Ultima modifica 9 Maggio 2019

Oggi voglio raccontarvi di un libro per bambini che si intitola “Quando Arriva la mia Mamma? ”

quando arriva la mia mamma

La scrittrice si chiama Isabella Paglia, sul suo sito racconta di come già da piccola fosse una “cantastorie”, e di come dall’alto degli alberi che “scalava”, i suoi racconti abitati da personaggi fantastici prendessero forma e incantassero i suoi piccoli amici.

Quando io ho cominciato a leggere questo libro mi è venuto in mente mio figlio.

Il libro racconta come un bimbo di una mamma lavoratrice inizia il suo incontro con il tempo.

La frase che dà il titolo al libro, “Quando arriva la mia mamma?” appunto,  mio figlio, che all’asilo c’è andato davvero presto (a 18 mesi circa), l’avrà ripetuta in lacrime centinaia di volte.

Nel racconto Isabella descrive di questo bimbo che va all’asilo accompagnato dalla mamma che va al lavoro.
E di come la aspetti chiedendo sempre: “Quando arriva la mia mamma?”.
E così la sua giornata si divide tra giochi, lavoretti, pappe e sonnellini.
Sempre cadenzata da questa domanda, sempre accompagnata dall’attesa della sua mamma.

quando arriva la mia mammaMio figlio, come dicevo, avrà ripetuto questa domanda alla sua maestra centinaia di volte, e spesso in lacrime.
Perché in verità lui non era proprio contento di stare a scuola.
Sarà che era piccolo, sarà che come una volta lui mi ha detto tornando da un campo scout (“Mamma fare il lupetto è bello, ma preferisco fare il lupo solitario”) lui preferiva giocare da solo, fatto sta che le immagini del libro mi hanno fatto pensare che a volte i bambini vivono il tempo non in modo universale, ma molto personale.

Nico, il protagonista della storia, cerca la sua mamma, chiede ripetutamente “Quando arriva la mia mamma?”, la aspetta davanti alla finestra del suo asilo, e sembra proprio che quei minuti, e quelle ore che passano siano per lui infinite.

Ma come ha promesso la sua mamma, che lo rassicura accompagnandolo al mattino dicendogli che anche se sono lontani lei lo porta sempre nel suo cuore, alla fine della giornata lavorativa arriva e insieme tornano a casa.

Il libro, come racconta la quarta di copertina, vuole essere uno strumento divertente per far capire ai più piccoli il passare del tempo.

Un minuto, un secondo, un battito di ciglia.

Nico capisce il tempo che passa mentre è a scuola. Ma alla fine della sua giornata scopre anche che in fin dei conti, anche se lontano dalla mamma, ha imparato tante cose.
Ed è pronto per un altro domani!

Con questo breve testo, raccontato con disegni molto belli e colorati dell’illustratrice Chiara Gobbo, Isabella Paglia ha voluto, così come ha fatto con tutti i suoi altri, avvicinare i piccoli lettori ad un mondo fatto di sogni, incontri, emozioni, che non si vivrebbero senza la fantasia.

Lei stessa inoltre sottolinea come sia importante raccontare ai bambini storie fin da piccoli, così da aiutarli a riconoscere e concettualizzare le emozioni proprie e quelle degli altri.

Se vi è piaciuta la storia scoprite sul sito della scrittrice gli altri suoi lavori, anzi, fateli scoprire ai vostri piccoli, chissà che non si appassionino alla lettura, anzi, io credo proprio che succederà!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here