Come aprire un “passamano”

Ultima modifica 24 Agosto 2020

 

Vi avevo parlato di Passamano, il negozio di Bolzano dove non si usano banconote o monete. Ebbene, oggi cerco di spiegarvi come fare ad aprirne uno.
Allora, il non-negozio si basa sulla filosofia del recupero e del riutilizzo. Il motto è che tutto ciò, che può essere riusato e riciclato, è merce per quest’attività.passamano
Prima di tutto, è bene precisare che quest’iniziativa si regge grazie all’instancabile lavoro di un gruppo di volontari, che non ricevono compenso, ma chiedono solo una libera offerta facoltativa per coprire le spese fisse.

Ma quali sono i costi di gestione? Si tratta di spese condominiali, bollette della corrente elettrica, telefono, riscaldamento, tassa sui rifiuti, assicurazione sul negozio e sul furgoncino. Per il resto, si vive di donazioni. Alcuni “clienti”, per esempio, hanno regalato delle vetrine, in cui sono state messe scarpe e cravatte, borse, videocassette e vestiti.
Non c’è regime fiscale, in quanto non c’è attività di lucro, quindi niente commercialista e niente tasse.
Ma come si fa quindi a mandare avanti un Passamano? Innanzitutto, se gli introiti rimangono entro limiti bassi, è tutto ok. Le spese di gestione del locale arrivano dalle offerte che la gente fa liberamente, quando preleva qualche oggetto.images-66 Gli introiti mensili sono bassi, ma devono essere sufficienti per coprire tutte le spese (affitto, luce, gas, condominio, smaltimento immondizie, assicurazione per volontari e clienti, affitto garage per cose ingombranti, altre spese varie ed eventuali).
Cosa accettare e cosa no nel negozio? Accettate praticamente tutto, se in buono stato. E, ricordatevi, che l’unico vostro nemico è “l’arraffone”. Lo identificherete come quello che viene spesso, si riempie di roba e se ne va spesso senza nemmeno salutare e, ovviamente, senza lasciare un centesimo di offerta per aiutarvi a sostenere le spese del negozio.

Ma, sono sicura che, una volta individuato il soggetto, saprete farvi valere.

Elisa Costanzo

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