Coronavirus: Genitori e figli insieme… in quarantena

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Ultima modifica 18 Novembre 2021

E’ un dato di fatto tanto banale quanto evidente nella sua crudezza: la quarantena impostaci per l’epidemia (para pandemia) del Coronavirus fa sì che genitori e figli siano costretti a stare insieme tra le mura di casa molto più tempo di quanto accada normalmente.

A pensarci bene, questo è un evento straordinario, che sembra avere pochi eguali nelle vite nostre e di coloro che conosciamo.

Genitori e figli insieme

E’ una situazione in grado di provocarci come genitori.

Molte volte ci siamo lamentati del poco tempo che abbiamo a disposizione da passare con i nostri figli, abbiamo ripetuto a noi stessi il mantra che “ciò che conta è la qualità e non la quantità di questo tempo” e ora…ne abbiamo un sacco, di tempo, qualcuno penserà fin troppo (forse).

Un vecchio adagio appartenente a quasi tutte le scuole di psicologia recita che la mente umana, in parte ancora cablata sul periodo in cui eravamo primitivi cacciatori e raccoglitori, è spaventata dal cambiamento e dall’incertezza.
Dunque, la presente situazione mette alla prova il nostro spirito di adattamento. Nel caso del rapporto tra genitori e figli, in una situazione singolare e unica come questa, l’adattamento riguarda principalmente le relazioni e i rapporti interpersonali.

Mi permetto qui di proporre alcune questioni su cui riflettere insieme, senza avere la pretesa dell’originalità, dell’esaustività e del dire ‘cosa fare’ (conoscete per caso qualcuno che sappia esattamente cosa fare, in questa situazione?).

La prima questione riguarda la sovrapposizione dei ruoli tra genitori e insegnanti.

Su questo tema ha già accennato qualcosa Ylenia Agostini nel suo ultimo arguto intervento su questo blog.
Voglio qui sottolineare che, in questo contesto, i genitori si trovano a dovere fare le veci (o quantomeno i tramite) degli insegnanti senza però possedere quell’autorità specifica di questi ultimi.
Mi riferisco a quell’autorità che gli insegnanti hanno rispetto alla competenza della loro materia e alla capacità di valutare i nostri figli con maggiore distanza rispetto a noi genitori, cosa assolutamente fondamentale per la crescita.

Il fatto che la scuola sia, per forza di cose, distante e “virtuale” può portare a qualche cortocircuito tra genitori e figli in quanto non si tratta, come pochi giorni fa, solamente di assistere allo svolgimento dei compiti ma anche di fare apprendere e insegnare ex novo alcune cosa, dunque ad assumere la posizione e l’autorità degli insegnanti. In poche parole, viene a mancare una figura fondamentale nella vita dei nostri figli e i genitori devono sopperire a ciò. Mica facile…

La seconda questione concerne il dovere ricordare che questo non è un periodo di vacanza.

Il rimanere a casa da scuola e dal lavoro è l’unico punto in comune tra il periodo di quarantena e le ferie. Queste ultime, infatti, trasmettono un’idea di libertà, di allentamento dalle restrizioni, di rilassatezza e spensieratezza che non sono assolutamente tipiche di questo momento.
Nonostante ciò, ai nostri figli, specialmente a quelli più piccoli, il fatto di rimanere a casa da scuola potrebbe apparire come una ragione sufficiente per pensare di essere in vacanza. Anche in questo caso, si può creare qualche cortocircuito riguardo la rappresentazione dei genitori e quella dei figli rispetto a come vivere questo periodo.
Tale cortocircuito può riguardare non solo i compiti ma anche (soprattutto) la possibilità di uscire e fare determinate attività.

La terza questione può essere sintetizzata così.

C’è davvero bisogno di “fare” tanto?
Forse, il rischio maggiore che viene dall’essere costretti a casa è pensare eccessivamente alla cose da fare, a volere “riempire il vuoto” a tutti i costi, in modo quasi forzato.
Ma è così necessario “fare qualcosa”, al di là di quanto richiesto dal telelavoro e dalla telescuola?
Forse questa è l’occasione giusta per provare a tollerare (e magari riuscire ad apprezzare) i momenti vuoti. A improvvisare sul momento e (come vanno dicendo praticamente tutti gli psicologi online, offline e in televisione!) a imparare ad annoiarsi.
In fondo, non ci lamentiamo spesso del fatto che “non abbiamo mai tempo per noi stessi e per i nostri figli”?

Vi auguro un sincero in bocca al lupo per questo periodo e rimango a vostra disposizione per eventuali domande!

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