Ultima modifica 10 Ottobre 2019

Con l’articolo di oggi vorrei continuare il nostro viaggio nelle cucine asiatiche, parlandovi di quella giapponese. Suzhou è una grande città, popolata da molti stranieri, di conseguenza la scelta di ristoranti, di tutte le nazionalità, è vastissima e quelli del sol levante non sono da meno: si va da quelli più “lussuosi” con le salette equipaggiate con piastra, cuoco e perfino bagno privato, a quelli costituiti da un bancone e due tavolini, dove si possono gustare i ramen (spaghetti in brodo), passando per i sushi bar e i teppaniaki. Vediamo insieme alcuni dei più tipici cibi che vi si possono gustare!

sushiSushi e sashimi. La cucina giapponese è costituita da ingredienti semplici come riso, alghe,verdure e pesce, prevalentemente crudo: per sashimi si intende il pesce tagliato a fette sottili (di solito tonno, salmone, polpo, gamberi) che si gusta intinto in salsa di soia e wasabi (la piccantissima salsina verde di ravanello giapponese), guarnito con daikon e zenzero sottaceto; per sushi si intendono invece le fettine di pesce adagiate su piccole porzioni di riso.
Ci sono poi i maki sushi, ovvero i roll di riso contenenti sia pesce crudo che tonno sminuzzato, uova di pesce, alghe e altri ingredienti. I tipi di maki sono tantissimi: quelli avvolti in alga nori, grossi e con tanto ripieno, o quelli piccolini con dentro un pezzettino di pesce crudo, quelli costituiti da una tasca di tofu fritto ripiena, quelli con l’alga all’interno e il riso all’esterno, farciti con due ripieni.

Zuppa di miso. Il miso è un condimento di soia fermentata, di color marrone scuro, pastoso, dal gusto molto salato, che viene utilizzato nella cucina asiatica sia per preparare zuppe che per condire le pietanze. La più famosa zuppa giapponese, che non manca mai nei ristoranti e viene consumata quotidianamente dagli abitanti di questo paese, è preparata proprio con questo ingrediente: in un brodo di pesce vengono fatte sbollentare verdure, del tofu bianco, alghe e funghi enoki. Spento il fuoco, si aggiunge una cucchiaiata di miso (non deve bollire, altrimenti andranno perse le sue preziose proprietà organolettiche) e la zuppa è pronta: un piatto semplice ma ricco di proprietà nutritive!teppanyakiTeppaniaki. Non è una ricetta, ma un modo di cucinare, inventato nel ristorante Misono nel lontano 1945, con l’intento di mescolare la cucina giapponese a quella occidentale cuocendo carne ed altri cibi sul teppan (griglia). Difatti nei ristoranti che ne portano il nome, i commensali siedono attorno ad una grande griglia dove il cuoco, armato di spatole e spatoline, cucina le pietanze davanti a tutti e le serve direttamente nel piatto.
Uno dei più rinomati (e costosi) ingredienti che vengono cucinati sul teppan è la carne di manzo Kobe, una vera prelibatezza gastronomica, dato che i manzi vengono allevati in una specifica zona del Giappone e devono avere determinate caratteristiche, come ad esempio un ben preciso rapporto di marmorizzazione, ovvero la distribuzione del grasso, che deve presentarsi ramificato all’interno della carne e non depositato ai lati come nei più comuni tagli delle altre razze.

Io, che in Italia non avevo mai mangiato il pesce crudo, da quando abito qui mi sono ricreduta e sono diventata una patita di sushi e sashimi. Anche il teppaniaki mi diverte molto, perché mi affascina sempre vedere la maestria dei cuochi che, con pochi gesti veloci ed esperti, sanno preparare carne morbidissima, riso e verdure o pesce prelibato. Per quanto riguarda maki e zuppa di miso, cerco di prepararli anche in casa (anche se il risultato, chissà perché, non è mai uguale a quello dei ristoranti!).

Antonella Moretti

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