La famiglia allargata: una rete di condivisioni

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Tante volte non consideriamo che quando c’è una separazione è la coppia a separarsi, non la famiglia: può succedere che restano legami solidi non solo con i figli, cosa naturale, ma anche con i nonni e degli zii, oppure tra dei cognati o dei cugini del partner.

La separazione è con il marito, quindi non è detto che tutti gli altri legami si debbano concludere, anzi.. possono diventare come un ponte per fidarsi dell’ex anche nella crisi.
Se un figlio, quando sarà con l’altro genitore, sarà sostenuto anche da persone di cui ci si è fidati, è una marcia in più per accettare il distacco. In questo modo, quando è possibile, si crea una rete tra i nuovi rapporti e quelli già presenti, si crea cioè una base più sicura per la fiducia.

famiglia

Per riuscire in questo intento, bisogna sicuramente avere la capacità di delegare.
Una notevole qualità in questo caso, anche se mi rendo conto che a volte, è già complicato delegare all’altro genitore, a maggior ragione se c’è conflitto, quindi bisogna essere consapevoli di quanto possa essere complicato delegare a persone che sono un po, diciamo così di parte…nel conflitto di coppia come i genitori o parenti dell’ex… e quando poi in questo conflitto intervengono anche i nuovi compagni?

Nonostante tutte queste che sembrano insormontabili difficoltà, credo fermamente che chi riesce davvero ad abbattere “Il Muro” della delega, possa vivere la famiglia allargata come una realtà costruttiva e propositiva.
In questo modo si creano stratificazioni, proprio come le vediamo nella cipolla, UNA ma composta da più strati uniti saldamente tra loro, da legami che vanno oltre l’orgoglio, assistiamo così ad una genitorialità condivisa che, non richiama un nuovo modello di famiglia ma anzi evoca l’essenza della grande famiglia di un tempo.

Nonni, zii, amici, il/la nuovo/a compagno/a di mamma o papà, pur non avendo il dovere di diventare genitori, possono assumersi compiti di aiuto alla nuova famiglia allargata.

In questa rete di condivisione dei compiti di cura, i figli, potranno non risentire di drastiche rotture delle loro abitudini, di distacchi netti con figure di riferimento che amano e non percepiranno la sgradevolissima sensazione di passare da un luogo all’altro, da un modo a un altro, da una vita all’altra. La famiglia sarà più ampia, sarà davvero allargata, con tutte queste stratificate reti di relazioni e i figli potranno viverla come una UNICA famiglia in cui far germogliare l’amore .

Chiaro che il buon senso, tanta pazienza e tolleranza, sono necessari e soprattutto, bisogna elaborare e superare i motivi del conflitto/i che ha portato alla separazione, se si vuole davvero comprendere quali siano le priorità per i figli. Tutto questo a partire, sempre, dal riconoscere l’altro, come genitore al proprio pari e a cui bisogna concedere fiducia nel suo ruolo di padre/madre…

L’importante è tenere a mente che anche se la coppia non esiste più, si continua ad essere genitori e resta la responsabilità di accompagnare i figli in ogni fase della loro crescita…

Sabrina Stendardo

La redazione del magazine. Nato nel maggio 2013, da marzo 2015, testata registrata al tribunale di Milano. Mamme di idee rigorosamente diverse commentano le notizie dell'Italia e del mondo, non solo mammesche.

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