Ultima modifica 10 Ottobre 2019

In questi mesi ho trascurato un po’ i miei doveri, e ho smesso di raccontarvi la mia vita in Giappone. Abbiamo avuto una serie di vicissitudini familiari e, purtroppo, il mio tempo libero si è volatilizzato.

Oggi vi vorrei raccontare una storia ambientata in Giappone. Magari potrà sembrarvi noiosa all’inizio, ma se avrete un po’ di pazienza cercherò di renderla via via più interessante.

Cominciamo dai protagonisti: lui nasce come primo figlio maschio, in una delle classiche famiglie di altri tempi, molto affollata, che vive nei pressi di Osaka.
Lei è la prima figlia femmina, la terza in ordine di nascita, in un’altra grande famiglia, sfollata durante la guerra e arrivata a Osaka da Hiroshima.
Crescono nel Giappone degli anni ’50, non si conoscono ma il loro percorso è molto simile. Entrambi frequentano una scuola professionale, lei in una scuola femminile (vorrei dirvi che si tratta di fatti comuni nel Giappone di quel periodo, ma esistono anche ai giorni nostri delle scuole private del genere). Lui si iscrive a una scuola superiore a indirizzo professionale, esclusivamente maschile.

vivere in giappone

Entrambi impegnati, sembrano comunque trovare il tempo per dei momenti di svago.
Lui è sempre al settimo cielo, nelle foto coi compagni di scuola durante le uscite, oppure in quelle che lo ritraggono in abiti sportivi. Lei fa una vita più tranquilla, passa molto tempo a casa coi familiari, o con due sorelle che le stanno sempre vicine in qualsiasi occasione.

vivere in giappone

Finisce la scuola superiore. Lui ha dovuto chiedere un prestito studentesco perchè la famiglia ha veramente pochi soldi, quindi la sua strada è già stata decisa: comincerà a lavorare (anche per dare una mano in casa, i fratelli più piccoli devono studiare).
Lei ha davanti a sé molto più tempo da dedicare allo svago: nel suo caso le fotografie mostano una bella ragazza che sorride sempre, e passa il tempo con i coetanei .

Siamo negli anni sessanta, entrambi i nostri eroi stanno vivendo direttamente un periodo di grande cambiamente, e fanno del loro meglio per divertirsi il più possibile.

vivere in giappone

Lui lavora in una ditta di telecomunicazioni, lei svolge una serie di lavori temporanei.
Vista così, i nostri due sconosciuti non si sarebbero dovuti incontrare, ma qui entra in campo un’abitudine giapponese.

I nostri due protagonisti sono ormai vicini ai trent’anni, e per loro è giunto il momento di pensare al matrimonio.

Nel Giappone di quei tempi, esisteva l’abitudine di organizzare il matrimonio a livello familiare. La famiglia della donna organizzava degli incontri con le famiglie degli scapoli della zona, e se l’incontro andava a buon fine i due giovani si sarebbero sposati.
In caso contrario, gli incontri sarebbero proseguiti fino al momento in cui le famiglie dei due giovani avrebbero trovato un accordo.

Come sono andati questi incontri?
Non sapremo mai se i nostri due protagonisti della mia storia si sono trovati al primo colpo, o gli è servito un po’ di tempo, ma alla fine i due si sono ritrovati sposati. Un bel matrimonio tradizionale, in un tempio scintoista, e un gran ricevimento con i diversi cambi d’abito d’ordinanza.

matrimonio in giappone

Lei era una bella ragazza, piccola e minuta con lunghi capelli neri.
Lui era un uomo comune, portava gli occhiali da anni, e probabilmente aveva un sacco di insicurezze. Forse avrebbe voluto ricominciare tutto da capo, forse aveva una passione per l’estero e il desiderio di portare la sua bella sposa altrove, lontano dai mille doveri e dagli impegni che non sembravano abbandonarlo fin da quando era piccolo.
Ormai non è più possibile conoscere la risposta, ma vi posso dire che sono rimasti sposati per cinquant’anni.

Hanno vissuto insieme i momenti belli, e si sono sostenuti a vicenda nei momenti brutti.

Hanno avuto due figli maschi, lei probabilmente avrebbe voluto anche una femminuccia, quindi è stata molto felice quando il figlio maggiore è diventato padre di una bella bambina.
Lui è stato un uomo “tutto di un pezzo” per gran parte della sua vita. Ha avuto dei momenti di debolezza ma ha saputo compensare con un grande impegno. Quando è finalmente andato in pensione si è trasformato: da uomo serio, che delegava alla moglie le comunicazioni con i figli (giuro che non sto scherzando: a quanto sembra è una caratteristica di alcune famiglie giapponesi molto tradizionali) ha cominciato a parlare con tutti, a raccontare dei suoi viaggi (una grande passione) e dei suoi interessi, si è messo addirittura a dipingere con tecniche diverse! I suoi figli quasi non riuscivano a riconoscerlo.

Vi starete chiedendo i motivi che mi spingono a raccontarvi questa storia.

A febbraio è venuta a mancare mia suocera.
Suo marito, purtroppo, era già mancato due anni fa. Non erano persone loquaci, e posso dire di non averli conosciuti davvero fino a quattro anni fa, quando siamo venuti a vivere vicino a loro.

Ma ho dovuto affrontare la loro vita in ogni caso, dovendo assolutamente mettere a posto tutte le loro cose. Col mio lavoro ho trovato le loro foto, il loro passato corredato di annotazioni che mi hanno permesso di collegarle nel tempo, e ho trovato le cose a cui loro tenevano di più. Il resto lo hanno fatto i tanti racconti che ho ascoltato da mio suocero, e qualcosa che ho ascoltato dagli altri familiari.

Oggi vi ho raccontato la storia dei miei suoceri.

E vi lascio con un consiglio: non sempre i genitori acquisiti sono ben disposti verso mariti e mogli dei loro figli. Ma, se vedete i presupposti fate almeno un tentativo per andare d’accordo: potrebbe valerne davvero la pena.

Vivo in Giappone dove insegno agli adulti che vogliono imparare la mia lingua, mi sono sposata e, quattro anni fa, è arrivato il nostro piccolino. Dopo di lui sono arrivate pure delle soddisfazioni sul lavoro, e ho cominciato a lavorare per un'università della zona in cui vivo.

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