Ultima modifica 29 Luglio 2026

La gravidanza, soprattutto quando molto cercata, è un percorso magnifico ed emotivamente intenso ma richiede anche molte attenzioni da parte della futura mamma. I mesi di gestazione sono lunghi, provocano un cambiamento a volte estenuante del proprio corpo e viene richiesto un netto mutamento delle abitudini per favorire la crescita sana del feto.

Non è un caso che ginecologi e pediatri insistano tanto sul tema della nutrizione che deve essere corretta e bilanciata, andando a integrare ciò che a livello di dieta non riesce a esser garantito. Tra tutti, il più citato è spesso l’acido folico: un alleato preziosissimo già nella ricerca della doppia linea sul test e fondamentale nei primi mesi di formazione del feto.

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Gravidanza e fabbisogno, i cambiamenti mese per mese

Il corpo di una donna incinta non ha le stesse esigenze dal primo mese al nono: nelle prime settimane, quando la gravidanza spesso non è nota, si stanno già formando le strutture che daranno origine a cervello e midollo spinale.

Nonostante per molte donne passi quasi in sordina, per il bimbo è qualcosa di fondamentale ed è per questo che la vitamina B9 fa la differenza. Molti ginecologi consigliano di iniziare con gli integratori di acido folico ben prima del concepimento, senza aspettare il test di gravidanza.

Con il passare dei mesi entrano in gioco anche altri protagonisti: il ferro, per sostenere il volume di sangue che aumenta fisiologicamente; il calcio e la vitamina D, per l’ossatura del feto; gli omega-3, utili allo sviluppo cerebrale e visivo.

Perché l’acido folico è fondamentale

Molte future mamme scoprono la gravidanza quando il tubo neurale del bambino si sta già chiudendo, basti pensare che questa fase avviene entro il 28esimo giorno dal concepimento. La maggior parte delle donne, invece, scopre il test positivo dopo un ritardo del ciclo. Proprio per questo le linee guida raccomandano l’assunzione di acido folico già da prima e per almeno tutto il primo trimestre.

L’alimentazione da sola a volte non basta a coprire il fabbisogno necessario in questa fase delicata. Soprattutto perché spesso le prime settimane sono accompagnate da nausea, vomito, disturbi di vario genere che incidono sulla capacità di assorbire i nutrienti. Un’integrazione mirata prescritta dal ginecologo resta uno strumento efficace.

Dopo il parto il corpo ha bisogno di supporto

Si pensa al parto come al momento in cui tutte le attenzioni andranno direzionate al bambino e in cui la mamma torna ad essere quella di prima; ma in realtà il corpo ha ancora bisogno di tempo e serve un buon apporto di energie, perché il fabbisogno di alcuni nutrienti resta alto, ancor più se si allatta.

Vitamina D, iodio e DHA passano attraverso il latte materno e contribuiscono allo sviluppo neurologico e immunitario del piccolo nei suoi primi mesi di vita. Ecco perché suggeriamo un consulto con il proprio pediatra e con il ginecologo così da proseguire con una corretta integrazione.

Vitamine e minerali senza improvvisare

Gli integratori, pur essendo naturali, dovrebbero essere assunti con un suggerimento medico, a maggior ragione in fasi delicate come quelle della gravidanza e dell’allattamento. Il consiglio è quindi di rivolgersi a specialisti per trovare il prodotto giusto e le formulazioni più adatte a seconda della reale esigenza.

 

Mamma di due bellissimi bambini, amante della vita. Adoro leggere e passo la maggior parte del mio tempo a girovagare in rete, alla ricerca di qualche cosa di interessante.

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