Ultima modifica 31 Ottobre 2019

Che siano video su youtube, canzoni su spotify, oramai il divertimento domestico dei nostri figli passa dalla rete.

I bambini in internet sono una realtà che non possiamo ignorare o evitare. Bisogna gestire.

Cosa cercano i bambini in internet?

bambini in internet

Se lo è chiesto Kaspersky Lab, azienda russa specializzata nella produzione di software per la sicurezza informatica. Il report è stato commentato da adnkronos.

Tale ricerca evidenzia le attività online dei più piccoli, segnalando le differenze dei vari tipi di ricerche a seconda della lingua.

Il 17% delle ricerche dei bambini in internet riguarda i video. Nella categoria audio e video rientrano servizi di streaming, video blogger, serie e film.

L’azienda avverte: sebbene molti di questi possano essere innocui, è comunque possibile che i bambini finiscano per guardare video con contenuti inappropriati.

Il secondo e il terzo posto sono rispettivamente occupati dai siti di traduzione (14%) e di comunicazione (10%). I siti web di giochi si posizionano al quarto posto, generando solo il 9% delle richieste di ricerca totali.
Tra i dati analizzati dall’azienda mi è saltata all’occhio una informazione.

Ovvero le differenze di ricerche a seconda della nazionalità dei bambini in internet.

Infatti i bambini di lingua spagnola eseguono più richieste di siti per traduzioni, mentre i servizi di comunicazione sono per lo più ricercati da chi usa la lingua russa. I bambini di lingua cinese cercano maggiormente servizi educativi. I bimbi francesi sono più interessati ai siti web di sport e giochi.

I tedeschi amano fare shopping, le ricerche di contenuti di anime sono in giapponese e il numero principale di ricerca di contenuti a carattere pornografico sono in arabo.

Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab afferma:

“I bambini che cercano contenuti animati potrebbero accidentalmente aprire un video con contenuti pornografici. Oppure potrebbero iniziare a cercare video innocenti e finire involontariamente su siti web con contenuti violenti, che potrebbero avere un impatto anche a lungo termine sulle loro menti, maggiormente impressionabili e vulnerabili”

bambini in internet

La mail che abbiamo ricevuto con i dati del report ha ovviamente scopi di business, ma noi genitori dobbiamo prendere questi dati per nostro uso e valutare i possibili “pericoli” che incombono nella rete ai danni dei nostri figli.

Altro problema principale che riguarda i bambini in internet è l’utilizzo degli smartphone.

La ricerca ha evidenziato infatti che se su pc i genitori riescono ad avere un controllo maggiore dei contenuti che vedono i propri bambini in internet, attivando appunto i parental control offerti da motori di ricerca e aziende come Kaspersky, gli smartphone sfuggono di più a queste maglie protettive. E purtroppo poiché i dispositivi mobili ricoprono un ruolo sempre più importante nelle attività online dei più piccoli, questo date deve far riflettere noi mamme a “razionalizzare” quel gesto spesso automatico che è il dare il telefonino ai nostri figli quando non riusciamo a gestirli diversamente.

bambini in internet

Riprendiamo infine le parole del manager per farle nostre. Ancora una volta, anche se qualcuno pensa di averle già lette tante volte. Ma ce n’è un bisogno sempre maggiore.

È importante che i genitori non lascino soli i bambini quando navigano online, non importa quello che stanno facendo.

C’è infatti una grande differenza tra invadenza e bisogno di controllo. Anche se è importante fidarsi dei propri figli ed educarli su come muoversi in modo sicuro online, i buoni consigli non possono proteggerli da qualcosa che potrebbe apparire inaspettatamente sullo schermo”.

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