Hai preso una punizione perché hai sbagliato. Rialzati da solo!

Ultima modifica 26 Novembre 2019

Vieni a conoscenza dei prof filmati dagli alunni di una scuola media di Torino.
Leggi il grande Gramellini e ti senti bene, tipo effetto manosullaspalla.    
Poi anche il pedagogista Benedetto Vertecchi non lascia nulla all’immaginazione: la scuola è un bene di consumo.

La parte sbagliata è evidente. Parecchio evidente.

Poi per saperne di più vai a leggere gli articoli di varie testate e ci trovi il sondaggio “secondo te è giusta la sospensione per i ragazzi?”

Chiudi per salvare le braccia e ti chiedi dove vogliamo andare se una punizione scolastica diventa un argomento degno di un’opinione nazional popolare.

Cioè ci indigniamo perché alcuni genitori si lamentano della punizione e poi permettiamo anche a chi è al bar a bersi un caffè, leggendo il tablet, di cliccare un sì o un no su una decisione presa nella Direzione di una scuola.Rialzati da soloVi prego abbiate un po’ di pietà per una scuola che sta cercando di riportare ad un livello di appena sufficiente la disciplina in alcuni ragazzi.

E la finirei qui, se non fosse che venerdì, mentre allacciavo il quarto paio di scarpe, arriva una meravigliosa bimba di 6 anni e mi porta un libricino fatto da lei con su scritto (testuale) “Ilenia volio bene mi piaci” con 2 cuori verdi immensi.

Io, fortunata maestra grado semplice di scuola primaria, mi trovo ancora nel periodo d’oro degli studenti, quello in cui ti guardano con gli occhi semplici.

Ti guardano con trasparenza, inquieti o meno, felici o imbronciati, ma con trasparenza.
Tu ridi con loro.
Loro non ridono di te. 
Direte ” Eh, facile, sono bambini ancora!” Già.

Sono bambini.
Ma è lì che ha inizio tutto.
Il tutto, per il verso giusto.
Il tutto, per il verso sbagliato.

Ecco, da qui dobbiamo partire tutti, insegnanti e genitori.

Proprio da quando iniziano, dobbiamo fare attenzione a come ci muoviamo, a cosa trasmettiamo, a dare la misura del rispetto per tutti, ma, soprattutto, per chi lavora per loro ogni giorno.
Sì, noi, della generazione sine-smartphone, santi non lo siamo mai stati.
Ma non avevamo in mano strumenti capaci di far girare su mezzo mondo un insulto, foto o filmati imbarazzanti. I nostri genitori ringraziano, col senno di poi, il ritardo tecnologico.
Se prima ti educava anche il macellaio sotto casa, adesso non lo fa più neanche la baby sitter pagata per stare con noi.

Oggi per noi genitori è più complicata la vita e l’educazione, ma dobbiamo imparare a dire più spesso “Rialzati da solo”, accettando le conseguenze. 

Ma mi ha colpito un giovane papà che, commentando proprio un mio post, diceva “Oggi noi genitori siamo più profondi”.
Io aggiungerei che dovremmo esserlo tutti. E’ un dovere grande quello di riflettere di più e meglio su ciò che diciamo, su quali esempi diamo ai nostri figli.

Siamo soli ad indicare la strada giusta. Insieme alla scuola

Non possiamo mollare così, con la carenza educativa della società in generale!
Non possiamo andare a lamentarci di una punizione, per giunta del tutto giustificata. Non possiamo perdere un’occasione così “ghiotta” per far capire che non è quello il verso.
Salviamoci dalla facilità di un rientro in casa col sorriso e, invece, teniamo duro di fronte alle porte sbattute. E lo sto dicendo a me per prima.
“Accidenti: hai preso una punizione perché hai sbagliato e te la tieni. Rialzati da solo.”
Se li rialziamo sempre, quando impareranno a farlo da soli?

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