Scuola. Oramai ci siamo…

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Ecco settembre. E non c’è bisogno del binocolo.
Un’onda di novità… ma che dico, uno schiumaparty di novità sparate in questa estate.
Sulla schiuma si scivola facilmente, bisogna sapere di cosa si parla prima di aprire la tastiera.
Siti similscolastici che collocano Pesaro-Urbino in Umbria e Novara in Lombardia e tu fai no-no con la testa e riapri il sito tre volte perché no, non è possibile!

maestra_scuola_inizio

Siti allarmistici (sempre gli stessi, e ancora pubblicate…eddaje direbbero a Roma) che parlano di bambini che…no, non possono più uscire di scuola in anticipo neanche con la giustificazione del genitore!
Credetemi, che a leggere ci vuole fegato per uno che lavora nella scuola.
Poi, il top,  ti arrivano mail “Attenzione! Nelle scuole sta per entrare il demonio con subdoli progetti gender!!”

E il no-no con la testa sta diventando un tic, però.  Dai che non ci si annoia d’estate.
Sono stupefatta, incredula e molto molto preoccupata? Ora mi rispondo.

I vaccini.

Ok, ho fatto quelli che dovevo, perché per i miei genitori vaccinare era una fortuna.
Le mie figlie li faranno, perché il mio pediatra, che è una persona affidabile, me li raccomanda. Poi ognuno la pensi come vuole.

I cellulari.

Beh, a dire che per il primo anno entrano a scuola e i prof saranno responsabili, perché lo dice una circolare MIUR, mi sembra proprio la neve a dicembre (eh…non nevica più a dicembre). Gli stipendi.

Che si fa, si sciopera? Di venerdì no che ridono i polli, di lunedì no che poi i parrucchieri devono tenersi i bambini a casa e ci fanno male le messe in piega… gli stipendi. State ridendo anche voi vero? Dai che fanno bene a pagarci poco perché luglio e agosto non si lavora! Poi prendiamo meno di 20 euro l’ora, ma chissene… giusto?

Gli insegnanti CLIL (per chi non sa chi siano, sono una strana specie che insegna una disciplina che non sia inglese…in inglese). Un insegnante posta un “Vorreste un collega CLIL”? (Che tristezza) Giuro che non ho capito la domanda, forse era presto quando l’ho letta, non mi spiego.
Io ho una collega CLIL da 15 anni e sono sopravvissuta. Tranquilli. I CLIL sono pacifici. Non attaccano.

La sconfitta della ‘supplentite’ ad inizio anno.

Questa è l’unica realtà che, se si verificasse, potrei anche dire grazie alla Ministra. Potrei. Ho detto potrei.  Dopo 15 anni sarebbe come svegliarsi nella radura delle fate e veder nascere Trilly.
Caspita!
Ma dopo aver riletto, tutto ok: mi sono calmata.
Non sono stupefatta, tanto tutte le estati che Dio ha creato vengono utilizzate per diffondere quelle notizie che nessuno ti potrà smentire al momento … sai i famosi 6 mesi di ferie…
Non sono incredula: ormai ci credo proprio alla gente che pur di parlare di scuola fomenta insegnanti inesperti, genitori, gnomi, fate e principi ranocchi con notizie pescate come un luccio al lago, facilefacile.
Attenzione che poi c’è gente che ci crede e noi siamo lì a scolare gli gnocchi, non solo di giovedì.
Preoccupata, per niente.
Io, come ogni anno, dopo 15 anni, penso ai miei bimbi, mi calmo e vedo anche Buddha in fila indiana.
Il mio ambiente naturale è quello.
Loro entreranno in classe e sarà tutto meravigliosamente e ugualmente diverso, con ciò che ti aspetti e ciò che
ri-conosci.

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Un bimbo ha cambiato scuola, una cosa a cui è difficile abituarsi…
La sua faccina, nella testa, fa parte del puzzle ormai. Resterà la tesserina vuota e un dispiacere da digerire.
Non vedo l’ora di vedermeli in cerchio seduti in terra a pensare con gli occhi strizzati e le mani alzate mentre parlano senza aspettare il turno. Hanno premura…come diceva nonna.
Ricomincerò a sbraitare per le sedie strisciate e il chiacchiericcio di fondo.
Ricomincerò a lamentarmi dei 10 minuti in bagno… ricomincerò a ridere per le loro meravigliose spiegazioni logicamente campate in aria e a stupirmi di quelle uniche; ricomincerò e per fortuna tutte le chiacchiere che hanno costruito quest’estate, di fatto, saranno zero. Puf.
Sì, perché a me stare a scuola piace e mi faccio piacere anche il caffè della macchinetta… e pure il caffelacqua (sì, perché a chiamarlo latte si fa peccato).

Buona scuola a tutti, ma soprattutto alle mie colleghe che sono la mia seconda famiglia: quelle di città, quelle a 40 km, quelle a 900 km da casa, che tutti dovremmo ringraziare solo perché al mattino hanno voglia di sorridere.

Volevo fare l’archeologa… invece sono moglie, mamma, sorella e maestra e per me è più che sufficiente, anzi, ottimo. Sono una donna “orgogliosamente media”, ma decisamente realizzata, che non si annoia neanche un po’…

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