Un grande esempio di Donna: Emma Bonino

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Ultima modifica 20 Aprile 2015

Volevo parlare della Montessori o di Simone Veil, ma, improvvisamente, mi è apparsa nitida l’immagine di una donna di oggi, una piccola donna, ormai non più giovanissima, che con la solita aria decisa, il volto sereno comunicava prima il suo essere affetta da un tumore e poi la sua lotta contro il male, lotta che è decisa a vincere.

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Emma Bonino che è nata a Bra, cittadina della provincia piemontese, è una delle personalità più importanti del radicalismo liberale italiano dal 1945.

Senza dubbio ne è la donna più rappresentativa, seconda, forse, al condottiero di sempre, Marco Pannella, ma come lui e, forse, più di lui è conosciuta ed apprezzata non solo nell’emisfero occidentale.

Parlamentare europea di lungo corso ricopre la carica di commissario diventando poi ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee nel governo Prodi, successivamente vice presidente del senato.

Non solo ha ricoperto cariche importanti nel suo partito, è stata membro dell’ International crisis group, ha ideato e promosso la Corte Penale internazionale, è professoressa emerita all’ Università americana del Cairo, delegata italiana all’ONU per la moratoria sulla pena di morte e fondatrice dell’’organismo internazionale Non c’è pace senza giustizia per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili.

Come si evince chiaramente dai suoi incarichi e partecipazioni il suo impegno non si è limitato al nostro paese, ne all’Europa, il suo orizzonte comprendeva e comprende tutto il globo terracqueo.

Ricordo la sua battaglia per il divorzio e successivamente l’aborto, tutto il suo impegno profuso per quelli che sembravano ai più un traguardo impossibile, attesa la presenza e le idee della Chiesa, allora sorda a cieca alle molte reali problematiche di un unione senza fine.

Ha affrontato a viso aperto e con la combattività che le è sempre stata riconosciuta, altre 1000 battaglie non solo a favore della donna, non solo per pretendere e affermarne i diritti e la parità, ma anche altre battaglie senza distinzione di genere.

Sincera, vivace, determinata, sicura delle proprie idee, ma mai faziosa, disposta sempre ad ascoltare cercando di capirle le istanze, diverse dalle sue, che altri proponevano: questa è Emma Bonino!

È stata inclusa nell’elenco delle 150 donne che muovono il mondo, unica italiana, nell’anno 2011 dall’ importante rivista statunitense newsweek.

Già si era parlato di lei come possibile prima donna a rivestire la carica di Presidente della Repubblica, ma il movimento Emma for President non aveva ottenuto il suo scopo, e, molti, pensando che finalmente fosse giunta l’ora per una donna di ricoprire quella carica, speravano fosse Lei il successore di Napolitano, ma, come un fulmine a ciel sereno è arrivata la sua confessione: ho un tumore.” Si è incuneato dentro di me, non lo volevo, mi sento come le migliaia delle altre persone che affrontano queste o altro tipo di sfide mediche: cerco di andare avanti con grinta..”

Lei non ha paura è sempre ottimista, parla della sua vita che reputa fantastica nonostante i grandi dolori poiché è stata sempre circondata dall’affetto dei suoi familiari, dei suoi tanti amici ha conosciuto l’entusiamo di fare politica, credendoci, anche se ha conosciuto solitudini ripete che l’importante è vivere accettare e governare emozioni, non essere mai indifferenti.

Con la stessa grinta usata nelle sue sfide politiche, oggi contende il passo alla sua malattia.

Sopporta la chemioterapia, ha imparato a mangiare diversamente per non dimagrire a limitare i formaggi eliminando carne e dolci, senza compiangersi, anche se non sente più i gusti.

Ha una convinzione: lei non è il suo male, lei è altro, vuole continuare ad essere la stessa identica persona.

Sa che si deve occupare di questo stronzo e basta: “Io o lui, vedremo chi la spunta. Ma non vado certo su internet a cercare che cos’è il microcitoma, oppure se mi conviene prendere l’aloe o qualche specie di bacca miracolosa…”.

Peccato che abbia dovuto rinunciare alla corsa alla presidenza della Repubblica, peccato che abbia dovuto rinunciare alla vice segreteria dell’ ONU.

Peccato per noi!

Ma lei non rinuncia alla sua attività politica, non ne ha la minima intenzione.

Una grande donna, un grande esempio!

Nonna Lì

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