Ultima modifica 10 Novembre 2015

riduzione spesa pubblicaForse quei limiti sono stati superati già da tempo, ma, come si dice, non c’è limite al peggio.
Mentre i capi di coloro che siedono in parlamento litigano, pronunciano distinguo, minacciano ritorsioni, se l’italicum, nome di infausta memoria, non verrà approvato o, gentile concessione, le modifiche proposte non saranno gradite da coloro che hanno redatto la proposta (?) il governo cadrebbe.
Tutto il resto viene in seconda fila.

Verrebbe eletto un nuovo parlamento che, per 5 anni, dovremmo sorbirci, un numero eccessivo di parlamentari, le loro enormi spese, l’impossibilità di assumere decisioni rapide ed efficienti, ecc, ecc, ecc…

Il primo pensiero, il primo impegno, dovrebbe essere quello della riduzione della spesa pubblica, del taglio radicale degli sprechi, della razionalizzazione delle risorse che dovrebbero concludersi con un abbattimento radicale del nostro debito pubblico,  riducendolo, se non dimezzandolo, sensibilmente tanto da drasticamente ridurre la spesa degli interessi che paghiamo per colpa di quella montagna di denaro che siamo costretti a chiedere in prestito.
Interessi che ammontano ad un’ ottantina di miliardi l’anno.

Solo la metà, se risparmiata, ci permetterebbe di alleggerire, e di molto, il peso di imposte e tasse che gravano sulle persone fisiche e sulle imprese portandolo a più sopportabili livelli e permettendo, alle persone di riprendere gli acquisti, e di rendere appetibile alle imprese di restare o di insediarsi in Italia.
Ma questo, evidentemente, poco importa agli uomini di potere che sono più interessati ad una legge elettorale e ad assicurare a loro stessi la prosecuzione del potere acquisito.
Ne volete una dimostrazione spicciola?

Avete visto le code, avete sentito la gente comune, i commercialisti, i caf tutti imbarazzati, insicuri nell’applicazione di una legge oscura, imprecisa, frettolosa quella che prevedeva, entro il 24 u.s. il pagamento della così-detta mini imu e la rivalutazione della tares?
Bene, avete sentito il Presidente del Consiglio o quello della Repubblica, nonché qualcuno dei ministri, chiedere scusa per i disagi, prorogare la scadenza, emanare precise e chiare disposizioni sui conteggi?
Neanche per idea, solo e semplicemente hanno ribadito l’ obbligo del pagamento pena sanzioni.

Ma, contestualmente, hanno ribadito che gli evasori fiscali per iva e irpef, nonché coloro che devono ancora pagare le multe loro comminate da tempo e che, per quelle evasioni, avessero già ricevuto da Equitalia, cartelle di ingiunzione, comprese di sanzioni, potranno sanare il pregresso pagando solo l’importo delle imposte, SENZA interessi di mora!!!!!
Capite?
Chi è moroso viene premiato, gli vengono tolti interessi e mora, chi invece vuole pagare le imposte nei tempi e termini dovuti, non solo non è in condizioni di sapere esattamente quanto deve pagare, ma, per farlo, deve ricorrere all’aiuto dei caf e dei commercialisti che, giustamente, pretendono di essere pagati pur non essendo in grado di assicurare la giustezza dei calcoli e che, pertanto, non garantiscono successive richieste, da parte di Equitalia, per l’adeguamento del dovuto naturalmente con l’aggiunta della mora!!!!!

E, il nostro, sarebbe un paese civile?

Nonna Lì

Sono una giovane ragazza dai capelli bianchi, un vulcano di curiosità con una voglia irrefrenabile di sorseggiare la vita, una fantasiosa e interessante signora piena di voglia di fare, dire, raccontare, condividere.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here