Italia o America. Dove mi sento più a casa?

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Ultima modifica 10 Ottobre 2019

Domanda difficilissima. Penso e ripenso a questi 5 anni e più, alle sensazioni iniziali, alle paure e a come mi sento ora.

Ieri sera guardavo il film Brooklyn. E’ la storia di una ragazza Irlandese che, negli anni ’50, lascia sua mamma e sua sorella per andare a New York. Un film che rende perfettamente l’idea di come ci si sente.
All’inizio pianti, apatia, confusione causati dalla nostalgia. E poi pian piano ti adatti.
Conosci nuove persone e ti ritorna il sorriso.

Finché un evento ti riporta in patria e ti sembra di sentirti nuovamente felice e a casa. Ma è solo un’illusione.
In realtà presto ti rendi conto che quel luogo non ti appartiene più e tu non appartieni più a quel luogo. Quasi ti sembra stretto. E allora torni in quella che senti casa tua.
La gente che ti guarda partire non capisce.
Ai loro occhi sarai sempre “quella che se n’è andata“.

casa

Più che casa mia, questo è il luogo dove ora c’è la mia vita.
Come dice la frase finale del film: “… E capirai che qui è dove c’è la tua vita“.
Noi non abbiamo più un luogo che sentiamo casa. Si, ci sono le nostre quattro mura, la nostra cucina, le nostre camere e le nostre abitudini. Ma quelle, abbiamo capito, ce le possiamo costruire ovunque nel mondo.
Noi dobbiamo solo inseguire la nostra vita.

Recentemente un’amica mi ha fatto riflettere: le si era presentata la possibilità di un trasferimento, sempre all’interno degli USA ma in un altro Stato. Questa cosa mi ha fatto pensare tanto che stanotte l’ho pure sognato.
Se ci avessero proposto un trasferimento i primi due anni che eravamo qui, mi sarei sentita male.
Il pensiero di dovermi ri-adattare dopo che avevo appena cominciato a prendere confidenza col posto, con la gente, mi avrebbe mandato in tilt.

Ora?

Ora sinceramente non mi turberebbe più di tanto. Anzi, forse mi farebbe pure piacere un cambiamento.
E poi l’America è enorme e ci sono sempre luoghi da scoprire.

Sì, dovrei abbandonare le amiche che, non senza fatica, mi sono fatta qui.
Ma in questi anni ho imparato una cosa molto importante: l’amicizia vera non ha barriere.
Trasferendomi qui ho scoperto amicizie importanti che quando ero “a casa” non sentivo così importanti; così come ho perso delle amicizie che “credevo” fossero vere e invece non lo erano affatto.

Ho capito che “casa” è dove c’è la nostra famiglia, dove ci sono i miei figli, dove io mi sento a mio agio.
In Italia ormai siamo sempre ospiti di qualcuno, non abbiamo più la nostra casa.
La casa è un entità non materiale che ci portiamo appresso, un po’ come le chiocciole, ma la nostra è invisibile.

Mia figlia recentemente ha comprato questa maglietta:

home

Ecco… credo sia proprio così.

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