Ultima modifica 20 Giugno 2019

Problemi di genere.
Grossi problemi di genere.

Le insegnanti donne nella scuola italiana sono troppe rispetto agli uomini.

Allarme OCSE!
Marzo non è un buon momento per leggere certe affermazioni.
No, perché sei già bella e cotta e i filtri li hai finiti tutti.

Tu che ti spremi come un limone, tu, che ogni giorno, con altre P-E-R-S-O-N-E, ricostruisci a mattoncini e cemento la crescita di 49 bambini… tu, che dedichi alla scuola forse troppo, tu non vai tanto tanto bene. No no… col ditino.
Anzi, può essere pure che tu, proprio tu, inconsapevolmente… solo per il fatto che sei nata donna, crei problemi agli studenti nell’atteggiamento che avranno in futuro nello studio e nel lavoro.

Ma ripeto che marzo non è un buon momento
Questo marzo viene dopo 15 anni di travaglio , ops espressione di genere (chiedo venia)…, fatica a lavorare su me stessa e sulla professione; 15 anni a cercare di migliorare un approccio senza stereotipi, un approccio attento a tutte le diversità; un approccio che, ogni giorno, spero, trasudi dalle mie lezioni.
Ma forte, ci spero! Non così… tanto per.

Non è mica una questione di giustizia: è una questione di rispetto.

Un marzo che viene dopo aver compreso, in 15 anni, che la matematica non è donna o uomo, così come l’italiano o la storia, perché gli occhi della passione per una conoscenza o per l’altra, brillano indipendentemente da certe fess… credenze. Perché gli stessi bambini e le stesse bambine mi hanno insegnato che quello che non era, può essere.

15 anni.
Una primavera adolescente, la mia, che corrisponde para para ad una ribellione vera contro chi ancora parla di uomo e donna nel mondo della conoscenza.
A 43 (quasi 44) anni si traduce in gastrite o fame isterica, dettagli.

Anni e anni a costruire con forza ciò che mi sembra giusto: l’attenzione alla persona per ciò che è e per ciò che fa.
Eh, no.
L’OCSE dice che ci sono nella scuola più donne che uomini.
Poi, come al solito, chi diffonde crea il caso.
E a me è il caso che dà proprio proprio sui nervi.

Posso essere indignata?
Non siamo chiusi: siamo blindati nei preconcetti.
Certe indagini, interpretazioni comprese, fanno più male che bene, soprattutto perché danno il la alla sotterranea discriminazione di genere che purtroppo ancora viaggia ovunque, sotto il mondo emerso dell’ipocrisia …come le fogne.

Troppe donne a scuola è un male?

E se la differenza tra insegnanti donne e insegnanti uomini corrispondesse alle donne che lavorano con più passione?
Ora vattela a cercare quella differenza, setaccia, setaccia.
Ma mettici gli anni, non mi interessa: io lo vorrei sapere.
Vorrei sapere se sono tra quelle che possono far danni o tra quelle che vanno bene, quelle che raggiungono LO STANDARD.
Ma di cosa stiamo parlando?
Ci mettiamo a contare le donne o gli uomini che al mondo abbandonano i propri figli?
Ci mettiamo a contare gli uomini e le donne correttamente educanti?
Ci mettiamo a valutare anche i risultati scolastici dei ragazzi che hanno prof donne o maestri uomini?

Dovremmo rassegnarci al fatto che la diversità crea ricchezza e che la diversità non dipende dal sesso ma dall’anima; dovremmo rassegnarci al fatto che uomini e donne possono essere in ugual misura ispiranti e appassionati o sterili e e demotivanti: tutto dipende da variabili talmente variabili che… ma come si fa?
Prima o poi dovremmo smetterla di commentare qualsiasi realtà, per poi impegnarci a migliorarla davvero, aiutando chi c’è, non cambiando chi c’è.
Suvvia… suvvia, direbbe la mia prof di greco, con aria beffarda.

® Riproduzione Riservata

Volevo fare l’archeologa… invece sono moglie, mamma, sorella e maestra e per me è più che sufficiente, anzi, ottimo. Sono una donna “orgogliosamente media”, ma decisamente realizzata, che non si annoia neanche un po’…

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