Coronavirus e rifiuti. Come differenziare per evitare il contagio.

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I medici e gli scienziati sono al lavoro da oltre 3 mesi per dare risposte a tutto il mondo circa il nuovo Coronavirus.
Noi cerchiamo nel nostro piccolo di divertire, insegnare, e anche di fare informazione.
Ecco perché in questi giorni stiamo raccogliendo e condividendo più informazioni possibili su virus, decreti e azioni da mettere in atto per contrastare pandemia e quarantena.
Oggi abbiamo pensato di condividere con voi alcune informazioni circa la diffusione del virus e la sua possibile sopravvivenza nei rifiuti.

Coronavirus e rifiuti. Come differenziare per evitare il contagio.

Coronavirus e rifiuti

Secondo gli studi su questo e altri virus, i rifiuti urbani potrebbero anche essi essere mezzo di trasmissione.

L’Istituto Superiore di Sanità specifica alcune caratteristiche proprie dei virus.

Esistono virus dotati di una sorta di capsula chiamata involucro pericapsidico. Essi hanno caratteristiche leggermente diverse rispetto ad altri virus senza envelope.
Questi virus sopravvivono meno dei loro colleghi nudi. e soprattutto sono più sensibili a fattori esterni come temperatura, luce, umidità eccetera, e anche a trattamenti di disinfezione.

Ecco perché l’ISS ha accomunato la risposta di questo virus ad altri simili, pensando che esso si possa disattivare in un intervallo di tempo diverso a seconda di dove si deposita e a seconda delle condizioni esterne.
I virus di Sars e Mers per esempio sopravvivono poco sulla carta e di più sui tessuti.

Per quanto sopra, l’Iss ha emanato un rapporto con le indicazioni anche per la raccolta differenziata dei rifiuti. Principalmente rivolte alla tutela dei lavoratori e alla prevenzione del contagio.

Bisogna distinguere innanzitutto due categorie di rifiuti: quelli di cittadini negativi al tampone e quelli positivi, contagiati o malati in casa in quarantena.

Coronavirus e rifiuti di residenze con cittadini negativi

I rifiuti differenziati per materiale dovranno essere riposti nel contenitore apposito usando possibilmente il pedale, dopo essere stati messi in due o tre buste resistenti una dentro l’altra e legati con laccio o nastro adesivo. Il sacco chiuso ermeticamente indossando guanti monouso.

A scopo cautelativo fazzoletti o rotoli di carta, mascherine e guanti eventualmente utilizzati, dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati.

I rifiuti andranno così negli impianti di termovalorizzazione per la distruzione.

L’ISS ha anche disposto una serie di raccomandazioni per gli enti preposti alla raccolta e alla gestione dei rifiuti, invitandoli ad istruire il personale adeguatamente.

Nello specifico il personale dovrebbe adottare dispositivi di protezione individuale (DPI), come da gestione ordinaria, oltre a mascherine di tipo FFP2 o FFP3. Tute e indumenti da lavoro dovranno essere sottoposte a lavaggi idonei (60° con detersivi comuni aggiungendo disinfettanti) in maniera centralizzata. Non scuotendoli o agitandoli all’aria. I guanti da lavoro, se non monouso, dovranno essere disinfettati ugualmente a meno che non vengano maneggiati sacchetti rotti o aperti, nel qual caso dovranno essere sostituiti.

Anche i mezzi di trasporto dovranno essere sanificati senza l’utilizzo di aria compressa o acqua sotto pressione, ovvero con aspirapolvere e disinfettanti a base alcolica spray.

Nel caso dei volontari che prestano la propria opera ai bisognosi in quarantena si raccomanda di non prelevare rifiuti presso abitazioni in cui risiedono soggetti positivi o in quarantena obbligatoria. In altri casi la raccolta dei rifiuti è da conferire come sopra.

In questi periodi la procedura prevede di privilegiare l’incenerimento dei rifiuti per minimizzare la manipolazione degli stessi.

Per quel che riguarda invece il Coronavirus e rifiuti di soggetti positivi al tampone, le disposizioni per la raccolta dei rifiuti dovrebbero essere accomunate al DPR 254/2003 “Regolamento recante la disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell’articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179”.

Coronavirus e rifiuti

Tale DPR prevede che questi rifiuti che “provengano da ambienti di isolamento infettivo e siano venuti a contatto con qualsiasi liquido biologico secreto od escreto dai pazienti isolati” dovrebbero essere assimilati a “rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”. Cioè rifiuti speciali come in ospedale, e come tale dovrebbero essere trattati.

Si dovrebbe dunque fornire imballaggi appositi, avvalersi di strutture speciali, aziende di raccolta e smaltimento differenziate.

Ma questo è impossibile per ovvie ragioni logistiche.

Pertanto l’ISS raccomanda ai positivi e ai contagiati a casa di raccogliere tutti i rifiuti domestici in una busta indifferenziata a prescindere da cosa si stia disponendo. In due sacchetti uno dentro l’altro. Chiudendo adeguatamente con guanti monouso. Evitando inoltre l’accesso nei locali di deposito di animali da compagnia. Smaltendo i rifiuti quotidianamente.

Coronavirus e rifiuti

Teoricamente si dovrebbe potere prevedere un servizio di ritiro dedicato ma non sappiamo come i vari comuni si stiano attrezzando per questa emergenza.

Fonte: Rapporto Covid-19 3/2020

Classe 1971, dicono buona annata per il barolo, viaggiatrice per indole, blogger per caso, mamma per scelta di 2 ragazzi di 8 e 14 anni che come tutti i figli (maschi per giunta), mi fanno tribolare.

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