Ultima modifica 21 Aprile 2021

Oggi ho letto una bellissima considerazione sull’adozione scritta da una giovane ventiseienne adottiva.

Lei è Mina Monteduro, 26enne, adottata in Puglia a 15 mesi da una coppia della regione.

E’ una giovane cantante e cantautrice
quindi avvezza a trasmettere emozioni tramite le parole.

A mio avviso è riuscita a cogliere e a dare il suo rassicurante punto di vista ad una delle paure ancestrali di noi genitori adottivi.

Di quale paura sto parlando?
Quella di sentirsi o meno
dei genitori adeguati. 

Per quanto mi riguarda credo di averlo pensato milioni di volte di non essere il genitore giusto per i miei figli. Penso che forse sarebbero stati meglio con un’altra famiglia e che probabilmente un’altra mamma sarebbe stata più brava di me a leggere le loro necessità e i loro talenti.
Questo, per altro è in assoluto, il pensiero che mi fa stare peggio e soprattutto mi fa vivere male il mio essere genitore.
Ecco perchè leggere che spesso i figli hanno le nostre stesse paure, mi fa quasi sorridere. Non che non lo sapessi, ma vederle nero su bianco mi ha rifatto un certo effetto.

genitori e figli adottivi

Mina e la paura di fallire come figli adottivi.

Da figlia adottiva posso dirvi che, come voi genitori adottivi avete le vostre ansie, anche noi da bambini (ma anche ora da adulti) sentiamo la paura di fallire.
Il pensiero di non rendervi orgogliosi di noi ci attanaglia la mente ed il cuore.
Quando facevo arrabbiare i miei, ero la prima a piangere dicendo:

Non sono meritevole del vostro amore. Chiamate il giudice, meritate una figlia diversa da me! Io sbaglio sempre e non imparo mai! ”
Col tempo poi, crescendo, ho imparato che senza sbagli non esiste il perdono e senza perdono un cuore si congela. Col tempo ho imparato che anche un semplice chiedere scusa è più produttivo di una vita sempre in conflitto e alla ricerca della perfezione che non esiste.

Un genitore impara ad essere genitore tramite il figlio ed il figlio impara i suoi limiti e i suoi doveri accanto al genitore.

Non sentitevi sempre in colpa.

La famiglia è un terreno fertile, mai “a maggese” (termine che si usa per definire una messa a riposo di un terreno agricolo; ndr).
Si semina, si fa fruttare e si gusta assieme il senso di essere famiglia.

Anche noi figli adottivi sbagliamo.

E non pentitevi di tirarci una sberla o gridarci un NO secco.
Spesso solo perché siamo adottivi avete paura di ferirci.
Se sono oggi quella donna stabile e inserita nella società è grazie a tutte le sberle e ai no ricevuti dai miei genitori. Per di più sono figlia unica, non ho fratelli ( chitarra a parte ) e tutti sanno che i figli unici sono tendenzialmente viziati. E dicono bene.
Il mio unico vizio è la felicità dei miei genitori che amo. Non sentitevi in colpa.
Siete allo stesso livello dei genitori biologici che, quando si arrabbiano coi figli, lo fanno per il loro bene. Forse quest’ultimo oggi non lo capiranno, ma un domani di sicuro si. Io ne sono la prova. Vi abbraccio e vi esorto ad esercitare il mestiere più bello del mondo: quello del genitore, con amore e pazienza. Un domani le litigate saranno un ricordo sul quale ridere e ringraziare.

Genitori e figli adottivi. L’importanza di aprirsi gli uni con gli altri.

Sono parole che toccano il cuore.
Parole che ci fanno capire quanto sia grande la necessità che genitori e figli si siedano in cerchio e aprano il loro cuore.
Certo Facebook è diventato a suo modo un grande cerchio dove si scambiano pensieri, ma il mio sogno è che si creino tanti piccoli cerchi dove genitori e figli si siedano e si raccontino le loro emozioni, belle o brutte che siano, guardandosi negli occhi.
Nel nostro piccolo gruppo di genitori adottivi, qui in Umbria, abbiamo cominciato a farlo. Abbiamo sperimentato questo tipo di incontro; genitori e figli insieme in cerchio a parlare, ovviamente guidati da un’esperta che ci ha aiutati a far circolare parole ed emozioni in modo adeguato. È stata un’esperienza che mi ha toccata profondamente come lo scritto di Mina.

Spero che questo tipo di iniziativa si moltiplichi sempre più perché nulla come il dialogo crea comprensione, chiarezza ed armonia. Solo parlando e condividendo emozioni e sensazioni si può generare la potenza di quell’amore di cui parla Mina.

Riminese trapiantata per amore in Umbria da ormai 18 anni. Ex dietista e mamma attempata, di due fantastici figli del cuore che arrivano dal Brasile. Ma il tempo passa e i figli crescono (e non sia mai avere mamma sempre fra i piedi) ho ripreso a studiare e sono diventata Mediatore familiare, civile e commerciale. E a breve...mediatore penale.

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