Austria, tutti a scuola da soli (e in ciabatte)!

Ultima modifica 18 Novembre 2019

Finalmente il grande giorno è arrivato!
La scuola è cominciata qui in Tirolo, e mia figlia ha iniziato la primaria.
Ho già notato parecchie differenze tra la scuola italiana e quella austriaca. In particolare di seguito mi riferisco alla primaria, basandomi sull´esperienza personale e sui documenti presenti alla voce Volksschule nel sito del Bundesministerium für Bildung.

Noi viviamo in un piccolo villaggio alle porte di Innsbruck, dove il nido, la scuola materna e le elementari si trovano nello stesso complesso edilizio, proprio nel centro del paese.

Questo sistema è comunemente adottato al di fuori dei grandi centri urbani, ed è uno dei motivi principali per cui molte famiglie austriache decidono di vivere fuori città.
In questo modo viene garantita una continuità del percorso scolastico per i bambini, oltre alla comodità per i genitori che magari devono accompagnare figli di età diverse.

Austria, tutti a scuola da soli (e in ciabatte)!

a scuola da soli

In Austria vige l’obbligo di frequenza della scuola nel proprio comune di residenza, o della scuola di quartiere (eccezion fatta in caso di sovrannumero di iscritti o di permessi speciali). Per questo motivo i bambini si trovano quasi sempre a frequentare un istituto non lontano da casa, e sin dal primo anno di elementari si recano a scuola da soli!

Questa consuetudine può sembrare a dir poco estrema e azzardata.

Soprattutto agli occhi di un italiano che non manderebbe il figlio di sei anni nemmeno in garage da solo (per ovvie e comprensibili ragioni!).

Per ora, in Austria il tasso di criminalità è tra i più bassi d´Europa, e il senso civico sicuramente uno dei più alti. Attraversare sulle strisce pedonali non è uno sport estremo e le auto si fermano normalmente dai tre ai cinque metri prima!
Inoltre la polizia è sempre presente nei pressi delle scuole per aiutare nell´attraversamento i piccoli.

Normalmente per i primi due mesi i genitori accompagnano i figli, per poi lasciarli da soli, di solito si ritrovano a gruppetti.

Vi farò sapere se sopravvivremo a questa prova di coraggio!
Aggiungo che non si tratta naturalmente di un obbligo da parte dei genitori, ma di una consuetudine adottata dalla maggioranza delle famiglie, sicuramente dalla quasi totalità nei piccoli centri.

Anche l´orario scolastico è molto diverso.

E’ previsto dal ministero un numero di 20-23 ore di lezione la settimana.
Qui da noi si va a scuola solo la mattina, dalle 8:00 fino alle 11:45 per tre mattine, e fino alle 12.40 per gli altri due giorni.
Per quello che so, ogni istituto ha un certo potere discrezionale, per cui può apportare proprie modifiche.
Vi starete chiedendo cosa accade ai bambini austriaci dopo mezzogiorno!

Quasi tutte le scuole offrono un servizio di Hort/Tagesheim, una sorta di “doposcuola”, che nel nostro paesino è di competenza del comune e non dell´istituto, e offre una vasta gamma di attività.

I bambini dopo le lezioni si recano presso questi locali distaccati di 50 m, pranzano (servendosi, sparecchiando e lavando i piatti!), e poi decidono in autonomia come occupare il loro pomeriggio. Vi sono diversi ambienti e spazi, come uno dedicato al riposo con divani, cuscini e giochi di società, una palestra, una sala per i compiti, una sala multimedia, un laboratorio d´arte e una grande cucina dove si preparano torte e biscotti!

Naturalmente non manca mai il giardino, sfruttato in ogni stagione, e spesso vengono organizzate gite all´aperto e sulla neve.
I compiti per casa normalmente ci sono, e da noi vengono svolti durante il doposcuola.

Il weekend invece è dedicato solo al divertimento e al riposo!

A proposito di lezioni, anche le materie sono un po´ diverse rispetto all´Italia; tra quelle obbligatorie ci sono le classiche tedesco (lettura e scrittura) e matematica, le altre invece sono raggruppate in un´unica materia interdisciplinare chiamata Sachunterricht.
Si tratta di una materia insegnata nelle scuole primarie dell´area tedesca, che comprende le basi dell´insegnamento di varie discipline, le quali non vengono affrontate con il classico metodo frontale, bensì con l´utilizzo del metodo sperimentale, ossia attraverso la raccolta e l´elaborazione dei dati, esperimenti, disegni, lavoretti, uscite, ecc, a discrezione dell´insegnante.
Tra le discipline della Sachunterricht troviamo storia e geografia, musica e ritmica, biologia e chimica, educazione stradale e sociale.

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La musica ricopre da sempre un ruolo importantissimo in Austria.

Negli ultimi anni anche altre materie che in Italia sono considerate “collaterali” hanno assunto un´importanza sempre maggiore. Ad esempio le materie artistiche.
Tante scuole sono dotate di un laboratorio di arte/atelier, in cui sin dal primo anno i bambini sperimentano le diverse tecniche pittoriche e imparano a riconoscere gli artisti. Devo dire che anche al Kindergarten (scuola materna) la “produzione artistica” di mia figlia era sempre notevole!

Parlando invece di educazione stradale, oltre all´apprendimento di come comportarsi durante il tragitto da casa a scuola, viene insegnato ai bambini come andare in bicicletta nel traffico.
Ci sono giornate in cui il centro del nostro villaggio pullula di bambini in bicicletta dotati di pettorina catarifrangente e casco, che occupano una mattinata imparando a muoversi per strada con la bici, coadiuvati da insegnanti e polizia.

La manualità è un altro aspetto importante in questa scuola.

Non mancano lavoretti con legno e altri materiali, cosi come lavori con ago, filo e telaio. Scorrendo il sito internet della nostra scuola ho trovato ad esempio la settimana della chimica, in cui i bambini si divertono a familiarizzare con strumenti e sostanze nel laboratorio.

La maestra di mia figlia non ha nemmeno trent’anni, ed è alla sua prima esperienza di classe.

In Austria esistono figure scolastiche quali l’insegnante per ‘integrazione, che permettono ai giovani laureati di iniziare il proprio percorso nell’insegnamento con una certa continuità e sicurezza, prima che venga loro assegnata una classe.

Avrete capito che il maestro qui è unico, ed è coadiuvato da un insegnante di Sachunterricht ed educazione tecnica/artistica/tessile e da un insegnante di religione, per chi se ne avvale.

Anche lo sport viene gestito da un altro insegnante, e prevede l´introduzione a varie discipline sportive, anche al di fuori della scuola, o gite nella natura.

Una cosa che mi ha molto colpito, è la presenza nelle classi di divani, materassi cuscini. Per permettere ai bambini di rilassarsi dopo e durante le lezioni.

L’insegnante ci ha detto che non esiste l’obbligo di stare seduti al banco, anzi, ognuno è libero di cercare la posizione più comoda!

Comode sono anche le ciabatte che i bambini sono tenuti ad indossare sempre all´interno della scuola.

Le scarpe “portano germi e batteri” (e, aggiungo io, il piede respira meglio)! Anche il numero di alunni per classe è contenuto, da noi sono in 18.

a scuola da soli Sempre in tema di curiosità, ci sono scuole a Innsbruck in cui non esistono libri di testo, e dove i compiti a casa si svolgono e vengono corretti online!
In ogni caso, ogni classe è dotata di pc ai quali i bambini hanno accesso quotidiano.

Per ora, non posso che essere contenta e curiosa di scoprire come mia figlia affronterà quest’avventura.
A molti non piace il sistema austriaco-tedesco perché seleziona l’ingresso al liceo già dopo la primaria. Esistono infatti due tipi di scuola media, una più generica e l´altra specifica in preparazione per il liceo.

Ma di quest’ argomento non posso ancora parlare, vedremo tra qualche anno!

Attualmente è in corso una sperimentazione in circa 2.000 istituti del paese, in cui i voti sono stati completamente eliminati nei primi tre anni, e introdotti a partire dal quarto e ultimo anno di primaria.
Anche noi quest´anno riceveremo solo una sorta di “rapporto di valutazione”, e sinceramente ne sono felice! Ma il dibattito è aperto.
E’ molto difficile giudicare un sistema scolastico, soprattutto di un paese che non è quello dove si è cresciuti, per di più non lavorandoci.

E giudicare non è nemmeno il mio compito.
Ciò che a pelle mi piace molto è su tutto la volontà di rinnovamento che si respira, gli investimenti che si vedono, e la libertà concessa al singolo insegnante di mettere in pratica le proprie idee! Per il resto, siamo saliti su un treno che speriamo porti lontano, qualunque sia la direzione!

6 COMMENTS

  1. (sospiro) sì. è difficile giudicare un sistema scolastico, ma fare paragoni è concesso, no? E poi, leggendo il tuo articolo, davvero interessante, ci sono cose che si possono paragonare, altre che non hanno riscontro qui. E non parlo delle ciabatte (ottima cosa, peraltro) ma dell’arte, della musica, del posto “comodo”, dell’autogestione dopo pranzo. Già, sospirerei di nuovo, guarda…

    • Ciao Annamaria, capisco quello che dici! E´ piu´ o meno quello che provavo io quando siamo arrivati qui. Poi ovviamente subentrano altri fattori, come l´abitudine e la consapevolezza che il paese perfetto non esisite, cosi´nemmeno il sistema scolastico. Certo e´, che ci sarebbe molto da imparare da paesi come l´Austria, che a sua volta non rimane ferma al dopoguerra e cerca di rinnovarsi prendendo a esempio i sistemi scolastici migliori…penso che questo sia il primo passo. Grazie per il tuo commento!

  2. Fantascienza. Ma la realtà austriaca dimostra che la fantascienza è realizzabile, solo che in Italia credo non ci arriveremo mai. Il tuo articolo è interessantissimo e mi crea quella subdola invidia… come dire? Cavoli… sapere che è possibile fare una scuola diversa e che qui siamo alla preistoria mi irrita. Ma grazie 🙂

  3. Ciao Diana, vorrei chiederti cosa viene somministrato come merenda mattutina ai bimbi li? Ed il pranzo in cosa consiste? Grazie

  4. Ciao Barbara, da noi ognuno si porta la merenda, spesso e volentieri la scuola invita a portare uno spuntino sano, niente dolciumi…di solito a base di frutta, verdura e pane integrale. Qui da noi in Tirolo molte scuole non hanno mensa, la fornisce il doposcuola a pagamento e comunque facoltativa. Ci sono molte zuppe, insalate, Knödel, carne…pasta molto poca

  5. La realtà da te descritta qui da noi appare come un utopia. La nostra scuola è appesantita da una burocrazia allucinante, da strutture spesso obsolete se non fatiscenti, da un sistema di reclutamento lacunoso e da una didattica che, nonostante tante parole , è ferma all’ epoca “gentiliana”.
    Basta andare in Canton Ticino per accorgersi che la musica cambia … Anche se su alcune cose, almeno a livello normativo, siamo più ” avanti “: vedi l’abolizione delle classi differenziali e una politica di inclusione che anche se con enorme fatica, viene portata avanti.
    E poi… Spezziamo una lancia a favore… Ci sono molti docenti incompetenti, ma moltissimi che fanno il loro lavoro con passione e con dedizione, in ogni segmento scolastico
    Ma spesso si trovano ” soli” a lottare contro un sistema ormai in cancrena.
    In bocca al lupo per tutto

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