Ultima modifica 3 Marzo 2020

Chi lo ha detto che per fare girare l’economia si debba necessariamente dar soldi alle multinazionali, inquinare e comprare troppo e male? Si può fare la differenza con il commercio equo.

L’idea del commercio equo mi è sempre piaciuta.

commercio equo

Da quando, tantissimo tempo fa una signora, mia compagna di viaggio in Cina, tutta intenta a comprare braccialettini dai mille bambini che assalivano i turisti sperando in qualche spicciolo, mi disse: “Meglio commercianti che mendicanti”.

Perché sapere di potere aiutare economicamente mentre si educa al lavoro è un pensiero nobile. Oggi parlare di commercio equo è una normalità. Anzi, una responsabilità.

Con le informazioni che ci arrivano e la possibilità di vedere con i propri occhi come vivono moltissime fette di popolazione svantaggiata, non farlo è da irresponsabili. Anche poco, anche a casa nostra, come direbbe qualcuno.

Ecco perché vogliamo parlarvi di queste iniziative di commercio equo, sviluppatesi oramai in ogni parte di mondo.

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Noi qui vogliamo raccontarvi la realtà di LiberoMondo. Una cooperativa sociale di tipo B che dal 1997 promuove i principi del commercio equo e solidale.

E lo fa attraverso il sostegno a comunità di produttori nel Sud del mondo. E la creazione, in Italia, di opportunità di lavoro rivolte in particolar modo a persone escluse dai normali circuiti di impiego. LiberoMondo si avvale per queste sue attività di un proprio laboratorio di produzione alimentare. È una cooperativa sostenuta da circa 170 soci, di cui 43 lavoratori all’interno dei vari settori.
La cooperativa ha stabili relazioni commerciali con oltre 50 produttori di artigianato e alimentari di America Latina, Africa e Asia. In questo modo si assicura di appoggiare e sostenere il lavoro nel Sud del Mondo.
Dopo l’acquisto le materie prime per cibo cosmetici e detergenza vengono trasformate in Italia o distribuite direttamente.
All’interno del proprio laboratorio alimentare LiberoMondo confeziona prodotti di pasticceria e di altre linee di alimentari che aziende esterne selezionate realizzano utilizzando materie prime di commercio equo fornite dalla cooperativa stessa.

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I prodotti vengono poi distribuiti attraverso una rete di botteghe del commercio equo. Ma anche in negozi del biologico, erboristerie e alcuni canali specializzati (vending, ristorazione, regalistica aziendale).

LiberoMondo ha anche linee dedicate al biologico e all’alimentazione vegetariana e vegana. Infine la cooperativa si impegna anche a distribuire migliaia di articoli di artigianato fatti a mano, frutto della cooperazione sociale italiana.

Come opera questa cooperativa?

commercio equo

Forse non tutti sanno che esiste una carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale emanata dall’Agices (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale).
LiberoMondo si attiene scrupolosamente a essa. E nella sua attività si impegna a:

  • Acquistare direttamente dai produttori, prefinanziando (almeno parzialmente) le importazioni.
  • Corrispondere un prezzo equo.
  • Mantenere relazioni commerciali stabili e con assenza di monopoli in fase di importazione e distribuzione.
  • Verificare la presenza di condizioni di lavoro e produzione dignitose.
  • Garantire un’informazione più ampia e corretta ai consumatori (a partire dal prezzo trasparente).

La cooperativa è dunque vero e proprio punto di riferimento e di incontro per chi vuole avvicinare e comprendere altre culture. Per chi vuole acquistare prodotti articoli artigianali e alimentari sani e di qualità, prodotti biologici di cooperative sociali italiane. E anche cosmetici naturali e detersivi alla spina biologici.

Io ho voluto provare di persona. Ricordandomi delle parole della mia compagna di viaggio di tanto tempo fa.

Questa volta però l’ho fatto comodamente da casa mia.
Sono andata sul sito di LiberoMondo e ho cominciato il mio commercio.

Ho scelto il riso e alcune barrette di cereali per la mia dieta. E siccome le quantità erano rilevanti ho organizzato un piccolo Gas (gruppo di acquisto solidale) con una mia amica e le mie vicine di casa.

E poi ho voluto provare i saponi della Palestina. Era da tanto che mi girava l’idea di fare il sapone naturale in casa. Poi invece ho letto di queste saponette all’olio extravergine e ho deciso di fare meno caos in casa, facendo bene a qualcun altro!

Il bello di questa cooperativa è che il prezzo dei prodotti è trasparente. Ovvero indica i costi della distribuzione e, cosa importantissima, quanto va al produttore dell’oggetto.

E per riceverli? La cooperativa gestisce direttamente la Bottega del Mondo di Bra.

Ma è possibile ordinare i prodotti online e riceverli nella rete delle Botteghe del Mondo italiane e presso alcuni punti vendita della piccola distribuzione tradizionale. Ce ne sono moltissimi in ogni città di Italia. Il bello di andarli a ritirare in negozio è anche di vedere quali altri prodotti ci sono in queste realtà.

Continuo a pensarla così. Il commercio equo è un bellissimo modo di fare girare l’economia.
E continuo a comprare… ecco la mia ultima ‘spesa’ 🙂

libero mondo

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