Ultima modifica 11 Aprile 2020

Questa è sicuramente una Pasqua anomala per tutti.

Noi avremmo dovuto essere, come tutti gli anni, da tradizione, a Baveno sul lago Maggiore per passare in famiglia le vacanze di Pasqua in relax.

Già, niente grande pranzo, solo mia sorella, i miei genitori che si godono le bimbe e qualche amico o parente che per l’occasione passa a trovarci! Ma come sapete anche voi, quest’anno tutti a casa e così, noi siamo a Catania.

Quindi, cosa si fa? Si inizia una nuova tradizione per rendere al meglio questo periodo di quarantena.

Cuddura cull'ova

Così, ricetta in mano, Altea in cucina insieme a me e ci lanciamo nella preparazione di un dolce pasquale tipicamente siciliano: La Cuddura cull’ova!

Premetto che con i dolci, a parte la cheesecake al forno, non ho un buon rapporto. No, non perchè non mi piacciono, anzi, ma semplicemente perchè non mi lievitano!!!

Tornando a noi e alla ricetta vi serviranno:

  • 200g di zucchero;
  • 1 scorza di limone da grattuggiare;
  • 5 uova medie;
  • 200g di strutto o burro;
  • 1 bustina di lievito in polvere per dolci;
  • 600g di farina 00

Per iniziare mettete la farina in un recipiente e mescolatela con lo zucchero e il lievito setacciato. Quindi, aggiungete lo strutto (burro) ammorbidito, la buccia grattugiata di un limone, le uova ed impastate. Lavorate molto bene l’impasto così da amalgamare bene gli ingredienti, la sua consistenza deve risultare abbastanza morbida.
Modellate la “cuddura” direttamente sulla carta forma con i soggetti che volete; un cuore, un galletto, una foglia, noi abbiamo provato a fare una corolla intrecciata!

Cuddura cull'ova

Ora, sulla “cuddura” posizionate, una o più uova col guscio, sempre in numero dispari, che bloccherete sul dolce con dei bastoncini di pasta a croce. Infine, spennellatela con dell’uovo sbattuto e guarnitela con dei semi di papavero, sesamo o zuccherini colorati.

La nostra è senza niente, perchè non avevamo in casa niente per decorare ma siamo sicuri che sia venuta bene lo stesso per essere la prima volta.

Altea mi ha aiutato un sacco e si è anche divertita ad impastare ed abbiamo scoperto che le “coddure” venivano portate in chiesa, la mattina del sabato santo per la benedizione che, nella solennità della Resurrezione, risveglia l’idea di fecondità consacrandone il valore.

Inoltre, abbiamo scoperto che costituiscono un dono augurale perchè un tempo la “Zita” (la fidanzata) preparava la coddura a forma di cuore per il suo promesso, e lui ricambiava il dono con un dolce a forma di “agnidduzzu” (agnellino).

Con questi gesti si celebrava la rinascita e la fertilità!

Io e Altea ci abbiamo provato, perdonatemi siciliani se non è perfetto, ma almeno non è venuto malissimo!
Non vediamo l’ora di provarlo domani, per scoprire se è anche buono, noi lo speriamo!
Ora non ci resta che dipingere le uova come segnaposto e aspettare che si faccia sera per preparare la caccia alle uova per domani mattina!

Voi, che dolce state o avete preparato per Pasqua?

Classe 1985 nata e cresciuta a Milano, meglio Cormano. Sono laureata in scienze sociali applicate ma nella vita ho fatto un pò di tutto. Da febbraio 2017 ho lasciato il nord per trasferirmi a Catania con la famiglia! Sono mamma di due piccole pesti che adoro, anche quando mi fanno impazzire. Dal 2020 ho iniziato a lavorare come content writer/copywriter e successivamente ho preso la qualifica con Meta in Social Media Marketing. Amo viaggiare, la lettura, il cinema, le serie tv ed il baseball/softball.

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