Ultima modifica 24 Ottobre 2019

Mia nonna, donna saggia e intelligente, che ha cresciuto 5 figli e 12 nipoti (e anche più) amava ripetere sempre una frase: “tesoro mio, ricordati che i figli non sono mai uguali! Potrai anche educarli allo stesso modo, dargli lo stesso amore, le stesse attenzioni, gli stessi rimproveri… ma saranno sempre diversi.”

Io aggiungerei una cosa alla frase di mia nonna, che lei, vissuta in tempi diversi e difficili (e chi si preoccupava di una donna che partoriva?) magari non ha mai considerato: anche i parti sono diversi l’uno dall’altro!

Naturalmente, quando sei incinta tutte vogliono darti i loro consigli e soprattutto, le altre hanno avuto il parto peggiore che si possa immaginare.Racconti dell’ orrore, con descrizioni dettagliate minuto per minuto.
Insomma, io ero preparata al peggio!!

Il parto in acqua era l’ultima cosa a cui pensavo…

Due giorni prima di partorire il mio primo figlio, ho avvertito le prime contrazioni.
Erano dolorose, ma niente di che. Per scrupolo la sera del sabato siamo andati alla clinica dove avrei dovuto partorire.
La frase della ginecologa (una simpaticona, direi!) dopo la visita è stata: “ma no, ancora ci vorranno tanti giorni… non hai la faccia di una che sta per partorire!

“Perchè, c’è una faccia in particolare? Vabbè…

Torno a casa e mi metto a ninna.
Il giorno dopo, era domenica, mi dedico alle pulizie di case. Irrefrenabili, direi.
Avrei dovuto sapere che era la famosa”sindrome del nido”, ma l’inesperienza.

I dolori aumentavano e, tra una pulizia e l’altra, mi fermavo a riprendere fiato.
Devo premettere che io ho una GRANDE sopportazione del dolore.
Poi, visti i racconti di altre mamme, mi aspettavo sempre questo famoso PEGGIO.
Ad un certo punto mio marito ha pensato bene di portarmi a fare un’altra visita.

Questa volta il ginecologo di turno, dopo la visita mi fa:” Signora… stiamo a 4 cm. di dilatazione!! Ma che aspettava? Di partorire in casa? Tutti spiritosi in questa clinica…

Insomma, tra il ricovero, visita e monitoraggi, sono passate tre ore circa.

Poi siamo scesi in sala parto.
Ora, dovete sapere che questa è una clinica si, ma convenzionata.
Il travaglio si fa comodamente in camera (tutte da due!).
La sala parto è meglio di una SPA: temperatura perfetta, luci soffuse, musica di sottofondo (puoi portarti il cd da casa!).

parto in acqua

C’è la sedia svedese, la palla, la fune,  naturalmente una mega vasca idromassaggio!!
Cioè, non so se ha anche l’idromassaggio… ma è enorme!

L’ostetrica mi guarda e mi fa: vuole entrare un po’ in acqua per rilassarsi?

Io non ero molto convinta, anche perchè al corso ci avevano detto che il parto in acqua è MOLTO ma MOLTO naturale!! Ma io amo l’acqua e non ho resistito!!
Stavo quasi per addormentarmi, quando, all’improvviso, un dolore, forte, netto, mi ha riportato alla realtà.

“Ehm, mi sa che ci siamo” – faccio io, timida, alle infermiere -“dovrei uscire””Ma quale uscire signora?? Ormai non si può più!” Ok. Sono calma. Ce la posso fare.
Se me lo ripeto come un mantra, ci credo pure.
Così, all’una e 55 di notte del 5 dicembre 2005, in dieci minuti di orologio, è nato il mio bambino, catapultato nel mondo con un bel tuffo in acqua.
Quando si è girato ed ha praticamente nuotato verso di me, accoccolandosi sul mio seno, ho creduto di svenire.

Non so se consiglierei a tutte il parto in acqua, perchè è vero che ti rilassi, che ti senti subito pulita.

Ma è anche vero che nessuno può intervenire.
Sei solo tu a fare tutto
.
Poi il parto in acqua rallenta molto le contrazioni, per cui se stai andando veloce, va bene, altrimenti è un inferno prolungato.parto

Con il mio secondo figlio è stato diverso.
Ero al mare, in acqua e uscendo, ho avvertito dei dolori.
Stessa scena, questa volta in ospedale, perchè ero in vacanza dai miei in Calabria.
“Ma no signora… ancora ci vuole!”. Ma questa volta, memore dell’esperienza passata, ho risposto ” si si, come no, ci vediamo tra qualche ora!” E così è stato.
Alle 18.19 del 10 agosto del 2009 è nato il mio secondo figlio!

Anche questa volta il parto è durato 15 minuti, ma la situazione non è stata assolutamente la stessa.

Ho iniziato subito a sentirmi male: mi mancava il respiro, tremavo, non riuscivo a parlare e, tanto per non farmi mancare nulla. Ho avuto anche una brutta emorragia che non riuscivano a fermare. Tornata in camera, hanno fatto un consulto.
Avevo avuto la HEELP Sindrome, in parole povere una gestosi epatica.
Flebo, punture, controlli ogni mezz’ora e pillole che mi tramortivano completamente! Pensate che mi hanno dato un farmaco con la flebo il cui dosaggio, forse, si da solo ai bevitori cronici da 30 anni!!!
E ci è andata bene, perchè mio figlio è nato di 2,300 kg.(uno scricciolo!) in quanto si era quasi arrestata la crescita ed io sono stata acchiappata per i capelli, grazie alla prontezza e alla bravura dei medici dell’ospedale! Un normalissimo ospedale del Sud.

Insomma: per fare figli ci vuole un coraggio che, forse a mente fredda non si ha!!
Io non mi sono fatta mancare nulla: un parto in acqua e una gestosi.
Ah, dimenticavo, mia nonna aveva proprio ragione: anche i figli, oltre al parto, si sono rivelati diversi l’uno dall’altro, ma il bello è anche questo, no?

Rachele Masi

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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