4 soluzioni + 1 per portare il marito a fare shopping a Natale

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Natale, periodo di shopping.
Regali per gli altri ma anche per sé.

Lo shopping è, nell’immaginario collettivo, un’attività più femminile che maschile.

Una truce battuta molto politically scorrect (le migliori!) dice che nella donna il punto G si trovi alla fine della parola ‘shopping’.

shopping a Natale

Sembra che l’approvvigionamento di beni sia più radicato nell’indole femminile a causa dei nostri antenati primitivi che si divisero i compiti fra “caccia al cibo e difesa della territorio” da parte maschile e “procreazione e accudimento caverna” da parte femminile.
È una banalizzazione ma qualcosina di verosimile c’è.
Ai giorni nostri, care amiche, si vorrebbe giustamente abolire questa divisione, ma resta il fatto che lo shopping per gli uomini resta, nella maggioranza dei casi, un supplizio.

4 soluzioni + 1 per portare il marito a fare shopping a Natale

Donne, siamo innamorati di voi. Faremo qualsiasi cosa per farvi felici, ma non trascinateci per negozi perché non lo sopportiamo.

Il gusto della scelta fra mille possibilità, dell’indecisione esasperata, del confronto senza fine, no.

Un uomo se vuole una camicia entra in un negozio, facilmente si fa mettere il metro al collo – perché spesso non sa neanche la sua misura o si ricorda quella che aveva al liceo… – dice il colore, prende il pacco, paga ed esce.

Tutto possibilmente in apnea e autocongratulandosi di stabilire sempre nuovi record di minor permanenza in quel luogo di perdizione che considera essere il negozio.

Non immaginate che tormento rappresenti per il bipede con i cromosomi X e Y l’acquisto di pantaloni con relativa prova in camerino. Molti di noi preferirebbero tornare a fare un’ora di guardia in caserma, come ai tempi del servizio militare, piuttosto che cinque minuti in camerino in mutande e pedalini in attesa che ci venga portata la taglia giusta.

Ma se la complicità maschile nel pomeriggio degli acquisti non è al livello desiderato dalle dame, diverse possono essere le soluzioni per risolvere il problema.

Ecco una breve e non esaustiva, ma simpatica, lista.

Soluzione 1: contraccambiare la cortesia dell’accompagnamento con la visione della partita di calcio della squadra del cuore (lo so, care amiche, avete il problema di capire la regola del fuorigioco… Darwin non l’aveva previsto eppure la specie non si è estinta…).
Soluzione 2
: far rientrare nel giro dei luoghi di perdizione, pardon volevo dire dei negozi, qualcosa che solletichi il suo ego (cravatta, vetrina del concessionario auto, cinema con film violento/di guerra/poliziesco a scelta o altro).
Soluzione 3
: farlo restare a casa a giocare con i figli, ve ne sarà grato. Soprattutto se non lo chiamerete dopo un’ora dicendo che avete visto un golfino splendido per lui e che lo venisse a provare subito (diamine, eravamo in pigiama sul tappeto a fare la lotta con i pargoli… non s’interrompe così un’emozione!).
Soluzione 4
: promettergli di occuparvi voi dei regali di Natale che dovrebbe fare e che non ha nessuna fantasia al mondo di fare (e invece voi vi ricordate di cosa avevate comprato l’anno scorso, sempre in sua vece, ai suoi colleghi e agli amici del calcetto …).

Se nessuna di queste soluzioni funziona ce n’è una più strategica da giocarsi con opportuna astuzia femminile.

È una variante della soluzione 2 ma dovete essere anche brave attrici e fingere (sapete come si fa… mi sembra…).
L’ultima possibilità di shopping insieme – ma siete pronte a sapervi fare da parte senza commentare o suggerire? – è il negozio di ferramenta o bricolage.

Lì l’orgoglio maschile subisce un’accelerazione che neanche i dischetti di banana nel frullatore con il latte per diventare frappè.

L’uomo sa fare (no, ho sbagliato verbo…), crede di saper fare (questo va meglio…), i lavori tecnici, artigianali e da operaio.
Costruire, riparare, trapanare, martellare, dipingere, piallare, avvitare… il settore è ampio: idraulica, elettricità, pittura, edilizia varia, bricolage (si chiama così perché la parola è un composto di ‘brividi’ e ‘colaggio’ il risultato della pittura non ben riuscita)… ci siamo capiti. Lì – in quel moderno saloon per soli pistoleri – molti perdono la trebisonda tra nuovi blechedeche, chiavi del 30, avvitacandele per l’auto, smerigliatrici e frese. E quegli infiniti cassettini con tutti i tipi di viti, bulloni e chiodini.

Volete mettere che libidine?

Lasciatelo pascolare tra gli scaffali sentendosi Noè che sceso dall’Arca pensa di ricostruire il mondo e ve ne sarà grato.
Così quando vi aspetterà sulla porta dei negozi successivi, dove invece siete destinate a godere voi, rimirerà tra le mani il nuovo seghetto da legno costato solo pochi euro.
Salvo ricordarsi, una volta a casa, che l’aveva comprato già a Natale scorso senza usarlo assolutamente mai.
Ma lo shopping a Natale  oramai è salvo e voi avete le vostre buste (e scatole di scarpe) da sistemare.

Da oltre trent’anni s’agita nella comunicazione sporcandosi le mani (e la coscienza) con siti internet, uffici stampa, organizzazione di eventi, advertising e ultimamente con i social. Dice di fare il copy, è anche pubblicista e scrive, scrive, scrive…

2 COMMENTI

  1. Ahahahah! Stringiamoci in solidarietà maschile! Grande Andrea! Ti prego, trova un’opzione anche per chi, come me, svolgendo un’attività manuale, non ha nemmeno una scusa per entrare in un brico….:)

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