Primi passi: due chiacchiere con l’ortopedico

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Ogni genitore vuole il meglio per i propri figli ma talvolta le informazioni che riceviamo sono contradditorie e contaminate anche da credenze di “prassi popolare” che possono in taluni casi essere anche dannose per il corretto sviluppo.

Abbiamo quindi sottoposto alcune questioni al Dott. Giorgio Feroldi, chirurgo ortopedico, che alterna l’attività clinica con periodi di permanenza in Africa dove opera come volontario.

La moda propone moltissime scarpine già per neonati: ci sono controindicazioni?
Possiamo dire che NON vi sono indicazioni, se escludiamo le necessità estetiche dei genitori… Un neonato, non camminando, non ha bisogno di proteggere la pianta del piede; anzi, senza costrizioni (pensiamo anche con quale rapidità si accresce il piedino nei primi mesi) il movimento é più libero, e le sensazioni tattili più dirette.

Tra gli accessori che vengono proposti ce ne sono alcuni controversi come girello o imbragature appese a un elastico: in alcuni stati, come in Canada, ne è stata vietata la vendita. Quali sono i loro effetti su un bambino che ancora non cammina? Si può davvero insegnare a un bambino a camminare e a stare in piedi?
Sono una comodità per i genitori, che possono lasciare il bimbo “appeso” senza pericoli, ma trovano controindicazioni nella pressione esercitata sulla regione pubica e nella posizione che assumono le articolazioni delle anche.  Molto più impegnativo, ma molto più naturale, lasciare il bimbo libero di gattonare ed alzarsi spontaneamente, aggrappandosi, quando sarà il ‘ suo’ momento, che non può essere anticipato o insegnato.

Cosa assolutamente non va fatto quando un bambino ancora non cammina o ha appena iniziato?
A 3 mesi molti neonati puntano i piedi, è segnale che sono pronti per camminare?

Guai a forzare un neonato a stare sui due piedi, neppure se tenuto sospeso da un adulto! L’età media dell’esordio della deambulazione è intorno ai 12 mesi. Tutti i bambini, se sospesi, appoggiano sulle punte (in termine tecnico atteggiano ‘ in equino’ ); si tratta di un riflesso automatico al contatto col suolo. Non vuole assolutamente dire che sia il momento di farlo camminare, è anzi pericoloso per anche e ginocchia. E’ importante moderare il genitoriale desiderio di precocità a tutti i costi del proprio piccolo.

Fino a che età è normale non camminare e quando invece occorre indagare?
La fascia di normalità è molto ampia. In caso di ritardo è importante fare valutare al Pediatra, che potrà esaminare anche altri elementi dello sviluppo.

Alcuni bambini camminano in punta di piedi: è normale?
Tutti i bambini iniziano sulle punte. Molto spesso lo fanno anche per mesi. Importante lasciarli liberi di caricare ed iniziare a camminare da soli senza sostenerli e senza scarpe, sempre e soprattutto in casa, ed anche all’esterno se il terreno è senza rischi (erba bassa, sabbia, ghiaia) . In questo modo i muscoli dei piedi e delle dita si rinforzano armonicamente. Un paio di calzine antiscivolo saranno perfette.

Scarpe primi passi: serve un modello preciso o va bene qualsiasi calzatura, anche non specifica primi passi, ma che abbia determinate caratteristiche?
Rispettando le necessità dei fabbricanti di baby-shoes, e della moda, valgono le considerazioni di cui sopra: a piedi nudi il bimbo cammina comodo e sviluppa meglio. La scarpina primi passi dovrebbe essere in materiali naturali, per ridurre la sudorazione, essere abbastanza alta di collo per non sfilarsi (no a ballerine e cinturini  eleganti…), avere la suola ben flessibile e piatta, anti sdrucciolo. La scarpa deve essere vuota, per lasciare agio al piede, quindi niente ‘ plantari di fabbrica’ . Voi mettereste un paio di occhiali correttivi scelti a caso?

Il fenomeno dei piedi piatti preoccupa molti genitori: che accorgimenti usare? Servono i plantari? Fino a che età sono correggibili? Quale è la figura professionale che può fare una diagnosi e prescrivere la soluzione: il podologo, il fisioterapista, il pediatra, il tecnico dei plantari o l’ortopedico?
Due possono essere le presentazioni dei piedi, alla nascita: il piede torto, una malformazione rara, ma da decenni in italia diagnosticata dal neonatologo e che può guarire completamente con gentili manipolazioni fatte già dai primi giorni dai genitori, istruiti alle manovre.

Tutti gli altri neonati hanno i piedi piatti, che tali restano per mesi, talvolta anni. I maschi ne sono più affetti rispetto alle femmine. Il pediatra deve essere sempre il primo riferimento. Sul trattamento, nella comunità scientifica coabitano pareri differenti: è appurato che, se un piede piatto-calcaneo valgo non accenna a migliorare dopo gli 8-9 anni, dovrà essere corretto con un piccolo e non doloroso intervento chirurgico. Prima, è comunque necessaria un’intensiva e costante ginnastica di rinforzo di alcuni muscoli di gambe e piedi. Sono esercizi molto facili, fattibili in casa; la cosa più difficile è riuscire  farli fare ai piccoli interessati…

Capitolo plantari: non correggono un piattismo grave destinato all’intervento, ma danno un assetto più comodo nelle scarpe, soprattutto per lo sport; è ovvio che vadano fatti individualmente da un tecnico specializzato: oggi esistono sistemi elettronici di valutazione, calibrazione e costruzione di plantari davvero su misura. Per ogni decisione terapeutica, comunque, non ci si deve basare sul dolore, perché il piede piatto infantile NON DA’ MAI dolore, semmai rari e deboli sintomi.

Il medico ortopedico potrà aiutare a valutare caso per caso i trattamenti ed il loro timing corretto.

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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