perché nel corso della notte è necessario svegliarsi più volte per dargli da mangiare, cambiarlo, fargli fare il ruttino…

Poi si può essere fortunate ed avere un bambino che si riaddormenta in fretta e che magari non ha nemmeno la necessità di essere cambiato, perché non si lamenta se dorme tutta la notte con lo stesso pannolino, (sempre che all’interno non ci sia la cacca, perché allora il discorso è diverso) ma il sonno viene inevitabilmente interrotto.

Siccome il sonno dei neonati è dominato da motivazioni istintive e da pulsioni primarie come la fame o la sete, anche il ciclo del sonno è strettamente collegato al ciclo fame-sazietà.

Così il sonno dei bambini allattati al seno e di quelli allattati artificialmente è diverso.
Infatti, generalmente, i bambini allattati artificialmente tendono a dormire per periodi più lunghi rispetto a quelli allattati al seno che necessitano di poppate più frequenti, perché la quantità di cibo ingerita oltre ad essere sempre la stessa può anche essere maggiore.

Io ho avuto la fortuna di allattare al seno entrambe le mie figlie e quindi la mia esperienza di risvegli notturni è solo quella di una mamma che allatta.
Inoltre io ho scelto di “difendermi” scegliendo di far dormire le mie figlie nel lettone: la prima lo faceva stando con noi tutta la notte, con la seconda invece ho scelto di acquistare la Culla Belly che essendo attaccata al letto non mi obbliga ad alzarmi per allattarla ogni volta che lei lo richiede.

Per ovviare ai continui risvegli notturni spesso si consiglia d’istituire un “rituale” della nanna, cioè piccoli gesti,, sempre gli stessi ovviamente, che permettano al neonato di capire che è arrivata l’ora della nanna.

Noi non siamo riusciti molto a creare questo rituale e così le nostre figlie vanno a letto ad orari non proprio da bambino o da neonato, però il solo fatto che le nostre notti raramente siano “impegnative” ci ripaga di questa mancanza!

Laura Zampella

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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