Voti in lettere: novità lato scuola

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Voti in lettere

Ultima modifica 15 Luglio 2019

Eccoci qui di nuovo alla scuola delle novità.
Il cambiamento prima di tutto. Quello esteriore… un restyling fa sempre il suo effetto.

… E a settembre voti in lettere!

Voti in lettere

Bene. Dicono che vedere una D al posto di un 6 sia meglio.

Dicono che almeno non si farà la media. Certo.
Con le lettere non si può fare… dicono.
In realtà la media puoi non farla anche con i numeri: basta valutare il percorso, tralasciando i voti negativi, se la crescita è significativa e costante.
Alla primaria si può fare… perché non estenderla anche alla secondaria?

Mica dobbiamo fare l’estratto-conto a questi ragazzi!!
A noi insegnanti dovrebbe interessare, colpire e provare un’evoluzione, un obiettivo raggiunto.

E comunque, lettere o numeri, noi insegnanti torneremo a rifare esattamente gli stessi ragionamenti, perché comunque una scala in classe te la devi creare per forza.

Qual è il grande incentivo che riceverà il percorso valutato in lettere, non riesco a capirlo.
Non sono contro le lettere.
Sono contro il voto proprio, riguardo ad una parte del percorso scolastico.
L’unico percorso realmente valutabile potrebbe iniziare dalla terza secondaria di primo grado (In terza media, per intenderci).
Oppure da un piccolo esame in quinta.
Sarà, ma io sono una che non mette mai il voto sul quaderno; sono una che spesso con nonchalance,  fa (molto) finta  di dimenticare,  perché credo che debba essere una consuetudine quella di riflettere sull’obiettivo raggiunto e non su quanto vale.

E quando l’obiettivo è raggiunto, quello è il mio voto.

Sarebbe così facile se per 4 anni alla primaria li lasciassimo in pace, senza confronti e senza patemi. Sarebbe un peso in meno anche per i genitori, che giustamente a volte stentano a capire l’altalenare dei giudizi o dei risultati.
Mettere un voto è sempre dura e gli insegnanti faticheranno esattamente come hanno fatto finora. A o 10 che sia.

La valutazione è una cosa seria da conoscere fino in fondo.

La valutazione autentica è il 70% del lavoro di un insegnante, perché, per chi non lo immagina, si fa all’inizio di un percorso, in itinere e alla fine… no, non di un anno né di un quadrimestre, ma di ogni argomento affrontato.
E se la valutazione è utile per il 90% al prof per monitorare e calibrare la sua efficacia, quel 10% di utilità per l’alunno a volte guasta tutto.
Comunque arriveranno A,B,C,D e gli insegnanti, al di là di scegliere un tasto diverso al computer, non faranno niente di meno e niente di più di ciò che fanno ora.

Ovviamente sono punti di vista.

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