Le facce di bronzo della nostra politica.

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Ultima modifica 4 Giugno 2021

Che cosa succede nella nostra politica?

Se ci fosse un premio per le facce di bronzo della nostra politica onestamente avrei un grande imbarazzo della scelta.

Veramente tutti, ma proprio tutti contano molto, anzi moltissimo sulla memoria corta degli italiani.

Cambiano repentinamente idea, smentiscono oggi quello che affermavano ieri e che confermeranno domani. Le poche, pochissime volte che i media ne rimarcano gli ‘ondeggiamenti’ si limitano a dire di non essere stati capiti, poverini.

A proposito di facce di bronzo. Il prof. Monti ha fatto presto ad imparare.

facce di bronzo

Infatti ieri affermava l’indispensabilità della presenza di politici nel suo governo, oggi, incassate le risposte negative ed i veti incrociati dei partiti, afferma che senza politici il suo governo funzionerà meglio.

Intanto lo spread continua a lievitare e la borsa scende, nessuno Stato può sorridere poiché tutti sono sotto attacco, chi più, chi meno.

E i partiti della nostra politica litigano con toni forse più sommessi, in apparenza almeno, poiché la prova è di la da venire, aspettiamo le prime misure del governo Monti.

Non ho nessuna illusione, per l’ennesima volta la politica ha dato pessima mostra di sé e questa volta non è la magistratura a dare la spallata, a sostituirsi al potere esecutivo. Sono ‘ i mercati’, gli speculatori, che coperti dall’anonimato, ‘ giocano’ in borsa e colpiscono puntando la mira sul bersaglio più facile. Prima la Grecia, poi l’Italia, ma ci siamo dimenticati del Portogallo, dell’Irlanda che già hanno usufruito di aiuti e che non possono ricorrere al mercato? Della Spagna e dell’Islanda, anche loro nel mirino, lo sapete che la seconda ha dichiarato un default programmato?

Questi paesi, però, hanno su di noi un grosso vantaggio.

Una classe politica meno litigiosa e più rispettosa dei ruoli ad essa assegnati dal ‘popolo sovrano’. Popolo sovrano? Ma non mi facciano ridere! Sono solo parole al vento, delle quali si riempiono la bocca. Ma quando mai hanno rispettato le nostre sentenze? Quanti sono i referendum inapplicati? E hanno mai rispettato le nostre volontà espresse dal voto?

Risaliamo agli albori della nostra Repubblica.
Le prime elezioni hanno visto la vittoria della DC, il partito che univa sotto la sua bandiera tutti i cattolici (allora), anime diverse riunite dal filo conduttore della religione, ma ben presto questo strapotere finì e così si arrivò alle alleanze DC, Psdi, liberali, repubblicani, si unirono per governare (?) ed iniziarono i compromessi, gli aiuti agli amici, i ricatti. Per tentare di governare si pensò ad un ‘premio di maggioranza’.

Io ricordo, ero giovanissima, ma leggevo i quotidiani, delle urla contro la ‘legge truffa’ che non passò. E avemmo governi estivi, primaverili, invernali, di breve durata, interminabili le ‘consultazioni’ dei vari Presidenti della Repubblica, e poi il ricorso ai più abili mediatori che si chiamassero Fanfani o Andreotti, erano comunque loro che a fasi alterne sostituivano, con il loro governo, quello sfiduciato. Poi fu l’epoca del centro-sinistra il tentativo dell’on. Moro di coinvolgere nel governo il partito socialista e si sa bene come andarono le cose.

Ma all’epoca l’Italia era in crescita.

Cera il ‘ miracolo economico’, che in effetti era solo l’impegno di lavoro di piccoli imprenditori e di onesti lavoratori, non era ancora il tempo del mercato globale.
E si pensò a spendere, più di quanto si incassava, molto di più.

A volte per il sociale, ma tante volte per sprechi, cose inutili e costose.

Vi siete mai chiesti di quanto sono aumentati le prebende e i privilegi della ‘casta’ dal 1945 ad oggi? Fate pure un paragone con gli aumenti degli stipendi dei dipendenti, sia pubblici che privati, non dei manager s’intende: è molto interessante.

Per casta non intendo solo quella politica, gli stipendi dei magistrati, ad esempio, sono agganciati a quelli dei politici, lo sapevate?
E questo non è materia di referendum. I nostri ‘padri costituenti’ lo hanno proibito.

Bene io ho accolto con scetticismo, ma con una certa speranza l’arrivo della seconda repubblica (incompiuta) pensavo che, forse, presentandosi divisi in due schieramenti, il vincitore avrebbe potuto governare. Non è stato così.

Il nostro cammino è pieno di lacci e lacciuoli, non esiste certezza nelle regole, una contraddice l’altra, in modo sibillino.

E così siamo al caos attuale, ci stanno affidando ad un uomo della provvidenza, ad un tecnocrate, di cui pochi conoscono il curriculum vitae, le sue idee, i suoi pensieri.

E la cosa che mi fa più paura sono i miei connazionali, quelli che nei sondaggi dicono che non importa, che non è interessante sapere se il professore abbia o meno idee politiche, da quale parte stia. Non ho parole!

A me interessa, eccome!

Ha parlato di sacrifici (quali, e per chi?) non di lacrime e sangue, di equità sociale, ha parlato in modo generico senza chiarire. Speriamo che lo faccia al più presto!
Per ora ha incassato solo elogi ed assicurazioni, spero che ne sia degno.

Una piccola cosa ancora: è stato nominato Senatore a Vita. Non è una nomina puramente onorifica, costa a ‘noi popolo sovrano’ ben 24.000 Euro il mese.

In tempi di crisi

Pensate avevano nominato a suo tempo senatore a vita anche l’avvocato Agnelli, e anche lui ‘guadagnava’ sulle nostre spalle 24.000 Euro al mese. Meditate, gente, meditate.

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