Castagnole di carnevale. La ricetta.

Ultima modifica 8 Gennaio 2019

Sono uno tra i tipici dolci di Carnevale in gran parte dell’Italia.

Ne esistono tanti, con varianti negli ingredienti, nel gusto e nel nome: tortelli milanesi, strufoli, e qui nella valle umbra sud si chiamano castagnole.

La ricetta che vi propongo è originalissima di mia mamma, e prima di mia nonna. Preparata con olio e senza burro, come tutti i nostri dolci tradizionali perché qui è diffusa la cultura dell’olivo e l’allevamento delle pecore, ma non delle mucche da latte.
Altra caratteristica che da alle castagnole il loro gusto unico è l’essere lievitate con il cedrato: un digestivo effervescente a base di bicarbonato, aromatizzato al limone, che potete trovare in tutti i supermercati.
Lo riconoscete perché si trova in barattoli di vetro ed ha la forma di piccoli ramoscelli bianchi e ritorti, lunghi non più di mezzo centimetro.
Mancando spesso una bilancia, nelle cucine di una volta, le dosi sono misurate in cucchiai da cucina, e la quantità di farina è indicativa: considerate di dover ottenere una consistenza simile alla pasta frolla che usate per la crostata o i biscotti.

Castagnole di carnevale: LA RICETTA

Per l’impasto di circa 30 castagnole come quelle della mia foto servono:

400 g. di farina doppio zero
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di olio d’oliva
3 cucchiai di mistrà
3 cucchiai di cedrato
la buccia di mezzo limone e mezza arancia biologici, facendo attenzione a non usare la parte bianca (funziona benissimo un pelapatate).

Grattugiate le bucce degli agrumi e frantumate il cedrato.
Una volta si faceva nel mortaio, ma in mancanza va benissimo anche batterlo col fondo di un bicchiere, in una terrina.
Aggiungete gli altri ingredienti, e formate una palla, che dividerete sulla spianatoia in parti, poi distese a formare “serpentelli” e poi in pezzetti, come quando si fanno gli gnocchi. Quindi, con le mani, arrotondate ogni pezzetto a formare una pallina, poco più grande di una noce.

castagnole

Scaldate in una padella friggitrice abbondante olio di arachidi, e quando inizia a bollire tuffateci le castagnole, facendo attenzione a muovere sempre la padella, spostandola avanti e indietro col manico.
Questo movimento farà lievitare istantaneamente le castagnole, che raddoppieranno di volume e si apriranno, senza assorbire l’olio di frittura.
Procedete così cuocendo per piccoli gruppi tutte le castagnole, senza mai far fumare l’olio (basta abbassare un poco la fiamma).

Dopo pochi minuti le vedrete dorare.
Passatele su un foglio di carta assorbente, ma vedrete che saranno quasi completamente asciutte. Decoratele con zucchero a velo, oppure miele liquido d’acacia o di castagno, o qualche goccia di Alchermes, un liquore antico aromatico di colore rosso e bassa gradazione alcoolica, che da un bel tocco di colore carnevalesco.

La casa sarà inondata da un profumo buonissimo, e il sapore è indimenticabile.

Sono più “sode” dei ravioli milanesi e delle ciambelline fritte, si mantengono a temperatura ambiente per qualche giorno… sempre che riusciate a resistere alla tentazione, perché una tira l’altra!

Stefania

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