Ultima modifica 24 Agosto 2020

Continuiamo a parlare di donne, mamme che lavorano e hanno imparato a conciliare la propria vita, districandosi tra ruolo di donna, mamma e manager.

Oggi vorrei presentarvi Cristina, 42 anni, marketing manager di Famosa Italia.
Laureata in Economia&Commercio presso la Bocconi di Milano, da sempre nel mondo del giocattolo!!
Convive da 15 anni con il compagno e adora viaggiare.

cristina-balducci

Mamma di Valerio a 33 anni, e di Massimo a 38. Due nomi romani che evocano l’origine paterna.

”Se tornassi indietro rifarei piu’ o meno lo stesso percorso. Diventando mamma a 33 anni  ho avuto il tempo di dedicarmi di più al lavoro e acquisire un’esperienza che poi si e’ rivelata molto utile.”

Essere mamma è stato un ‘intralcio’’ al tuo lavoro? – Le chiedo.
Ebbene sì!! Ma l’intralcio piu’ bello che potessi mai immaginare. Ovviamente da quando ci sono i bimbi i ritmi sono cambiati tanto, ma va bene così.

Come possono le donne conciliare lavoro e famiglia?
Con molta pazienza e tanta organizzazione, l’importante è concentrarsi sulle priorità di quella giornata, sia lavorative sia personali, e non prendersela se non si riesce a fare tutto quello che era stato programmato e soprattutto non aspettarsi la perfezione in tutto, a volte il massimo è già un buon punto di arrivo per cui essere contenti.

Ti senti prima mamma o donna?
Mi piace pensare di essere tutte e due le cose, a volte emerge un po’ piu’ un aspetto o l’altro, ma se devo dare una sola risposta direi sicuramente mamma.

Raccontaci l’ azienda in cui lavori e cosa ti piace dell’azienda
Lavoro in un’azienda di giocattoli, Famosa, presente sul mercato da oltre 10 anni. E’ un’azienda di origine spagnola e mi piace moltissimo avere un legame con questo paese che per me evoca sole, caldo, vacanze e un popolo sempre allegro e vitale. L’azienda in Italia mi piace molto perche’ e’ un ambiente piccolo, molto familiare, in cui ognuno fa il suo meglio per far crescere e conoscere questa azienda sul nostro mercato. Dopo aver lavorato per grandi aziende multinazionali come Lego e Mattel, anche la dimensione medio piccola dell’azienda ha facilitato l’incrocio della vita privata con quella lavorativa.

Il ruolo che hai ti consente di ‘’essere mamma’’?
Sì, direi di sì. Sono fortunata perche’ faccio un bel lavoro che mi piace e mi impegna ma non ho dovuto trascurare troppo la famiglia. Soprattutto ho il vantaggio di essere molto vicina a casa il che mi fa risparmiare tempo negli spostamenti (la mattina dopo la scuola riesco ad arrivare in tempo a lavoro e sono vicina a scuola, alle attivita’ sportive dei bambini e alla pediatra). Anche i viaggi internazionali sono meno di una volta e questo mi permette di essere un riferimento per la famiglia anche se durante il giorno sono sempre molto impegnata.
E’ un buon compromesso tra una buona posizione in azienda e una vita fuori che così è gestibile. Certo i periodi di stress sul lavoro ci sono e bisgona essere bravi a non portarli a casa!!

Ci racconti il prodotto che ti piace di più della tua azienda
Le bambole Nenuco, sono davvero belle e di qualita’ e quando sento come profumano, come sono morbide mi sembra di ritornare bambina. E poi le bambole sono un gioco fondamentale nello sviluppo dei bambini dove il gioco di ruolo è un passaggio utile per apprendere come prendersi cura di se stessi e degli altri. Chi non ha giocato almeno una volta a guarire una bambola malata…

Ovviamente essendo immersa da sempre nei giocattoli e conoscendo bene il mondo, non potevo che chiederle qual è stato il primo giocattolo che hai comprato per i tuoi figli e perché.. sono curiosa.
I primi giochi con cui hanno giocato i miei figli sono stati di Fisher Price perche’ era l’azienda in cui lavoravo quando e’ nato Valerio e aveva una qualita’ che mi piaceva e poi sicuramente tanti Lego perche’ e’ l’azienda che ho ancora nel cuore e il gioco con i miei bimbi nel costruirli e’ sempre stato affascinante ed educativo.

Provo ad azzardare una domanda… Esistono giocattoli da maschio e giocattoli da femmina?
Ritengo di sì, ma non perche’ un bimbo non possa giocare con le bambole e una bambina deve giocare con gli accessori legati al mondo della casa o della moda. Ma semplicemente perche’ nel corso degli anni ho visto che il modo e le esigenze di gioco sono diverse e quindi vengono rispecchiate e vissute in giochi diversi che soddisfino meglio i loro bisogni.untitledE nell’ultima domanda, esce la mamma che c’è in me… e l’esigenza di fare in modo che mio figlio possa sempre avere giocattoli ”certificati” Quanto è importante la sicurezza e la qualità dei giocattoli e come fanno le mamme a riconoscere se un giocattolo è ‘sicuro’?

E’ importantissima. I bambini devono giocare e divertirsi ma sempre in modo sicuro e protetto. Per riconoscere la qualita’/sicurezza di un prodotto bisogna sempre controllare che sia riportato sulla scatola il marchio CE della comunita’ europea. Controllare anche sempre la dicitura indicata circa l’eta’ di riferimento e le eventuali avvertenze del produttore. Se possibile preferire prodotti di aziende produttrici e non quelli importati che sono ovviamente interessanti come prezzo ma a volte non sicuri come giocabilita’ e qualità’.

Monica Volta

Milanesedipendente, uno spiderfiglio a un marito che adoro. Sono una persona leale, cortese, pazza ma senza strafare, permalosissima e un po’ pignola. Avere a che fare con me non è semplice, ma se scatta la scintilla...

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