Ultima modifica 28 Aprile 2021

E’ molto frequente che noi genitori ci sentiamo dire da amici, parenti, colleghi e insegnanti quanto sia importante aiutare i figli a diventare indipendenti, in grado di cavarsela da soli, senza il nostro aiuto.

E’ piuttosto ovvio che crescere significa diventare il più possibile autonomi.

Tuttavia, talvolta, può accadere di sentirci in colpa perché ci sentiamo dire (o diciamo a noi stessi) che siamo “troppo presenti”, “troppo supportivi”, “troppo vicini”, “troppo sostitutivi” rispetto ai nostri figli. Sottolineando come facendo “troppo”, non facciamo davvero il loro bene, anzi.

crescere figli indipendenti

Similmente, può accadere di sentirci inadeguati in quelle situazioni sociali in cui i nostri figli, almeno quelli più piccoli, rimangono aggrappati a noi tutto il tempo mentre gli altri si buttano (o, magari, a noi sembra che si buttino?) a capofitto in giochi divertenti e spensierati.

Al netto delle differenze individuali ci facciamo spesso mille domande riguardo il grado di indipendenza raggiunto dalla nostra prole.

Forse, presi dai sensi di colpa e di inadeguatezza e da pressioni esterne (c’è sempre qualcuno là fuori con la “ricetta giusta” da proporci!), arriviamo a pensare che l’indipendenza sia una sorta di caratteristica fissa. Un tratto di personalità immutabile che si possiede o no sin dalla nascita e non, piuttosto, una conquista, il risultato di un percorso che facciamo insieme ai nostri figli.

Tale percorso, non sempre semplice e lineare, implica la costruzione di una fiducia reciproca ovvero di una capacità di potere contare l’uno sull’altro.
Solamente a partire da questa fiducia i figli potranno partire per le loro esplorazioni dell’ambiente e del mondo.

Esplorazioni che, crescendo, diventeranno sempre più frequenti e più lunghe (si pensi, per esempio, ai viaggi all’estero estivi o addirittura annuali degli adolescenti!).

crescere figli indipendenti

In questo senso, come genitori, dobbiamo tenere in conto due aspetti:

  1. Specialmente nei primi anni di vita, nessun essere umano può considerarsi indipendente, anzi, esso dipende strettamente dalle cure genitoriali, in particolare quelle materne.
  2. Gli adulti con una personalità sana e strutturata non sono mai del tutto indipendenti dalle figure che loro reputano significative.

Per quanto riguarda il primo punto, esso va considerato come un semplice “dato di fatto”. Almeno dalla nascita fino alla tarda adolescenza l’essere umano necessita di cure continue, che cambiano nel corso dello sviluppo in modo repentino e radicale.
Si pensi a pratiche come togliere il pannolino e lo svezzamento oppure imparare a leggere e scrivere oppure andare in bicicletta o guidare il primo motorino, ecc.

Invece, per quanto concerne il secondo punto, ritengo sia importante provare a demistificare l’idea che la persona indipendente non abbia bisogno di nessuno.
Ovvero sia in grado di fare praticamente tutto da sola.

Penso che questo sia uno stereotipo sociale semplicemente falso e dannoso.

Infatti, la ricerca in psicologia e le storie di vita di persone che hanno raggiunto traguardi importanti ci raccontano con chiarezza che non si può essere indipendenti in senso assoluto. Una persona è davvero indipendente quando è in grado di comprendere quando ce la si può fare da soli e quando è necessario appoggiarsi a qualcuno di affidabile e degno di fiducia.

In questo senso, il ruolo dei genitori diventa fondamentale.

E’ infatti importante fare apprendere quando si può procedere da soli e quando no ma anche (soprattutto?) come capire su chi si può riporre la propria fiducia e su chi no.

E’ un’impresa indubbiamente non semplice ma non ci deve spaventare.
Non servono chissà quali conoscenze ma “semplicemente” l’applicazione continua del nostro buon senso e il rendersi conto che non siamo infallibili!

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