Il dibattito sui vaccini oltre confine: la situazione in Austria

4
972

Vivo in Austria dal 2014, nostra figlia aveva già più di quattro anni quando ci siamo trasferiti, ed era stata vaccinata in Italia. Devo dire che all’ epoca il polverone attuale non era ancora stato pienamente sollevato.

Qui non esistono vaccinazioni obbligatorie, ma esiste un piano di vaccinazioni redatto annualmente dal Ministero della Salute, che raccomanda una serie di somministrazioni gratuite, divise per fasce d’età, proprio come in Italia.

vaccini

E´ possibile vaccinare i bambini presso gli ambulatori pubblici appositi, presso il pediatra, il medico di base, e presso le scuole durante le campagne di vaccinazione.

Nonostante la non obbligatorietà dei vaccini, anche in Austria esiste un dibattito piuttosto acceso sull’argomento, anche se non percepisco assolutamente i toni e l’intensità della controversia italiana.

Secondo le recenti statistiche, circa il 40% dei genitori austriaci sarebbe favorevole ai vaccini, circa il 57% sarebbe scettico sull’argomento, e solo il 3-4% si dichiara contrario.
Le motivazioni dello scetticismo sono essenzialmente due: in primo luogo la sfiducia nei confronti delle grandi industrie farmaceutiche e dei loro interessi commerciali, in secondo luogo il timore dei danni che le vaccinazioni possono potenzialmente provocare.

A tale proposito, sottolineo che il nesso tra vaccini e autismo non è particolarmente enfatizzato dal web, e che l’argomento è  trattato dalla stampa in maniera che oserei definire marginale rispetto all’enfasi che la questione ha avuto e ha in Italia.

Si può affermare che in Austria il dibattito si accenda in seguito a qualche accadimento importante, come ad esempio la morte di una bambina delle elementari a Vienna per meningite, avvenuta all´inizio di novembre. Secondo quanto riesco ad evincere dal web, il caso precedente risaliva al 2013. Altrettanto acceso è il dibattito sull’efficacia del vaccino antinfluenzale.

Responsabile politico delle malattie infettive in Austria è la dottoressa Pamela Rendi-Wagner, medico infettivologo a capo del dipartimento della salute pubblica, parte del Ministero della Salute.
In una recente intervista Rendi-Wagner ha affermato che il problema più grosso è rappresentato dal morbillo, essendo l’Austria al secondo posto dopo la Croazia nella classifica dei paesi con tasso di incidenza maggiore della malattia, nonostante la percentuale dei vaccinati sia intorno al 94%.
Tra le proposte di Rendi-Wagner: l´obbligo per i direttori di ospedali, asili e scuole di raccomandare le vaccinazioni al proprio personale a contatto con i soggetti più deboli; e l’inserimento del rifiuto a vaccinarsi tra le motivazioni di non assunzione per i candidati, e lo spostamento di funzione per chi è già dipendente.

Rendi-Wagner sostiene che il compito della politica sia quello di intraprendere una campagna informativa chiara ed esaustiva sulle vaccinazioni, così che la popolazione possa formarsi un’opinione razionale e basata sui fatti, comprensiva dei rischi reali che i vaccini possono comportare.

Infine, credo che la posizione austriaca sull´argomento si possa riassumere con la risposta a una domanda posta a Rendi-Wagner in un’intervista per un noto quotidiano: il giornalista ha chiesto se fosse in discussione un piano di vaccinazioni obbligatorie, e la replica è stata: “ L´obbligo a vaccinare in Austria non verrà preso in considerazione. Sarebbe una violazione dei diritti fondamentali, e noi rispettiamo tali diritti come previsto dall’Unione Europea”.

Lascio a voi ogni giudizio.

4 COMMENTI

      • Ciao Diana vorrei parlarti giacché mi trasferito in austria proprio domani. Posso sapere come contattarti su facebook? Grazie mille. By una mamma
        P. s. Vorrei avere delle informazioni a riguardo e non so se puoi aiutarmi con altre mie incertezze. Se vuoi e se ti fa piacere fare due chiacchiere da mamma a mamma puoi lasciarmi il tuo numero di cellulare al mio indirizzo e-mail in modo che posso parlarti a seconda della mia e tua disponibilità. Grazie mille. Un saluto da Antonia

Rispondi