Andare a scuola e divertirsi. In Cina

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Ultima modifica 10 Ottobre 2019

La scelta della scuola, come scrivevo in questo articolo tempo fa, non è stato un processo facile.
Alla fine abbiamo scelto di rinunciare all’idea della scuola bilingue inglese/cinese (davvero dura perché le stesse materie vengono studiate in entrambe le lingue e inoltre i ragazzi devono imparare centinaia di caratteri cinesi entro i primi anni di scuola) e abbiamo iscritto i nostri figli in una scuola internazionale.
Qui a Suzhou le scuole internazionali prevedono tutte il percorso di studi con programma IB.

Che vuol dire? IB sta per International Baccalaureate, uno specifico piano di studi che dipende dall’IBO, fondazione educativa che sviluppa e offre questo programma di formazione internazionale.

Per entrare a far parte del programma IB le scuole devono avere specifici requisiti e la procedura di autorizzazione è rigorosa, difatti vengono effettuate verifiche periodiche.

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Ma cosa offre di specifico questo percorso e quali sono i suoi vantaggi?

Il programma dell’International Baccalaureate viene svolto principalmente in inglese (anche se esiste anche in francese e spagnolo) e prevede specifici percorsi per le scuole elementari (Primary Years Program), medie (Middle Years Program) e per il dipoloma. Dura un anno in meno rispetto al percorso di studi italiano, quindi a diciassette anni i ragazzi che si diplomano con questo programma sono già pronti per entrare nelle università. A proposito di università, dipolomarsi in una scuola che aderisce all’IB significa avere accesso agli atenei di mezzo mondo (ovviamente in base anche ai risultati ottenuti dagli studenti!).

Le materie insegnate vengono affrontate tramite le cosiddette “Unit of inquiry”, temi interdisciplinari che permettono agli studenti di studiare ad esempio inglese, matematica e arte nello stesso progetto, applicando le conoscenze acquisite a temi di vita quotidiana che rendono le materie vive, utili, sfidanti. Queste Unit of Inquiry sono sei: chi siamo? chi siamo nello spazio e nel tempo? come ci esprimiamo? come funziona il mondo? come ci organizziamo? condividere il pianeta.

Ogni insegnante sceglie come sviluppare le diverse Units con temi adatti all’età degli studenti: ad esempio lo scorso anno mia figlia ha studiato come si fa il progetto di una casa, quali stanze servono e come si disegna una casa in pianta, poi hanno creato delle casette con scatole di scarpe ed hanno invitato i genitori a scuola a vederle e a discuterne. Ha poi visitato una fabbrica di yogurt ed ha capito cosa sia un “processo produttivo”. Nell’ultima parte dell’anno invece ha affrontato il tema dei “pets”, gli animali da compagnia: come si curano, perché si tengono in casa (e assieme ai compagni ha visitato un rifugio per animali abbandonati). All’interno di questi temi si trovano tutte le materie studiate: la matematica (ad esempio le misure della casa), le scienze (come si fa lo yogurt e cosa sono i batteri) o la storia (perché gli esseri umani hanno iniziato ad usare gli animali come aiuto nella vita quotidiana).

Questo percorso di studi si prefigge di creare dei cittadini del mondo aperti, curiosi, delle persone che faranno dell’imparare uno dei caposaldi della loro vita intera. Lo studente IB dovrà acquisire dieci specifiche caratteristiche tra cui ad esempio essere di buoni principi, indagatore, premuroso, informato, senza paura di rischiare. Insomma, più che le caratteristiche di uno studente queste sono qualità di una persona, che teoricamente dovranno essergli d’aiuto nel corso della vita intera per costruirsi un futuro appagante.

Ma, quotidianamente, come si svolge una giornata nella scuola IB?
Come si riflette questo programma così peculiare nella vita scolastica?

Beh, innanzitutto i ragazzi vanno a scuola e si divertono, imparano senza avere la percezione che stanno studiando. Difatti se gli chiedi: “cosa hai fatto a scuola?” una delle risposte tipiche è “niente!”. Potete immaginare come si sente un genitore che, di tasca propria o tramite l’azienda, paga fior fiore di rette mensili (già perchè il difetto di queste scuole è che sono incredibilmente care!).

Proprio perché questo programma è così diverso da quello al quale i genitori sono abituati, le scuole organizzano periodici incontri e laboratori nei quali illustrare nel dettaglio come vengono affrontati gli studi. Ma ciò non toglie che chi è abituato al sistema italiano (o, ancora peggio, a quello cinese) ha il sospetto che questo tipo di scuola sia un po’ troppo facile e leggera (anche perché i compiti per casa sono davvero pochi e comunque molto diversi da quelli italiani) e, nell’ambito della comunità italiana, non sono pochi quelli che si lamentano del sistema di studi.

Personalmente, ciò che mi piace di questo programma è proprio l’idea di spronare gli studenti a crearsi una personalità bilanciata, non solo a imbottirli di nozioni ma di insegnar loro a ragionare. Soprattutto nel mondo moderno le informazioni sono obsolete nel giro di pochissimo tempo e la capacità di ragionare ed imparare continuamente è davvero ciò che farà la differenza.

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