Solo: A Star Wars Story. Recensione di un film senza pathos

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Il 23 maggio nelle sale italiane arriva il secondo spin-off di Guerre Stellari, la saga cinematografica tra le più amate al mondo da grandi e piccini che ci porta ad esplorare la galassia lontana lontana.

Solo: A Star Wars Story

Non sono una super fans di Star Wars. L’ho scritto anche in occasione della recensione dell’episodio VII Star Wars: Il risveglio della Forza.
E come me credo non lo sia troppo neanche il regista del film Ron Howard.
O forse semplicemente non è la persona adatta per portare avanti l’universo di George Lucas. Ho trovato il film piatto, senza pathos, senza quel continuo sobbalzare sulla sedia ai cambi di scena.

Solo: A Star Wars Story è il film delle ‘prime volte’ del mio personaggio preferito in assoluto.

Han fa amicizia con Chewbacca, il suo futuro amico copilota. Incontra il famigerato giocatore d’azzardo Lando Calrissian. E poi… sale per la prima volta sul Millenium Falcon, la nave che lo porterà a vivere mille epiche avventure.

solo a star war story

Insomma,
mi aspettavo scene da pelle d’oca.
Invece il nulla.

Un film banale. Che di Star Wars ha davvero poco, o nulla.

Parliamo del protagonista: Han Solo.

Prima. Ovvero lui, l’unico e solo Harrison Ford.

Solo: A Star War Story,

E ora. Il belloccio Alden Ehrenreich.

Solo: A Star War Story,Bello, per carità. Ma nulla a che vedere con il carisma, la simpatia e quel senso di spericolatezza innata che ha il suo personaggio ‘da grande’.
Forse si deve ancora fare… forse è solamente ancora acerbo.
Fatto stà che, secondo me, il personaggio su cui si sviluppa tutto il film non è poi così azzeccato.

Insomma che dire.
Per me è no.

Che poi il film è anche bello, godibile. Se non fosse che ti aspettavi altro. Di più.
Perchè Star Wars è di più. E’ quel film che ti da la carica fin da quando vedi scorrere sul grande schermo la scritta ‘ Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…’
Star Wars è Adrenalina pura.
Non puo’ essere trattato come un film qualunque.

solo a star war story

#Spaventometro 7

Non ricordo parolacce, e anche se le scene di guerra non sono sicuramente forti è meglio andare al cinema con bambini da 7 anni in su.
Avventura, qualche battuta e il messaggio finale che è meglio non fidarsi di nessuno.
(spiegato poi bene da mamma o papà).

Ecco l’ultimo trailer ufficiale.

Milanesedipendente, uno spiderfiglio a un marito che adoro. Sono una persona leale, cortese, pazza ma senza strafare, permalosissima e un po’ pignola. Avere a che fare con me non è semplice, ma se scatta la scintilla...

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