Come educare i bambini alla sostenibilità

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Ultima modifica 10 Agosto 2022

Nella società moderna, il cambiamento climatico e l’impatto energetico dell’uomo sull’ecosistema, sono diventate questioni sempre più importanti e sentite. Il numero di persone che cerca di contribuire individualmente al benessere del nostro pianeta è in costante crescita.

A questi adulti sempre più consapevoli spetta anche il difficile ma fondamentale compito di educare i bambini alla sostenibilità. In questo articolo verranno forniti alcuni consigli per farlo nel migliore dei modi.

Come crescere bambini attenti all’ambiente

Il futuro ha bisogno di adulti consapevoli. Per alcuni questo concetto è più un luogo comune che un atteggiamento da mettere in pratica, eppure è l’aspetto che inciderà maggiormente nella pianificazione di strategie realmente ecologiche.

Il primo passo per educare i bambini alla sostenibilità è quello di rendere la propria casa eco sostenibile, ad esempio puntando sull’elettrico, che permette di ridurre l’impatto che hanno i consumi domestici sull’equilibrio del pianeta. La parola d’ordine in questo caso è risparmiare.

In tal senso, per trasformare la propria abitazione in un luogo rispettoso dell’ambiente, il consiglio è consultare il mercato libero dell’energia attraverso le diverse guide presenti online che spiegano quali sono i vantaggi rispetto a quello tutelato e come una soluzione del genere, unita ad una forte attenzione al risparmio, possa limitare i consumi e di conseguenza anche le spese in bolletta.

Per quanto riguarda invece il coinvolgimento diretto dei piccoli, le tecniche migliori consistono nel rendere l’educazione ambientale un gioco. L’insegnamento in chiave ludica viene recepito in maniera più rapida e piacevole. Si può ad esempio creare un gioco a premi per dare delle ricompense al bambino quando mette in pratica comportamenti corretti: chiudere il rubinetto mentre si lava i denti, separare i rifiuti, ricordarsi di spegnere la luce quando esce dalle stanze. Le ricompense possono essere dei gelati, o semplicemente la paghetta con cui potrà comprarsi ciò che preferisce.

Un gioco simile può essere effettuato anche all’aperto, in ambienti che presentano rifiuti (ad esempio una spiaggia o un giardino). Si possono munire i bambini di guanti e invitarli a ripulire il posto, facendo una gara che premierà il vincitore (colui che ha buttato più spazzatura).

Un altro aspetto vitale è il dialogo. Il bambino ha bisogno di conoscere e capire. Se non è lui stesso a fare delle domande in merito, è l’adulto che deve far notare al bambino quanto sia importante non inquinare, ad esempio mostrandogli che abbandonare i rifiuti è un gesto incivile, che deturpa il paesaggio e rende meno belli i luoghi.

Per avvicinare i bambini alla natura è essenziale farli giocare all’aria aperta in spazi verdi. L’adulto può fare un programma settimanale di ore da passare in parchi e giardini e salvo condizioni climatiche particolari, sforzarsi di rispettarlo.

A volte è comodo lasciare il bambino in casa in compagnia di smartphone e tv, ma affinché la sua coscienza ecologica maturi è importante che il piccolo sviluppi un rapporto empatico con la natura. Quindi via libera alle passeggiate in mezzo agli alberi. Non ne trarrà beneficio solo il bambino, ma anche chi lo accompagna.

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